Anni 2010-2020, il calo demografico non impatta sulle auto in circolazione, ora a quota 39,7 milioni. Con la sola eccezione del Lazio

Anni 2010-2020. L'Italia cambia profondamente, il calo demografico è netto, il reddito disponibile delle famiglie rimane più o meno fermo, mentre le auto in circolazione crescono. E di parecchio. Quanto? Quasi 3 milioni, 2.966.563 per la precisione.

Ma andiamo con ordine e vediamo i dati. Tra il 2010 e il 2020 (in realtà 11 anni, visto che si tratta di valori di fine periodo), la popolazione residente italiana secondo l'Istat è passata da 59,949 a 59,258 milioni di abitanti. Il reddito medio disponibile delle famiglie era di 2.726 euro nel 2010 (Bankitalia) per poi scendere a 2.673 euro nel 2018 (ultima rilevazione disponibile). 

Quasi 40 milioni di automobili

E le automobili? Secondo l'annuario statistico dell'Aci, quelle che circolavano sulle strade del nostro Paese erano 36.751.311 milioni nel 2010. Un numero destinato a salire fino a 39.717.874 nel 2020 nonostante quello passato sia da rubricare come annus horribilis per l'automotive.

Ma bisogna fare attenzione: il parco circolante è in buona sostanza dato dai veicoli iscritti al Pra meno quelli radiati, rubati oppure confiscati dallo Stato. In altre parole, il valore del parco è un saldo tra entrate e uscite di automobili. Questo spiega, per esempio, che nonostante nel pur complicatissimo 2020 siano state immatricolate 1.381.496 vetture, la consistenza del parco autoveicoli circolante è aumentata di sole 172 mila unità. 

Ed è quindi improprio ragionare solo in termini "matematici" tra immatricolazioni e consistenza del parco in un dato anno. A maggior ragione se il reddito disponibile nel periodo di riferimento non è calato, anzi è sceso sia pur di poco, sarebbe ragionevole pensare che la sostituzione delle auto vecchie con quelle nuove sia andata a rilento, tanto più che l'età media dei veicoli è aumentata a oltre 11 anni.

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Poco meno di una vettura a testa

Fatto sta che il rapporto tra popolazione e autoveicoli è salito a 0,67 pro-capite (0,61 nel 2010). Ogni italiano possiede in media quasi tre quarti di automobile, cosa che scritta in questo modo fa un po' ridere. Ma se sottraiamo la popolazione fino a 18 anni (compresi), pari a 9,83 milioni di residenti, emerge che gli italiani in età da patente di guida possiedono quasi un'autoveicolo a testa (0,80).

Nel caso poi si volesse considerare tutto il parco circolante (motocicli, motocarri, autovetture, autobus, autocarri, motrici e altro), che a fine 2020 era pari a 52.750.339 unità, dovremmo arrivare alla conclusione che ciascun italiano teoricamente "patentabile" ha in media più di un mezzo a quattro o due ruote.

E se queste sono più curiosità che statistiche vere e proprie, i dati dell'annuario Aci ci aiutano a verificare i cambiamenti nella composizione del parco auto nel periodo di riferimento, cioè tra il 2010 e il 2020. Anche qui con qualche sorpresa.

Sorpresa Lazio, circolante giù

Se guardiamo alla diversa composizione nelle regioni, possiamo notare come il parco circolante sia cresciuto dappertutto, a volte raddoppiato come in Trentino Alto Adige (da 566.833 auto nel 2010 a 1.162.970 nel 2020 per effetto del mancato insaprimento dell'Ipt dopo il decreto Berlusconi del 2011, che ha richiamato società di leasing e di noleggio).

C'è un'unica, singolare, eccezione: il Lazio, dove nel 2010 circolavano 3.832.999 automobili, scese a 3.819.488. La region con più macchine è come noto la Lombardia (6,231 milioni lo scorso anno dai 5,808 del 2010), seguita dal Lazio, dalla Campania  (3,572 milioni), dalla Sicilia (3,389 milioni) e dal Veneto (3,198). Fanalino di coda è il Molise con 215.398 autoveicoli.