Un po’ berlina da dirigente, un po’ auto per scorrazzare i figli, è stata la compagna di viaggio ideale per la piccola borghesia

Per tutti gli Anni '70 pochi modelli di fascia media riescono a mettere d’accordo una clientela così variegata. Con le sue diverse combinazioni tra allestimenti e motori la Fiat 131 diventa subito il benchmark di riferimento della categoria, ottenendo grande successo anche a livello internazionale e togliendosi pure lo sfizio di conquistare tre mondiali rally.

Al di fuori della sfera delle utilitarie la 131 è anche una delle poche che riesce ad attraversare indenne gli anni delle domeniche a piedi e della contestazione.

Origini burrascose

La gestazione della 131 avviene mentre Torino e la Fiat sono travolte da accese manifestazioni sindacali, un incubo che tormenta il sonno al management dell’azienda. Per bypassare i picchetti degli operai davanti agli uffici si decide di occultare furbescamente il lavoro dei colletti bianchi in appartamenti di fortuna, presi in affitto nel capoluogo piemontese.

Fiat 131, le foto e la storia

Nella mente dei dirigenti del Lingotto la Fiat 131 deve essere in grado di assaltare senza problemi gli esigenti mercati esteri, compreso quello nordamericano, per le cui severe norme di omologazione è già predisposta.

Un grande balzo qualitativo

A differenza delle 124 e 125 la nuova Fiat 131 Mirafiori, chiamata in onore allo omonimo stabilimento, è progettata secondo criteri del tutto nuovi, soprattutto per quanto riguarda sicurezza e comfort. La scocca vanta una cellula abitativa indeformabile mentre muso e coda sono predisposti per assorbire l’urto.

Fiat 131, le foto e la storia

I paraurti sono ad incasso, in modo che vadano leggermente indietro al momento dell’impatto. I lamierati, come i parafanghi anteriori, sono imbullonati anziché saldati. Tutto questo per permetterne una facile sostituzione, limitando notevolmente il mal di pancia al proprietario al momento di vedere la fattura del carrozziere.

Fiat 131, le foto e la storia

Tre generazioni e un’ampia scelta

A partire dal 1974 la Fiat 131 è già disponibile nelle configurazioni berlina quattro porte, berlina due porte e familiare. I motori degli esordi, il 1.3 da 65 CV e il 1.6 da 75 CV , montati  longitudinalmente ed abbinati alla trazione posteriore, garantiscono un’andatura comoda ma senza essere delle schegge. I cambi sono i manuali, a quattro e cinque marce, e un automatico a tre, di provenienza GM.

Fiat 131, le foto e la storia

La 131 Mirafiori può essere scelta in due allestimenti differenti, quello più “povero” e la Special, che si distinguono vistosamente per le finiture interne ed esterne. Con l’aggiornamento di metà carriera debuttano i nuovi paraurti in materiale plastico e l’ancor più curato allestimento Supermirafiori, completo degli sciccosissimi, per l’epoca, appoggiatesta posteriori. Arriva un nuovo 1.6 bialbero, da 96 CV, mentre la due porte si arroga il 2.0 da 115 CV nell’allestimento Racing, capace di toccare i 180 Km/h.

Fiat 131, le foto e la storia

Con i quattro cilindri diesel 2.0 e 2.5, prodotti dalla Sofim, nascosti sotto una rabbiosa gobba sul cofano, la Fiat 131 comincia a sdoganare l’alimentazione a gasolio tra le comuni auto di tutti i giorni. Con il terzo ed ultimo atto la 131 si concede ad un leggero maquillage che la rende molto appetibile anche per gli Anni '80. La due porte esce di scena e lascia il vuoto della Racing alla 2.0 TC berlina, munita dello stesso brillante motore.

Fiat 131, le foto e la storia

Alla conquista dell’America

Fin dall’inizio la Fiat 131 è destinata anche alle strade del Nord America e ad infastidire le concorrenti giapponesi. Con appositi paraurti maggiorati e luci di posizione la 131 viene venduta oltreoceano come Fiat Brava, nulla a che vedere con l’omonimo modello degli anni ‘90.

Fiat 131/Brava

Nell’arco delle prime due serie la 131/Brava è mossa da un 1.8 da 86 CV, poi gonfiato a 2 litri con iniezione elettronica, con una velocità massima di 180 km/h. È una delle ultime Fiat vendute negli States, prima del ritiro che porta la casa ad assentarsi da quel mercato per trent’anni.

