Vai al contenuto principale

Denza? Dire che siamo Premium è facile. Più difficile esserlo

Alla tavola rotonda con la stampa, Stella Li e Alfredo Altavilla hanno tracciato i punti di sviluppo dell'azienda

Stella Li e Alfredo Altavilla di Byd e Denza
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)
Flavio Atzori Flavio Atzori

Denza non è una BYD di lusso. Parola di Stella Li e Alfredo Altavilla. A Parigi, nei giorni del Salone, sono presenti entrambi. È un Salone spartiacque per molti versi. L'automobile europea che spinge con numerosi concept da un lato, i cinesi che si confermano presenza massiccia dall'altro.

Eppure, i toni sono più pacati, più compassati da parte loro, ancor di più se parliamo di BYD che, negli ultimi tempi, ha fatto della comunicazione intensiva, accattivante, a tratti frenetica il suo cavallo di battaglia. C'è chi lo ha visto come un segnale di minor forza. In realtà la questione assume più i toni di una maturità raggiunta, e figlia di un confronto - anche culturale - con il Vecchio Continente.

Negli Stand, oltre alla gamma, ci sono la Denza Z da un lato e la BYD Atto 8 dall'altro, oltre al suo sistema Flash Charging che, a ben vedere, potrebbe e dovrebbe essere il loro vero cambio di passo in Europa, al di là delle fabbriche che si sono messe in azione. Ecco, al netto delle questioni pratiche e industriali, il posizionamento di Denza è stato l'obiettivo principale...

CHI SONO

Stella Li è Executive Vice President di BYD e responsabile delle attività internazionali del gruppo in diversi mercati, tra cui Europa e Americhe. Entrata in azienda nel 1996, ha avuto un ruolo centrale nella sua espansione globale, contribuendo alla crescita del business delle auto elettriche e delle tecnologie per l'energia.

Alfredo Altavilla è Special Advisor di BYD per il mercato europeo. Entrato in Fiat nel 1990, ha ricoperto numerosi incarichi manageriali nel gruppo, fino a diventare responsabile delle attività FCA per Europa, Africa e Medio Oriente dal 2012 al 2018. Nel 2021 è stato nominato presidente esecutivo di ITA Airways, incarico lasciato nel 2022.

Denza-Premium? Sfida non da poco

"Dichiararsi premium è relativamente facile. Esserlo davvero è un'altra storia",

dichiara Alfredo Altavilla. È cosciente che entrare in un mercato così difficile, in tema - anche - di appartenenza e di identità, è una sfida ardua. Ecco perché la volontà è anche quella di definire i limiti di Denza e BYD: "[Denza] è il manifesto tecnologico e di eleganza" rispetto a ciò che BYD sa fare, puntando anche a un design ancora più europeo.

Denza Z9GT 2026

Denza Z9GT 2026

Foto Di: Denza
Denza Z9GT 2026

Denza Z9GT 2026

Foto Di: Denza

Le promesse sono tante:

"apriremo concessionarie ancora più premium di molti marchi storici. L'esperienza che vogliamo offrire deve partire dal primo minuti in cui si inizia a navigare sul sito Denza".

D'altro canto, essendo coscienti della storia estremamente recente del marchio al cospetto di colossi europei, si punta sull'esperienza cercando di intercettare anche chi vede l'elettrico quale elemento chiave. E questo tema - relativamente anche al premium tedesco - è argomento vivo e caldo.

Una questione culturale

La questione di identità, di cultura, e di sviluppo non è semplicemente una riflessione. La stessa Stella Li fa ammenda.

"BYD è nata come azienda di ingegneri e le è mancata la cultura del racconto; un limite che non è solo di BYD, ma di tutti i marchi cinesi",

chiosa. Ecco perché si parla di approccio più maturo, dopo i roboanti proclami della fase di ingresso. Ma al contempo rilancia:

"le critiche alle auto cinesi? Il mercato in quest'ultimo anno e mezzo è cambiato. Dobbiamo rimanere umili e imparare dai concorrenti, anche nei dettagli"

Flash Charging: 3.000 stazioni in Europa entro fine 2027 

E se da un lato le novità automobilistiche sono circostanziate, dall'altro continua il percorso del sistema Flash Charging che dovrebbe essere la soluzione che potrà permettere eventualmente il cambio di passo.

