Molte fabbriche di automobili si stanno trasformando in veri laboratori di soluzioni "green" e "smart", in cui si adottano energie pulite e procedure per minimizzare gli sprechi, riciclare e riutilizzare le materie prime.

Può capitare però che anche la fabbrica stessa diventi un fulgido esempio di riciclaggio intelligente, come è accaduto con quella allestita da Aston Martin a St Athan, nel Galles meridionale, diventata la seconda fabbrica del marchio dopo quella storica di Gaydon e casa del SUV DBX oggi e di futuri modelli elettrici dal 2025.

L'eredità della RAF

I lavori per individuare un nuovo sito dove avviare la produzione del primo SUV marchiato Aston Martin, il DBX, sono iniziati a metà del decennio scorso: la Casa ha scelto il Galles, che ha risposto con molto entusiasmo anche a livello di governo locale, definendo con la Casa circa 20 possibili location adeguate alle esigenze del costruttore. 

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L'ingresso dello stabilimento di St Athan

La scelta è caduta su un'area di 90 acri complessivi situata vicino all'aeroporto militare di St Athan, abbandonata dalla Royal Air Force nel 2012 dopo essere stata per decenni centro di addestramento e manutenzione velivoli. Qui nel 2016 sono iniziati i lavori di costruzione dei nuovi edifici per accoglienza clienti e per il personale, degli uffici amministrativi e del ristorante aziendale, affidati a un'impresa locale nell'ambito di una serie di contratti di collaborazione con il governo gallese.

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L'area accoglienza in fase di allestimento
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La mensa

Si trattava della Fase 1 del progetto, che ha complessivamente beneficiato di un investimento di 200 milioni di sterline (pari a circa 240 milioni di euro) e si è conclusa con il reclutamento dei primi 300 dei 600 addetti previsti, inviati per un periodo di formazione nella fabbrica di Gaydon.

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La pianta dello stabilimento

Nel 2017 ha invece preso il via la Fase 2, ossia l'acquisizione e la conversione di tre hangar, prima destinati al ricovero di aerei militari, ceduti dal Ministero della Difesa britannico, dove sono state infine allestite le linee di produzione della DBX, messe all'opera dall'estate del 2019.

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Uno dei capannoni (vista esterna)
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Uno dei capannoni (vista interna)

Oggi DBX, domani le EV

Il complesso di St Athan ha un ruolo fondamentale nella strategia di Aston Martin: primo sito destinato a una produzione su elevati volumi, in quanto la DBX (che nel 2021 ha più che raddoppiato la produzione complessiva del marchio) rappresenta quello che la Urus è per Lamborghini, è già predisposto per il passaggio alla costruzione di veicoli elettrici, traguardo che il piano industriale della Casa ha fissato per il 2025.

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Qui infatti sarà avviata la produzione dei modelli del brand Lagonda, che Aston Martin ha deciso di rispolverare e utilizzare per il suo futuro alto di gamma a zero emissioni, iniziando proprio con un SUV. Le prove generali sono state effettuate nel 2019, quando parallelamente all'avvio della produzione della DBX qui è stata assemblata la prima piccola serie di 155 unità Rapide E, variante elettrica della berlina inglese.

Aston Martin St Athan Factory 2
La linea di assemblaggio scocche della DBX

Gli ostacoli del 2020

I piani sono tuttavia stati rivisti nel 2020, in parte a causa dei risultati commerciali globali al di sotto delle attese e in parte per via delle difficoltà create dalla pandemia di Covid-19: la Rapide E, che nelle intenzioni originarie avrebbe dovuto essere il primo modello elettrico prodotto in serie, si è infatti fermata ai 155 esemplari programmati, mentre la produzione della DBX, che doveva essere a regime un anno dopo il via, ha impiegato un po' più di tempo.

Aston Martin DBX

Contemporaneamente, Aston Martin ha tagliato 95 posti di lavoro a St Athan per ridurre i costi e le perdite, nell'ambito di un programma che ne prevedeva in tutto circa 500 nelle sue varie sedi e attività, confermando però i piani per l'elettrificazione.

La scheda di St Athan

Inaugurazione 2019 (produzione)
Proprietà Aston Martin Lagonda Limited
Collocazione St Athan, Contea di Vale of Glamorgan, Galles, Regno Unito
Superficie complessiva 364.000 metri quadri
Dipendenti impiegati 500 circa (prev. 750 a regime)
Capacità produttiva oltre 3.00 unità l'anno (stimata)
Altre attività -
Modelli attualmente prodotti DBX
Modelli storici più importanti prodotti Rapide E
Modelli di prossima produzione Lagonda SUV elettrico (2025)