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Cupra Raval (2026), perché comprarla e perché no

Stile aggressivo e dinamica di guida affilata per la piccola spagnola, l'assetto rigido e i comandi touch chiedono qualche compromesso

Cupra Raval (2026), perché comprarla... e perché no
Foto di: Motor1 Italia
Francesco Stazi Francesco Stazi

La Cupra Raval vuole dimostrare che un'elettrica di segmento B non deve per forza essere solo pratica e anonima. In appena 4 m di lunghezza, il marchio spagnolo ha condensato uno stile aggressivo e riconoscibile, spazio a bordo, buona potenza e una dinamica di guida pensata per divertire, non solo per scattare al semaforo.

Lunga 4,06 m, offre un bagagliaio da 441 l e un abitacolo curato nei materiali, mentre a bordo porta un sistema di infotainment con schermo touch da 12,9 pollici. Il prezzo di partenza è uno degli elementi da valutare con attenzione: si parte da 35.950 euro per l'edizione di Lancio. Ma com'è da guidare, quanto consuma e quali sono i compromessi da accettare? L'abbiamo provata nella versione VZ ed ecco Perché Comprarla... e perché No!

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Cupra Raval

PUNTEGGIO COMPLESSIVO

Fuori com'è?

Partiamo dalle dimensioni: la Cupra Raval è lunga 4,06 m, larga 1,78 e alta 1,51, con un passo di 2,60 m. In Cupra sono molto bravi a caratterizzare le proprie auto, e l'anteriore della Raval lo dimostra: il cofano, marcato, fa da base al logo Cupra e ai proiettori a LED, con un richiamo alla “bocca di squalo” che ha reso riconoscibile il marchio. Rispetto alla prima generazione di modelli Cupra, a partire dalla Formentor, il lavoro di pulizia stilistica si sente e, secondo noi, li ha migliorati.

Cupra Raval (2026)

Cupra Raval (2026) - Il frontale

Foto di: Cupra

Sotto il paraurti trovano posto le aperture per il raffreddamento delle batterie. La fiancata è pulita, disegnata da una linea di giunzione che parte dal montante A - molto inclinato e arretrato - e da una seconda linea che crea volumi più spigolosi verso il posteriore, dove i fari sono uniti in un elemento unico e uno spoiler rompe i flussi aerodinamici. Il risultato è un'auto che sembra più grande di quanto sia in realtà.

Identikit

Cupra Raval

La Raval punta su un frontale a “bocca di squalo” con proiettori LED integrati nel cofano, una fiancata scolpita da due linee di giunzione e un posteriore con firma luminosa unica: un linguaggio stilistico più pulito e maturo rispetto ai primi modelli del marchio.

E dentro? Interni e bagagliaio

Il bagagliaio è uno dei punti di forza: 441 l, con un volume ordinato e una soglia di carico comoda per le valigie. Sotto il pavimento c'è ancora spazio per i cavi di ricarica, anche se subwoofer e kit pneumatici occupano parte del volume. Manca un vano anteriore, ma con un bagagliaio così capiente non è un problema.

Anche l'abitabilità convince: c'è spazio per la testa, le ginocchia non sono angolate e anche i piedi trovano posto. In cinque si sta più stretti, ma il passeggero centrale non è penalizzato più di tanto. Installare un seggiolino non è complicato, e gli attacchi Isofix - presenti sui due posti laterali posteriori e sul sedile anteriore lato passeggero - sono facili da individuare; manca però una tasca portaoggetti dietro il sedile.

Cupra Raval (2026)

Cupra Raval (2026) - Gli interni

Foto di: Cupra

I materiali alternano tessuto, elementi morbidi e plastiche rigide, ma quello che colpisce di più è l'illuminazione ambientale a proiezione gestita da telecamere, con diversi temi selezionabili: scenografica ma non invadente. La plancia, realizzata anche con elementi in stampa 3D che si ritrovano sulle portiere, usa materiali riciclati che su un'auto con questa personalità ci stanno bene. Mi piacciono i sedili, belli e avvolgenti; un po' meno la chiave, che nel suo alloggio tende a muoversi troppo.

