Una guida per fare chiarezza su obblighi, tempi e sanzioni sui dispositivi salva bebè

Seggiolini salva-bebè o dispositivi anti abbandono, se ne parla insistentemente da tempo, ma c’è ancora molta confusione. La legge c’è, la volontà da parte dei genitori di migliorare la sicurezza dei propri figli pure, ma l’iter normativo che ha richiesto dei tempi tecnici piuttosto lunghi ha favorito il proliferare di informazioni inesatte o comunque fuorvianti.

Dunque sono già obbligatori questi dispositivi? Quanto costano? Cosa devo fare se devo acquistare un nuovo seggiolino? Proviamo a fare chiarezza una volta per tutte.

Tempi variabili, ma ora ci siamo

I tempi per l'effettiva operatività della la legge n. 117 del 1 ottobre 2018 sono stati lunghi ma con la firma del decreto che stabilisce i criteri di omologazione dei dispositivi da parte della ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, sembra essere arrivata la fine. 

Dalla pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale la Legge scattano, dunque, i 120 giorni previsti per adeguarsi e dotarsi di seggiolini con dispositivi anti abbandono o di sistemi "aftermarket" omologati per tutti coloro che trasportano bambini fino a quattro anni d’età. L'obbligo però sarà in vigore dal 7 novembre 2019.

Cosa comprare

Se si ha la necessità di comprare un seggiolino entro breve si può scegliere un prodotto "tradizionale" già in commercio o, se si possiede già un seggiolino, si può optare per un dispositivo after market. In questo articolo trovate una guida utile a scegliere.

Gli incentivi

La legge parla di incentivi, ma in questo caso bisogna aspettare ulteriori provvedimenti (decreti o leggi) per conoscerne l’ammontare economico e le relative condizioni. Questi incentivi serviranno sia per acquistare un seggiolino omologato con allarme anti abbandono sia per adeguare un seggiolino "tradizionale" con un sistema "aftermaket".

Resta un dubbio: quanto costerà un seggiolino anti abbandono in più rispetto a quello normale? E a quanto ammonterà il bonus per le famiglie? Sarà diretto o un vantaggio come la deduzione fiscale?

Le sanzioni

La sanzione è la stessa che si riceve per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza o dei sistemi di ritenuta per i bambini. Vale a dire il pagamento di una somma da 81 a 326 euro e una detrazione di 5 punti dalla patente.

Se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore risponderà della sanzione pecuniaria. Se il conducente incorre in una recidiva nell’arco di due anni è prevista anche la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Perché si dimenticano i bimbi in auto

Ricordiamo, infine, che questo provvedimento nasce dalla necessità di contrastare un fenomeno che, anche se per fortuna, limitato, porta spesso a conseguenze tragiche e che deriva da un disturbo mentale che purtroppo potrebbe colpire chiunque.

L’abbandono involontario dei bambini piccoli in auto, si chiama "Sindrome del Bambino Dimenticato” o, più scientificamente, amnesia dissociativa. Si tratta di un disturbo che colpisce la corteccia cerebrale, provocando un vero e proprio black-out della memoria.

Il risultato è quello che porta a dimenticare il proprio "figlio" nel seggiolino sui sedili posteriori dell’auto e andare normalmente al lavoro. Questa sindrome, dicevamo, può colpire chiunque, non si tratta, infatti, di una malattia ma, di un eccessivo carico del cervello dovuto, per la maggior parte dei casi,ai ritmi frenetici o all’eccessivo stress.

Fotogallery: Seggiolini auto, la normativa i-Size