La 131 si fa spazio

Con la 131 Panorama gli automobilisti italiani cominciano a rompere quel tabù secondo cui le familiari sarebbero adatte solo per imbianchini o falegnami. Nessuna wagon, di casa Fiat e non solo, prima di lei è riuscita a conquistare una così elevata diffusione sulle nostre strade.

Fiat 131, le foto e la storia

Con la berlina già rimpiazzata dalla Regata continua ancora a presenziare sul listino per altri due anni, col nome di Maratea e il nuovo frontale a barre oblique, prima di essere sostituita dalla Regata Weekend.

Regina dello sterrato

La Casa dello Scorpione, da questa distinta signora della quotidianità, deriva la nuova arma del  gruppo torinese per il mondiale rally: la 131 Abarth, quasi un’auto a parte rispetto alla due porte di serie. Il corpo vettura, opportunamente bombato con parafanghi e appendici varie, è lo stesso ma i lamierati sono in resina artificiale, le sospensioni totalmente differenti e il motore è il 2.0 di derivazione 124 Abarth, da 140 CV su quella stradale e 215 CV per quella del team ufficiale, che la spinge a 190 km/h.

Fiat 131, le foto e la storia

Cavalcata da Markku Alen e Walter Rohrl si aggiudica il campionato del mondo rally (costruttori)  nel 1977, 1978 e 1980. Con l’arrivo della 131 terza serie esce di produzione, ma in Abarth hanno una folle idea: prendono alcuni esemplari della berlina e ci piazzano dentro il compressore volumetrico, già in uso sulle Lancia, facendole raggiungere pari cavalleria e prestazioni. E' la rarissima Fiat 131 Racing Volumetrico Abarth.

Fiat 131, le foto e la storia

Impegnata anche sul lavoro

Dalla 131 Panorama, tramite la saldatura di alcuni pannelli e la perdita dei sedili posteriori, prende forma la Marengo. È un tentativo per Fiat di creare un mezzo che coniughi il comfort di una  normale auto e la praticità di un furgone. Un nome che verrà ripreso per le versioni autocarro delle successive familiari del marchio torinese.

Fiat Marengo (131)

Cittadina del mondo

La Fiat 131 è un’auto che riesce a ritagliarsi una consistente utenza anche fuori dallo stivale. Viene assemblata in fabbriche cacciavite sparse per il globo e, in particolar modo, conduce una vita parallela in Spagna, dove viene prodotta dalla Seat, e in Turchia, dove conduce una lunga esistenza col marchio Tofas. In quest’ultimo paese la 131 viene pesantemente ridisegnata, cambia nome in Kartal e si dilegua poco dopo la soglia del terzo millennio.

Tofas Kartal

La 131 e il listino prezzi

Nei suoi anni la Fiat 131 ha dei listini prezzi che, con la prima serie, vanno da 2.300.000 a 2.900.000 di lire, e con la terza, tra 8.113.00 e 11.778.00 del vecchio conio. Circa due milioni in meno rispetto alle ben più elitarie proposte Lancia e Alfa nella stessa categoria e leggermente più a buon mercato rispetto ad una rivale straniera come la Passat, quando quest’ultima ancora non è la regina del segmento D.

Fiat 131, le foto e la storia

Discorso a parte per le reinterpretazioni dello scorpione: la 131 Abarth è venduta ad oltre 9 milioni di lire, quasi come una Maserati Merak, mentre la 131 Supermirafiori Volumetrico Abarth, alcuni  anni più tardi, va oltre i 13 milioni, come una Alfa Romeo Alfetta 2000.

Fiat 131, le foto e la storia

Quanto vale oggi

Tanti automobilisti di ieri la rimpiangono mentre tanti giovani di oggi la identificano come una portatrice di serenità negli cupi anni di piombo. Ricordata per la sua apparizione in Bianco Rosso e Verdone, nell’episodio dell’insopportabile e puntiglioso Furio, la Fiat 131 è oggi una storica che, se in buono stato, può costare al massimo 6.000 euro.

Per una Racing o una Volumetrico ci vogliono circa 26.000 euro mentre per la campionessa di rally, la 131 Abarth contesa alle aste e glorificata alle gare rievocative, il valore schizza oltre i 110.000 euro.

Fiat 131, le foto e la storia

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