Nel 2012 è stata la prima “dual motor” di segmento B. Per la quarta generazione lo scenario è più articolato e impegnativo

Una volta si chiamava ibrido, poi si disse elettrificazione. Quel che è sicuro è che la quota di elettroni nelle Toyota a doppio motore, dalla Prius del 1997 in poi, è cresciuta costantemente e lo stesso avviene per la nuova Yaris.

Nel 2012 è stata la prima auto ibrida del suo segmento e, sugli oltre 4 milioni di Yaris vendute dal 1999, più di mezzo milione sono hybrid. In Italia, fino a settembre, parliamo di 114.000 pezzi su un totale di 948.000, una quota dunque leggermente inferiore, ma solo perché il successo del “piccolo genio” fu davvero esplosivo all’inizio mentre oggi due Yaris vendute su 3 sono ibride.

Si fa presto a dire ibrido

Se dunque oggi dici Yaris, dici ibrido e lo stesso avviene in generale per Toyota. Per la quarta generazione tuttavia la vita non sarà così facile, per due motivi. Il primo è la prevedibile ondata di ibridi “mild” che, leggi nazionali e locali alla mano, hanno gli stessi privilegi delle “full hybrid” come la Yaris.

Fotogallery: Toyota Yaris, nuova e vecchia a confronto

Tra questi, oltre alle Suzuki Swift e Baleno, in arrivo c’è la Ford Fiesta con sistema a 48 Volt. E non sarà la sola. Il secondo è che nel 2020 ci saranno due avversarie dirette, ad alto tenore di elettrificazione: la Renault Clio e la nuova Honda Jazz. La prima porta al debutto un sistema completamente nuovo, con motore aspirato 1.6 L, un elettrico da 40 kW e un cambio robotizzato a 4 rapporti e una batteria agli ioni di litio da 1,2 kWh.

I francesi ci hanno lavorato per 7 anni depositando oltre 150 brevetti e promettono immediatezza di risposta con l’80% del funzionamento a emissioni zero in ambito urbano. La seconda invece avrà, in scala ridotta, lo stesso sistema della CR-V: due elettrici che muovono direttamente le ruote e un motore a combustione che si collega alla catena cinematica solo se necessario. Insomma, efficienza e comfort prima di tutto.

La cura del rame

La nuova Yaris si è elettrificata di più. Il motore elettrico ha i filamenti a sezione quadra (maggiore densità di rame) e 59 kW, il 31% in più dei 45 kW attuali più dei 52 kW della Corolla e della Prius e, così come queste ultime, il generatore ha la possibilità di intervenire in spinta agendo direttamente sulla trasmissione, senza l’interposizione di alcuna frizione, dunque nel modo più impercettibile, efficiente ed affidabile possibile.

Nuova Toyota Yaris

Grazie a questa trasmissione, il sistema ibrido Toyota può funzionare in parallelo o in serie, e lo stesso promettono di fare i sistemi Honda e Renault. La batteria è agli ioni di litio, questo vuol dire che funziona ad un tensione superiore ai 144 Volt dell’attuale accumulatore al nickel-metallo idruri, sicuramente è più compatta, leggera (-20 kg) e capiente: Toyota dichiara il 27% di energia in più che, considerati i 0,94 kWh attuali, dovrebbe significare 1,2 kWh e con la possibilità di caricarsi e scaricarsi di più e più rapidamente mentre la Ni-Mh, per preservarne l’affidabilità, doveva mantenersi ad uno stato di carica mediano.

Fotogallery: Toyota Yaris, le foto storiche

Questo vuol dire più energia utile e disponibile: maggiore autonomia in elettrico, ma soprattutto più prontezza e più tempo effettivo nel quale il sistema riesce a spegnere il motore termico. La Yaris attuale dichiara il 50% del totale, la prossima salirà ad oltre l’80% grazie anche alla possibilità di veleggiare già da 130 km/h.

In zona ecobonus

Il risultato finale dovrebbe essere positivo sia in termini di prestazioni sia di efficienza. La nuova Yaris promette una potenza superiore del 15% e un aumento dell’efficienza di oltre il 20%. Sempre conti alla mano, vuol dire che si passerà da 100 CV a 115 CV (ovvero da 74 kW a 85 kW) e dai 3,3 litri/100 km pari a 84 g/km di CO2 a consumi di 2,6-2,7 litri/100 km ed emissioni di CO2 pari a 67 g/km.

Ovviamente, sono speculazioni autorizzate dalle percentuali fornite da Toyota e che devono essere confermate dai dati di omologazione, ma per l’utente italiano vogliono dire sicuramente una cosa: la nuova Yaris Hybrid starà sicuramente al di sotto dei 70 g/km, soglia che fa scattare l’ecobonus di 2.500 euro (1.500 senza rottamazione) al quale finora riuscivano ad accedere solo ibride plug-in, dal prezzo decisamente più impegnativo.

E questo sì che potrà fare la differenza con le mild hybrid, in attesa di sapere di che cosa sono capaci la Clio e la Jazz.