Le nuove regole dell'Europa per l'auto sono in vigore
Più materiali riciclati, economia circolare e non solo: ecco come l'Europa vuole ridisegnare l'auto
L'Unione Europea ha ufficialmente pubblicato il Regolamento (UE) 2026/1738, destinato a riscrivere da cima a fondo la gestione dei veicoli giunti a fine carriera. La nuova norma abroga le storiche direttive 2000/53/CE e 2005/64/CE per introdurre un quadro normativo unico, vincolante e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.
L'obiettivo dichiarato è duplice: ridurre l'impronta ecologica della produzione automobilistica e contrastare il fenomeno dei troppi veicoli "scomparsi" dal tracciamento ufficiale, spesso finiti nel circuito dello smaltimento illecito o esportati senza controlli.
Più plastica riciclata e progettazione facile da smontare
Il Regolamento parte dalle catene di montaggio. Ogni nuovo tipo di veicolo omologato dovrà garantire una riutilizzabilità o riciclabilità pari ad almeno l'85% della sua massa, quota che sale al 95% includendo il recupero energetico. Ma la vera novità risiede nelle quote minime di materiali riciclati post-consumo.
Dal settembre 2032, la plastica impiegata nei nuovi modelli dovrà contenere almeno il 15% di materiale riciclato (quota che salirà al 25% dal 2036). Di questo totale, una fetta pari ad almeno il 20% dovrà provenire direttamente da veicoli fuori uso. I costruttori dovranno inoltre ingegnerizzare le future auto facilitando lo smontaggio non distruttivo di componenti chiave. Batterie per EV, motori elettrici, pacchi radianti e centraline dovranno potersi rimuovere agevolmente per essere avviati al riutilizzo, alla rifabbricazione o al ricondizionamento.
Arriva il Passaporto Digitale di Circolarità
Dal 1° settembre 2032 ogni auto immessa sul mercato dell'Unione sarà accompagnata da un Passaporto Digitale di Circolarità. Si tratta di una carta d'identità elettronica, interoperabile con le piattaforme UE già esistenti, che conterrà i dati sulla composizione dei materiali, le istruzioni di smontaggio in sicurezza e le informazioni sulle sostanze utilizzate.
Questo strumento renderà trasparenti le informazioni tecniche per i demolitori autorizzati e per gli operatori indipendenti della riparazione, disinnescando i blocchi informatici o i codici digitali che finora limitavano il riutilizzo dei pezzi di ricambio su altre vetture. Niente più opacità, quindi, ma una tracciabilità digitale completa per incentivare il mercato dei ricambi usati o rigenerati, garantiti secondo standard tecnici definiti.
Alt alle esportazioni illecite e criteri severi sull'usato
Uno dei capitoli più caldi del provvedimento riguarda la distinzione tra auto usata e veicolo da rottamare. Il regolamento stabilisce criteri chiari per individuare i mezzi che non possono più circolare: un'auto ridotta in pezzi, bruciata, allagata oltre il cruscotto o con danni strutturali irreversibili verrà considerata automaticamente un veicolo fuori uso.
Per limitare l'export verso Paesi terzi di veicoli inquinanti o pericolosi, dal settembre 2031 i doganieri effettueranno verifiche automatizzate tramite la piattaforma elettronica MOVE-HUB. Un'auto usata potrà varcare i confini dell'Unione soltanto se risulterà in regola con la revisione e tecnicamente idonea alla circolazione.
Si rafforza infine il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR): le case automobilistiche dovranno finanziare la rete di raccolta e trattamento, coprendo i costi di gestione anche per i veicoli di cui non sia più identificabile il proprietario originale.
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