Ad inizio Anni 2000 il mondo auto fu investito da una nuova moda inaugurata qualche anno prima dalla Mercedes SLK, ovvero quella delle vetture con carrozzeria coupé-cabriolet. Si trattava di modelli dotati di tetto metallico ripiegabile che per qualche anno soppiantarono le tradizionali cabriolet con capote in tessuto. 

Tra i primi modelli a seguire "a distanza" l'esempio di Mercedes ci fu la Peugeot 206 CC che, come recitava il comunicato stampa di presentazione, si proponeva come "la prima coupé-cabriolet non rivolta al solo mercato delle auto di lusso".

64 anni dopo la Eclipse

Per Peugeot, però, non si trattava di una prima assoluta: nel presentarla al Salone di Ginevra del 1998, sotto le spoglie della concept car “20Coeur”, la Casa del Leone aveva rievocato un'illustre antenata di oltre 60 anni prima. Parliamo della 402 Éclipse, che era nata nel 1934 e aveva un tetto monopezzo che poteva essere alloggiato nell'imponente coda.

Peugeot 206 CC

La 206 CC definitiva fu introdotta sul mercato nel 2000 senza particolari modifiche rispetto al prototipo.

Realizzata sulla base della Peugeot 206 berlina, la 206 CC ne riprendeva il passo, le carreggiate, la parte frontale e i componenti meccanici. Le differenze stavano nella voluminosa coda, che alloggiava il tetto prodotto dalla Hulieuz, il quale richiedeva uno spazio notevole, tanto che i due posti posteriori, malgrado l'auto fosse oltre 15 cm più lunga delle altre 206, erano molto sacrificati e in pratica quasi inservibili.

28 secondi totali

L’apertura e la chiusura del tetto retrattile in metallo erano affidate ad un sistema composto da due bracci che si occupavano di muovere due pannelli mobili e solidali (il padiglione superiore e il lunotto) grazie a due martinetti elettroidraulici, mentre un altro dispositivo apriva verso l'esterno la parte posteriore.

Peugeot 206 CC

Il tutto avveniva tramite un pulsante che avviava la procedura per passare dalla configurazione coupé alla configurazione cabriolet e viceversa. Il tempo totale per completare l’apertura o la chiusura del tetto era di 28 secondi. 

Anche Diesel

Disponibile a listino in un primo momento con motorizzazioni 1.6 da 110 CV e 2.0 da 136 CV, con il restyling del 2003 la Peugeot 206 CC introdusse anche un turbodiesel, il 1.6 HDi da 109 CV, diventando così anche una delle prime vetture coupé-cabriolet ad essere equipaggiata con un motore a gasolio. 

Peugeot 206 CC

Dopo oltre sette anni di buone vendite, malgrado qualche pecca (oltre allo spazio limitato nell'abitacolo, c'era la non perfetta tenuta delle guarnizioni che, almeno a inizio produzione, evidenziarono qualche problema di infiltrazioni d'acqua) e senza sostanziali modifiche (a parte l'uscita di listino del motore 2.0), la carriera della Peugeot 206 CC terminò nel marzo del 2007, pochi mesi prima dell'uscita della sua sostituta: la nuova 207 CC.

E' così che Peugeot è una delle poche Case a poter vantare ben due generazioni di coupé-cabriolet consecutive in questo segmento, così come in quello delle compatte, con 307 CC e 308 CC; un traguardo a cui molti altri costruttori non sono arrivati, limitandosi a una serie sola tolta frettolosamente dal listino quando, nel decennio scorso, questo genere di vettura ha iniziato il suo rapido declino.

Fotogallery: Foto - Peugeot 206 CC (2000-2007)