L'infotainment gira su uno schermo touch da 12,9 pollici, con un sistema operativo basato su Android ma con interfaccia proprietaria Cupra: chiaro nelle voci, offre scorciatoie per la ricarica e i driving mode. Il quadro strumenti digitale è da 10,25 pollici. La connettività prevede Apple CarPlay e Android Auto.

   

Cosa ci piace dentro

  • Bagagliaio ampio e ben sagomato
  • Cura dei materiali e illuminazione ambientale
  • Infotainment chiaro con scorciatoie utili
   

Cosa non ci piace dentro

  • Manca un vano di carico anteriore
  • Comandi infotainment solo touch

Come va la Cupra Raval

La Cupra Raval si guida in modo appagante. Il motore anteriore (sigla APP290) eroga 226 CV (166 kW) e 290 Nm di coppia, abbinato a una batteria da 52 kWh netti. Nella versione VZ provata, l'assetto è impreziosito da ammortizzatori adattivi e da un differenziale a slittamento limitato a controllo elettronico (e-LSD): il risultato è una trazione anteriore che vuole essere dinamicamente appagante, e ci riesce.

Entra in curva in modo diretto e resta equilibrata, con poco rollio e una tendenza al sovrasterzo tenuta sotto controllo dall'elettronica. Merito anche della piattaforma MEB+, più rigida, e dello schema sospensivo McPherson davanti/bracci interconnessi dietro. Il rovescio della medaglia è un assetto piuttosto rigido nell'uso quotidiano: buche e sconnessioni si sentono, e non poco, anche intervenendo sul DCC.

CUPRA Raval VZ 2026 primo test

Cupra Raval VZ 2026 primo test

Foto di: Cupra

La posizione di guida convince, con ottima visibilità anteriore e laterale; dietro la vista è un po' sporcata dal poggiatesta centrale, ma per le manovre bastano camere e sensori. Il diametro di sterzata di 10,9 m aiuta negli spazi stretti. L'accelerazione è affilata in ogni driving mode: lo 0-100 km/h si copre in 6,8 secondi, con una frenata ben modulabile sia tramite le mappe drive e brake sia con i paddle al volante.

Quanto ai consumi, in città abbiamo rilevato 13 kWh/100 km, circa 14,7 kWh/100 km in extraurbano e 21 kWh/100 km in autostrada. La batteria è da 54 kWh lordi, 52 netti: la ricarica arriva a 11 kW in corrente alternata e fino a 105 kW in corrente continua, con un 20-80% coperto in circa 20 minuti su una curva piuttosto piatta.

Con il pacchetto Safety, la Raval ottiene 5 stelle, con il punteggio più alto nella protezione dagli incidenti (oltre il 90%); il cruise adattivo e il mantenitore di corsia sono ben affinati, anche se la frenata automatica risulta talvolta un po' invadente.

   

Cosa ci piace alla guida

  • Dinamica precisa grazie al differenziale e-LSD
  • Accelerazione pronta e reattiva
  • ADAS ben tarati
   

Cosa non ci piace alla guida

  • Assetto rigido su buche e sconnessioni

Quanto consuma la Cupra Raval

Città Extraurbano Autostrada
13 kWh/100 km 14,7 kWh/100 km 21 kWh/100 km

Quanto costa la Cupra Raval

Il listino si articola su quattro allestimenti - Lancio, Edge, Edition Plus e VZ - con un'unica taglia di batteria ma potenze differenti. La Lancio, edizione di debutto a tiratura limitata, parte da 35.950 euro; superata quella soglia, il prezzo d'attacco della gamma regolare si assesta a 38.120 euro, fino ai 43.950 euro della VZ di questa prova, con i suoi 226 CV e l'assetto dedicato.

Cosa ne pensiamo

La Cupra Raval punta su uno stile che non passa inosservato e su una dinamica di guida tra le più convincenti della categoria, senza rinunciare a spazio e cura degli interni. Da un'elettrica compatta non ci si aspetterebbe questo coinvolgimento al volante, e la Raval lo offre - al prezzo di un assetto che in città chiede qualche compromesso.

   

Pro

  • Dinamica di guida
  • Stile e design
  • Cura degli interni e spazio
  • Sicurezza (5 stelle)
   

Contro

  • Assetto rigido
  • Comandi touch per clima e infotainment
  • Prezzo elevato in configurazione VZ

Fotogallery: Cupra Raval (2026), la prova su strada