La Mustang in gara non è l'ultimo modello prodotto, ma è stata pesantemente modificata

Da noi in Italia le drag race piacciono ma non sono una sorta di sport nazional popolare come negli Stati Uniti. Al di là dell'Atlantico impazziscono nel vedere auto di tutti i generi e tipi sfidarsi a "1/4 di miglio alla volta" (come insegna Dom Toretto), avvolti da nuvole di fumo sollevate da pneumatici che quasi sembrano strappare l'asfalto.

Su Youtube è un tripudio di video sul tema (c'è anche la nostra speciale drag race tra una Tesla Model 3 e un'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, nata per lanciare il nuovo sito InsideEVs Italia) e tra i più recenti quello che vi facciamo vedere qui sotto è sicuramente uno dei più spettacolari.

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Cavallo vecchio fa buon brodo

Da una parte la vecchia Ford Mustang Shelby GT500, pronta a lasciare spazio all'erede che - forte dei suoi 760 CV e 847 Nm di coppia - altro non è se non la Ford di serie più potente della storia. Numeri da paura che fanno impallidire i già esagerati 650 CV della vecchia generazione. Eppure la "nonnetta", come si vede nel video, si difende più che bene.

Per prima cosa dobbiamo ammettere che non si capisce bene se si tratta della generazione del 2007-2009 (cosa più probabile) o della serie successiva prodotta tra il 2010 e il 2012. La "colpa" è delle modifiche estetiche che la stravolgono non poco. Impossibile invece stabilire i valori del V8 che romba sotto il cofano ma, anche in questo caso, le modifiche non dovrebbero essere poche. Ma basteranno a battere l'infernale rivale?

La sfidante che impenna

Rivale che di nome fa Dodge Challenger SRT Demon e butta a terra la bellezza di 852 CV. Esatto, più di una Ferrari 812 Superfast. Un demone da "sparo" che con un kit ufficiale può montare ruote anteriori più piccole e sollevare il muso quando si pesta forte sul gas.

L'esito della gara potrebbe essere scontato ma non vogliamo spoilerarvi nulla. Per sapere chi tra la Ford Mustang GT500 e la Dodge Challenger SRT Demon riuscirà a passare per prima il traguardo non dovete fare altro che cliccare "play" sul video qui sopra.

Fonte: YouTube