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Perché i fari a scomparsa sono "scomparsi"?

Un tempo elemento distintivo delle sportive, i fari a scomparsa sono diventati troppo complicati per le auto moderne

Che fine hanno fatto i fari a scomparsa? (Mazda MX-5)
Foto di: Mazda

C’è stato un tempo in cui accendere i fari significava qualcosa di più che illuminare semplicemente la strada. Su auto come Mazda RX-7, Toyota Supra, Ferrari F40, Porsche 928 e Chevrolet Corvette, azionare le luci faceva sollevare due piccoli sportelli dal cofano, rivelando i proiettori nascosti sotto.

I fari a scomparsa sono stati uno degli elementi di design più rappresentativi degli anni Ottanta e Novanta. Rendevano futuristiche anche le sportive più accessibili, aiutavano i designer a creare frontali bassissimi e davano alle auto una personalità meccanica che oggi è quasi del tutto assente dai veicoli moderni.

Poi, quasi da un giorno all’altro, sono spariti.

Le ultime auto prodotte in serie e vendute negli Stati Uniti con fari a scomparsa sono state la quinta generazione della Chevrolet Corvette e la Lotus Esprit, entrambe uscite di produzione nel 2004. Nessuna delle due è stata sostituita direttamente da un altro modello dotato di fari retrattili, e questa soluzione è di fatto scomparsa dall’industria automobilistica di massa.

Che cosa è successo, quindi?

I fari a scomparsa possono tornare in auge
Foto di: Sam Woolley | Motor1

I fari a scomparsa nacquero come soluzione a un problema

I fari a scomparsa non furono inventati semplicemente perché i designer li trovavano scenografici. Erano soprattutto un ingegnoso escamotage legato alla tecnologia di illuminazione e alle normative dell’epoca.

I fari nascosti risalgono agli anni Trenta, con la Cord 810 tra i primi esempi celebri. Ma questa soluzione decollò davvero decenni più tardi, quando i costruttori dovevano fare i conti con grandi fari sealed-beam e con regolamenti che stabilivano che aspetto dovessero avere i proiettori e dove dovessero essere posizionati.

Per i designer di auto sportive era un problema.

Un cofano basso era vantaggioso per l’aerodinamica e per lo stile, ma un grande faro montato sopra quel cofano non era esattamente elegante. La soluzione era semplice: nascondere i fari quando non servivano.

Quando il guidatore li accendeva, i proiettori si sollevavano nella posizione corretta.

Era una soluzione brillante e, negli anni Ottanta, i fari a scomparsa erano ovunque. Non erano riservati solo alle esotiche più costose: li utilizzavano auto molto diverse tra loro, dalla Pontiac Firebird alla Toyota Celica, passando per Honda Prelude e Mazda MX-5.

Poi cambiarono le normative sui fari

Uno dei punti di svolta più importanti arrivò negli Stati Uniti durante gli anni Ottanta.

Le modifiche al Federal Motor Vehicle Safety Standard 108 permisero ai costruttori di abbandonare il tradizionale formato dei fari sealed-beam e di utilizzare gruppi ottici compositi più sofisticati. Lo sviluppo della Ford Taurus aerodinamica viene spesso citato come un passaggio importante di quel cambiamento.

All’improvviso, i designer non erano più costretti a scegliere tra un enorme faro rettangolare e un complesso meccanismo a scomparsa.

Potevano integrare il faro direttamente nella carrozzeria.

Questo aprì la strada alle forme strane e affascinanti dei gruppi ottici, sempre più diffuse tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta. I proiettori lenticolari e, in seguito, le tecnologie HID e LED permisero di realizzare fari più piccoli, più potenti e molto più facili da integrare nelle linee di un’auto.

I fari a scomparsa avevano perso la loro principale ragione d’essere.

Erano anche costosi e complessi

Un faro fisso è relativamente semplice. Un faro a scomparsa no.

Un sistema retrattile richiede motori, ingranaggi, cerniere, cablaggi, interruttori, parti di carrozzeria aggiuntive e un meccanismo capace di aprire e chiudere ripetutamente l’intero gruppo per tutta la vita dell’auto.

E prima o poi quei componenti si usurano.

Chiunque abbia posseduto un’auto datata con fari a scomparsa probabilmente si è imbattuto nel famoso faro “ammiccante”: un lato si apre mentre l’altro resta chiuso. A volte le luci si rifiutavano di rientrare. Altre volte si bloccavano a metà corsa.

Quella complessità in più non era particolarmente interessante per i costruttori, soprattutto quando fari compatti ed economici potevano svolgere lo stesso compito di base senza muoversi affatto.

Per i marchi intenzionati a ridurre i costi e migliorare l’affidabilità, non c’erano molti motivi per mantenere quel meccanismo.

Perché i fari a scomparsa sono scomparsi

  • Le normative sui fari sono cambiate, consentendo design compositi più piccoli e flessibili.
  • La tecnologia di illuminazione è migliorata, rendendo possibili proiettori compatti, HID e infine LED.
  • I meccanismi a scomparsa aggiungevano costi e complessità rispetto ai fari fissi.
  • L’aerodinamica è migliorata, rendendo più desiderabili i fari integrati a filo carrozzeria.
  • Le normative sulla sicurezza dei pedoni hanno reso più difficile progettare componenti sporgenti.
  • Il design automobilistico si è allontanato dalle linee a cuneo che avevano reso così popolari i fari nascosti.
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La storia dei fari a scomparsa (in inglese con sottotitoli in italiano)

La sicurezza dei pedoni è stata il colpo finale

Qui la storia si fa un po’ più complessa. Forse avete sentito dire che i fari a scomparsa sono stati “vietati”. Non è esattamente così.

