Una guida per fare chiarezza su obblighi, tempi e sanzioni sui dispositivi salva bebè

Seggiolini salva-bebè o dispositivi anti abbandono, se ne parla insistentemente da tempo, ma c’è ancora molta confusione. La legge c’è, la volontà da parte dei genitori di migliorare la sicurezza dei propri figli pure, ma l’iter normativo richiede dei tempi tecnici piuttosto lunghi che favoriscono il proliferare di informazioni inesatte o comunque fuorvianti. Dunque sono già obbligatori questi dispositivi? Quando lo diventeranno? Quanto costano? Cosa devo fare se devo acquistare un nuovo seggiolino? In questo articolo proviamo a fare chiarezza una volta per tutte.

 

Tempi variabili, ma ci siamo quasi

Iniziamo subito col precisare che al momento non c’è nessun obbligo di montare dispositivi anti abbandono. Questo perché approvata la legge (n. 117 del 1 ottobre 2018) manca un ulteriore provvedimento del Ministero che deve stabilire le specifiche di omologazione del dispositivo. I tempi sono variabili perché il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha 60 giorni per emanare il decreto dallo scorso 27 ottobre 2018 (data di entrata in vigore della legge).

Dall’entrata in vigore del decreto ministeriale dovranno passare ulteriori 120 giorni. Ci potrebbero essere ritardi o deroghe, ma con una scadenza tassativa fissata dalla stessa legge al 1 luglio 2019. Scattato l’obbligo, tutti coloro che trasportano bambini fino a quattro anni d’età dovranno adeguarsi.

Cosa devo fare se ho già un seggiolino

Fino a quando il Ministero non avrà diramato le specifiche tecniche di cui sopra, se si possiede già un seggiolino (o altri sistemi omologati) è bene non acquistare nulla. Anche se alcuni dispositivi definiti come “anti-abbandono” sono già in commercio è possibile che questi non rispondano correttamente alle caratteristiche che verranno indicate nel decreto ministeriale.

Cosa devo fare se devo comprare un seggiolino

Se si ha la necessità di comprare un seggiolino entro breve, si può tranquillamente scegliere un prodotto “tradizionale” già in commercio e poi adeguarsi alla normativa quando si avranno maggiori informazioni. La legge parla di “dispositivi anti abbandono”, dunque al di là dei seggiolini che integreranno in futuro questa funzionalità, saranno commercializzati dei dispositivi aftermarket che costeranno qualche decina di euro e saranno di facile installazione.

Gli incentivi

La legge parla di incentivi, ma anche in questo caso bisogna aspettare ulteriori provvedimenti (decreti o leggi) per conoscerne l’ammontare economico e le relative condizioni. Questi incentivi serviranno sia per acquistare un seggiolino omologato con allarme anti abbandono sia per adeguare un seggiolino “tradizionale” con un sistema anti abbandono “aftermaket”.

Le sanzioni

La sanzione è la stessa che si riceve per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza o dei sistemi di ritenuta per i bambini. Vale a dire il pagamento di una somma da 81 a 326 euro e una detrazione di 5 punti dalla patente. Se presente sul veicolo al momento del fatto chi è tenuto alla sorveglianza del minore risponderà della sanzione pecuniaria. Se il conducente incorre in una recidiva nell’arco di due anni è prevista anche la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Perché si dimenticano i bimbi in auto

Ricordiamo, infine, che questo provvedimento nasce dalla necessità di contrastare un fenomeno che, anche se per fortuna, limitato, porta spesso a conseguenze tragiche e che deriva da un disturbo mentale che purtroppo potrebbe colpire chiunque.

L’abbandono involontario dei bambini piccoli in auto, si chiama "Sindrome del Bambino Dimenticato” o, più scientificamente, amnesia dissociativa. Si tratta di un disturbo che colpisce la corteccia cerebrale, provocando un vero e proprio black-out della memoria.

Il risultato è quello che porta a dimenticare il proprio "figlio" nel seggiolino sui sedili posteriori dell’auto e andare normalmente al lavoro. Questa sindrome, dicevamo, può colpire chiunque, non si tratta, infatti, di una malattia ma, di un eccessivo carico del cervello dovuto, per la maggior parte dei casi,ai ritmi frenetici o all’eccessivo stress.

Fotogallery: Seggiolini auto, la normativa i-Size