L'ibrido unito ai biocarburanti, ecco l'idea di Stellantis
In Brasile sono stati presentati i nuovi motori Bio-Hybrid con sistemi mild hybrid, full hybrid e plug-in
La corsa all'elettrificazione riguarda praticamente tutti i costruttori e ogni mercato, con regole più o meno stringenti e definite. Se da noi in Europa il 2035 farà da spartiacque tra mobilità termica e 100% elettrica, con discussioni riguardo e-fuels e biocarburanti, in altri Paesi i calendari sono differenti ma puntano tutti nella stessa direzione: diminuire le emissioni.
Obiettivo contenuto nel piao Rota 2030 varato dal Governo brasiliano, con il quale si vogliono stimolare investimenti sulla mobilità. E che sia sostenibile. Naturalmente i vari costruttori si stanno attrezzando per produrre modelli che rispettino le indicazioni e tra questi c'è Stellantis - leader nel mercato sudamericano - che ha appena presentato una nuova generazione di propulsori elettrificati chiamati Bio-Hybrid. Ecco come funzionano.
Per tutti i gusti
Alla base c'è la tecnologia Flex, che permette ai classici motori termici di essere alimentati anche con biocarburanti. Stellantis ha poi aggiunto motori elettrici e batterie di differenti potenze e capacità, dando così vita a powertrain mild-hybrid, full hybrid e plug-in.
L'offerta parte con il Bio-Hybrid base, che non è altro che un mild-hybrid con un piccolo generatore da 4 CV che svolge anche il ruolo di alternatore, alimentando una batteria da meno di 1 kWh. Il BSG fornisce una coppia supplementare all'auto quando è a bassi regimi e permette di sfruttare il veleggiamento, così da ridurre consumi ed emissioni. Dovrebbe essere adottato dai modelli entri level come la Fiat Argo.
Bio-Hybrid
C'è poi il sistema Bio-Hybrid e-DCT, vale a dire un classico full hybrid con un motore elettrico da 22 CV (16 kW) in grado di muovere il veicolo e una batteria da 1 kWh. Secondo le anticipazioni dovrebbe equipaggiare Fiat Pulse, Peugeot 2008 e simili.
Bio-Hybrid e-DCT
La tecnologia più avanzata sarà quella dei powertrain Bio-Hybrid Plug-in. Come dice il nome sfrutterà sistemi ibridi "alla spina" con motore elettrico da 60 CV (44 kW) e batterie da 12 kWh, ricaricabile tramite colonnine o wallbox. Si tratta di fatto dello stesso sistema che già equipaggia modelli come la Jeep Compass 4xe, adattato però a motori termici alimentati a etanolo.
Bio-Hybrid Plug-In
Márcio Tonani, vicepresidente senior dello sviluppo prodotti di Stellantis, ha spiegato che la Bio-Hybrid funzionerà con i motori Firefly 1.0 e 1.3, sia turbo sia aspirati. I primi modelli arriveranno nel 2024.
Basi solide
Nel mercato brasiliano quindi i biocarburanti continueranno a giocare un ruolo importante, anche se l'industria si sta muovendo verso l'elettrico puro. Mancano ancora infrastrutture capillari e soluzioni come quelle proposte da Stellantis possono fare da ponte in attesa di investimenti statali in questo senso.
Il Gruppo guidato da Carlos Tavares è pronto, vorrebbe produrre auto elettriche direttamente in Brasile, ma manca ancora un piano ben definito. Intanto perlustra anche altre strade come le fuel cell alimentate a bioetanolo, tecnologia utilizzata anche da Nissan sul furgone NV200 SOFC. L'idea è quella di utilizzare il biocarburante per effettuare una reazione chimica (al posto di una combustione), generando istantaneamente idrogeno, utilizzato per generare energia attraverso la cella a combustibile.
Fotogallery: I motori Bio-Hybrid di Stellantis per il Brasile
Consigliati per te
Il taglio delle accise è stato prolungato, di nuovo
La Mazda2 Hybrid si aggiorna
IBM e Dallara: è accordo, così l’AI accelera la progettazione
Volkswagen: "E-fuel? Forse una nicchia, mentre cinesi e elettrico..."
Ecco chi guiderà lo sviluppo delle nuove Lamborghini
La Bugatti Mistral che vuole volare
Furgoni, marzo 2026 torna positivo, ecco i più venduti