Fotogallery: BYD Atto 8 con ricarica flash

Per la cronaca: Flash Charging è il sistema da 1.500 kW con cui BYD promette di portare la Denza Z9 GT dal 10 al 70% in 5 minuti. In Cina la rete ha già superato le 5.000 stazioni. Stazioni che avevamo visto e provato in prima persona.

Altavilla conferma che il piano di installare 3.000 stazioni in Europa entro la fine del prossimo anno è "in linea con il piano". Sono stati stabiliti e chiusi già accordi con i partner dei principali mercati.

E in merito a questo la domanda è netta: può esserci un problema energetico, vista anche la situazione europea?

"Le stazioni sono costruite attorno a un sistema di accumulo a batterie prodotte da BYD, così dalla rete si prelevano al massimo 150 kW. Non servono 600, 700, 800 kW dalla rete, che in molti Paesi europei sarebbe quasi impossibile".

È questa la chiave del progetto perché significa legarsi comunque alla rete a bassa tensione. E allacci meno complessi - in un paese cosi burocratizzato - significa anche avere meno colli di bottiglia.

BYD Flash Charger

BYD Flash Charger

Foto di: BYD

Certo, la questione dei costi energetici in Europa permane: a giugno, in Parlamento, è arrivato il monito di un'altra azienda - il cui presidente è stato visto amichevolmente girare anche all'interno dello stand BYD - del costo medio di 205 euro/MWh in Italia, contro i circa 90 in Spagna e 100 in Francia.

La fabbrica: Spagna in lista, joint venture fuori dal tavolo

Con Szeged in Ungheria in avvio, la domanda ai due manager era se la Spagna sia l'altra candidata a ospitare il prossimo stabilimento. Stella Li:

"La Spagna è nella nostra lista. Cerchiamo uno stabilimento esistente, ma anche un greenfield".

BYD, ha precisato, ha una visione di lungo periodo sull'Europa e non cerca soluzioni rapide. Un eventuale annuncio potrebbe arrivare "tra qualche mese", ma "non abbiamo ancora un'agenda chiara".

Altavilla ha poi dato il criterio guida: il costo dell'energia competitivo.

"Con le produzioni future consumeremo più energia: il nostro primo fattore è un costo energetico competitivo".

La Spagna parte bene, ha detto, ma deve "lavorare un po' più duro".

Niente joint venture, invece. Rilevare un sito esistente è possibile, ma "difficile da trovare", e quanto alle JV:

"BYD non è brava a farle. Decidiamo in fretta e siamo un'azienda di ingegneri. A volte non abbiamo nemmeno un PowerPoint forte a sostegno dell'idea: pensiamo che la tecnologia vada in quella direzione e lo facciamo. La joint venture esce dal tavolo".

Denza assorbe Fangchengbao: tre modelli nuovi entro il 2028

Si torna a parlare di prodotto: in Cina BYD, Denza e Fangchengbao sono marchi separati. In Europa, ha spiegato Li, i primi due diventano tre: BYD, Denza e, in futuro, Yangwang. Fangchengbao confluirà in Denza: la Bao 5 e la Bao 8 arrivano con il badge Denza, scegliendo di volta in volta il modello migliore tra i due marchi.

Oggi in Europa i modelli sono tre o quattro. Entro il 2028 ne arriveranno circa altri tre. Ma la domanda, quasi di rito, in separata sede ad Altavilla è fondamentale: le Denza che arriveranno, avranno una dinamica di guida più affinata?

"Assolutamente, stiamo lavorando per affinare la cultura della dinamica di guida. Affinare, lavorare sui dettagli".

A ben vedere, la prima vera BYD su cui ha messo mano il manager è stata l'Atto 2 DM-i che, in tema di setting, è stato un passo avanti rispetto alle prime Seal, Sealion 7 o Atto 3.

Anche su questo punto, sotto i proclami iniziali, si è iniziato a lavorare ascoltando le richieste europee di auto con meno rollio e un assetto più piantato. Questione (anche) culturale.

Fotogallery: Denza Z9GT