Gli appassionati più intransigenti del marchio Porsche non hanno mai visto troppo di buon occhio le vetture che si discostavano dalla tradizione del motore posteriore raffreddato ad aria. Tuttavia i modelli con propulsore anteriore sono riusciti ad avere mercato, apprezzamento e talvolta carriere non brevissime.

La dinastia della 924/944, ad esempio, ha inanellato ben tre generazioni tra il 1976 e il 1994, l’ultima delle quali, la 968, pur essendo stata un po’ snobbata ai tempi, ha finito per essere rivalutata da collezionisti e appassionati di youngtimer. Ecco la sua storia.

Da “terza serie” a modello autonomo

Quando si intraprese lo studio di quella che sarebbe diventata la 968, l’intenzione era semplicemente quella di realizzare una terza serie della 944, che chiudesse il ciclo delle Porsche con il quattro cilindri anteriore raffreddato ad acqua.

Il piano iniziale era, infatti, quello di rinnovare il design esterno aggiornando gli spoiler anteriori, ma soprattutto il paraurti e le luci posteriori, che erano le stesse in uso dal 1975. Oltre al nuovo look, la “944 S3” doveva aggiornare i motori sotto l’aspetto delle emissioni e dell’efficienza. Per questo il motore che scelsero come base fu l’S2 da 3 litri 16V aspirato e non il più potente 2,5 litri turbo a 8 valvole.

Porsche 968 1991 - meccanica
Porsche 968 1991 - meccanica

Per ottenere i risultati, aumentando però anche la potenza, venne sviluppato il sistema di fasatura variabile delle valvole chiamato VarioCam. Questo regolava alzata e tempo di apertura delle valvole in modo variabile, un principio su cui Porsche aveva iniziato a sviluppare brevetti sin dalla fine degli Anni ’50.

In aggiunta al VarioCam, sempre per tener d’occhio i consumi, fu progettato un cambio a sei marce con sesta di riposo. Fino ad allora, l’unica Porsche con più di cinque rapporti era stata la supercar 959, quindi la nuova vettura sarebbe stata la prima di serie a introdurre questa novità.

Porsche 968 1991 - motore

In alternativa, fu previsto anche un nuovo cambio automatico, opzione che in precedenza aveva offerto solo la 944 di base, mentre la Turbo e la S2 si potevano avere soltanto manuali. Si scelse, peraltro, di adottare la tecnologia Tiptronic sviluppata per la 911, che offriva anche la possibilità della cambiata sequenziale.

Porsche 968 1991 - interni
Porsche 968 1991 - interni

Con i prototipi della 944 S3 pronti per i collaudi già nel 1989, sembrava che la S3 sarebbe stata pronta per la produzione entro il 1990, ma il progetto prese una svolta inattesa quando la dirigenza decise di rinnovare l’intero frontale e non soltanto lo spoiler.

Le proposte di stile, senza più i fari a scomparsa, e le altre modifiche (come i retrovisori aerodinamici e le maniglie di nuovo disegno) resero a questo punto l’auto talmente differente dalla 944 da suggerire di presentarla come un modello a sé, con il nome di 968.

Porsche 968 1991 - tre quarti
Porsche 968 1991 - tre quarti
Porsche 968 1991 - posteriore
Porsche 968 1991 - posteriore

Ritorno a Zuffenhausen

La 968 venne presentata nel settembre del 1991 al Salone di Francoforte come modello per il 1992 e tornò ad essere prodotta nello stabilimento Porsche di Zuffenhausen, a differenza dei precedenti modelli “entry-level” (924 e 944), che nascevano nella fabbrica Audi di Neckarsulm.

Il motore da tre litri con Variocam erogava 240 CV a 6.200 giri e permetteva all’auto, proposta da subito anche nella variante Cabriolet, di toccare i 250 km/h. Tra gli optional di maggior rilievo c’era un pacchetto sportivo M030 che includeva molle più corte all'anteriore, sospensioni posteriori a barra di torsione ribassate e molle aggiuntive al posteriore più ammortizzatori Koni regolabili

Aveva anche dischi dei freni forati e leggermente più grandi (304 mm invece di 297 mm) con pinze provenienti dalla 928. A completare il pacchetto c’erano i cerchi da 17″ della 964 Turbo 3.3, identici al posteriore, ma con un canale un po’ più largo per le ruote anteriori.

Porsche 968 Club Sport 1993 - anteriore
Porsche 968 Club Sport 1993 - anteriore
Porsche 968 Club Sport 1993 - interni
Porsche 968 Club Sport 1993 - vano motore

La CS e la Turbo S

Malgrado un prezzo inferiore a quello della 944, la 968 incontrò poco entusiasmo da parte del pubblico, anche per le successive versioni ad alte prestazioni venute a vivacizzare l’offerta. La prima di queste fu la Club Sport, nota come CS, introdotta per il 1993 con un prezzo ancora più contenuto rispetto alla normale 968 coupé.

Era una vettura adatta ai track day, con una rivisitazione del telaio simile a quella ottenibile con il pack M030 e dunque ruote e freni a disco più grandi, sospensioni più rigide e ribassate, ma anche rinforzi aggiuntivi nel vano motore tra i duomi.

Il motore era sostanzialmente invariato, con 243 CV, ma l’auto guadagnava agilità grazie alla riduzione del peso ottenuta eliminando i sedili posteriori, gli airbag (al loro posto un volante sportivo a 3 razze e il cruscotto della 944), gli alzacristalli elettrici, il climatizzatore e una serie di altri accessori. I colori disponibili comprendevano il Black, il Guards Red, il Grand Prix White, lo Speed Yellow e il Blue Maritime.

Porsche 968 Turbo S 1993
Porsche 968 Turbo S 1993
Porsche 968 Turbo S 1993 - retro
Porsche 968 Turbo S 1993 - retro

Sempre nel ’93 arrivò il canto del cigno, ossia il modello di punta della serie 968: la Turbo S, base per la 968 Turbo RS (era la sua derivata da competizione sviluppata per la nuova serie ADAC GT in Germania). Esteticamente si riconosceva per le due prese d'aria NACA aggiuntive sul cofano, lo spoiler anteriore e l'alettone posteriore più grande e regolabile.

Il motore da tre litri era ripreso dalla 944, senza Variocam, ma sovralimentato da un turbo KKK da 1,0 bar di pressione, abbinato a cambio e frizione rinforzati e differenziale autobloccante al 75%. La potenza massima era di 309 CV a 5400 giri/min, ma furono costruiti soltanto 13 esemplari con omologazione stradale in sei colori diversi: Speed Yellow, Grand Prix White, Midnight Blue, Silver, Blood Orange e Guards Red.

Porsche 968 Club Sport 1993 - posteriore
Porsche 968 Club Sport 1993 - posteriore

Addio e riabilitazione

Malgrado tutto questo, la dinastia delle Porsche a motore anteriore dimostrò di essere arrivata alla fine del suo ciclo: le modifiche di dettaglio del modello ’94 consentirono di mantenere il modello sul mercato ancora per un anno, fino alla sua sparizione, che avvenne nel 1995. A sostituirla sarebbe arrivata poco dopo la Boxster, con un’impostazione totalmente diversa e più in linea con la tradizione Porsche.

Oggi, le quotazioni di una 968 non sono altissime, ma neppure proprio stracciate. Dopo un periodo di forte svalutazione, il valore si è assestato tra i 20.000 e i 30.000 euro per un esemplare con motore aspirato e tra i 35.000 e i 50.000 euro per una delle più quotate CS, mentre per la Turbo S, che è un’autentica rarità da collezionisti, si possono superare i 500.000 euro.

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