Non esiste una legge statunitense semplice e diretta che dica che un’auto non possa avere fari a scomparsa. In passato Motor1 ha parlato con il responsabile dello sviluppo luci di Audi, il Dr. Michael Kruppa, della possibilità di riportare questa soluzione sul mercato, e il problema principale è quanto sarebbe difficile progettare un sistema moderno in grado di rispettare i requisiti attuali.

Il nodo è ciò che accade quando i fari sono sollevati.

Il frontale di un’auto moderna deve essere progettato tenendo conto degli impatti con i pedoni. Un gruppo faro sollevato crea superfici dure e sporgenti che possono rendere molto più difficile rispettare questi requisiti. In particolare, le normative europee sulla protezione dei pedoni hanno avuto un ruolo importante nel rendere il classico design a scomparsa sempre meno praticabile.

I fari a scomparsa non sono stati semplicemente messi al bando. Sono diventati un problema tecnico molto difficile da risolvere.

E una volta che i costruttori hanno avuto a disposizione fari fissi più economici, leggeri e aerodinamici, non c’era più un grande incentivo a spendere il denaro necessario per far funzionare i sistemi retrattili.

Le auto moderne hanno una loro versione dei fari a scomparsa

Curiosamente, l’idea di base non è scomparsa del tutto.

Le auto moderne utilizzano sempre più spesso gruppi ottici sdoppiati, in cui una sottile luce diurna si trova vicino al cofano mentre il vero proiettore è nascosto più in basso, nel paraurti.

Il Dr. Kruppa di Audi ha descritto questo approccio come un modo per nascondere visivamente il gruppo ottico principale. Il guidatore ottiene l’aspetto distintivo di un elemento luminoso sottile, quasi invisibile di giorno, mentre l’hardware vero e proprio di anabbaglianti e abbaglianti si trova altrove.

Non è la stessa cosa che vedere una coppia di fari sollevarsi fisicamente dal cofano.

Ma, dal punto di vista estetico, l’idea non è poi così lontana da quella originale.

La differenza è che i designer moderni possono ottenere lo stesso effetto senza aggiungere motori e cerniere al frontale dell’auto.

Gli appassionati li rivorrebbero

Se c’è una cosa che Reddit rende evidente, è che i fari a scomparsa non hanno perso il loro fascino tra gli appassionati.

Una discussione su r/cars che chiedeva perché i fari a scomparsa non fossero ancora in uso ha generato molti commenti su sicurezza dei pedoni, costi, aerodinamica e tecnologie di illuminazione moderne. Un utente ha riassunto piuttosto bene l’opinione prevalente: probabilmente la tecnologia potrebbe essere integrata in un’auto moderna, ma ci sono pochi motivi pratici perché un costruttore lo faccia.

Un’altra discussione su r/cars chiedeva nello specifico se i fari a scomparsa potessero essere riprogettati per diventare più sicuri. Alcuni commentatori hanno suggerito meccanismi alternativi che potrebbero ridurre i potenziali problemi legati alla sicurezza dei pedoni, anche se altri hanno fatto notare che le moderne tecnologie di illuminazione hanno in gran parte eliminato il motivo originario per cui si usavano i fari retrattili.

I fari a scomparsa potrebbero tornare?

Tecnicamente, probabilmente sì. Nella pratica, è difficile immaginarlo.

I fari a scomparsa non sono illegali per loro natura, ma progettare un sistema moderno capace di soddisfare gli attuali requisiti di illuminazione, protezione dei pedoni, durata, ingombri e aerodinamica sarebbe molto più complicato che installare semplicemente fari LED fissi.

Ci sono stati alcuni tentativi di riprendere l’idea. La Ares Panther, per esempio, utilizzava fari retrattili su un design moderno basato sulla Lamborghini Huracán, mentre il concept Mazda Iconic SP ha mostrato che i costruttori sono ancora disposti a giocare con il concetto di illuminazione nascosta.

Ma c’è una grande differenza tra montare fari a scomparsa su un’esotica a tiratura limitata o su una concept car e adottarli su un veicolo da produrre in centinaia di migliaia di esemplari.

In definitiva, è per questo che i fari a scomparsa sono scomparsi.

Non è stata una singola normativa, una causa legale o una riunione in cui i costruttori hanno deciso collettivamente che i fari a scomparsa non fossero più interessanti. Semplicemente, il mondo è cambiato intorno a loro.

Tecnologie di illuminazione migliori li hanno resi superflui. Nuovi requisiti di sicurezza li hanno resi più difficili da progettare. L’aerodinamica moderna ha reso più desiderabili i fari a filo carrozzeria. E i consumatori, alla fine, si sono abituati a fari che restano esattamente dove sono.

Eppure, hanno ancora un fascino innegabile.

Un moderno faro LED può essere più luminoso, più intelligente, più efficiente e molto più capace dei fari di una sportiva degli anni Ottanta. Ma non può farvi l’occhiolino.