Riserve naturali, perché ogni casa auto vuole le sue
La sostenibilità passa anche per la cura dell'ambiente, che non è soltanto non inquinare e usare energia pulita, ma anche creare oasi
La tutela dell'ambiente è uno dei primi punti nella lista delle azioni che danno vita al concetto di sostenibilità, ma per l'industria ridurre il proprio impatto non è sufficiente.
La lotta all'inquinamento e allo spreco di risorse e l'utilizzo di energie rinnovabili sono in cima alle priorità per quanto riguarda le attività produttive, ma l'impegno etico che l'industria si sta dando comprende anche il cercare di recuperare i danni della troppa industrializzazione e adottare una coscienza ecologista in senso più ampio.
Oasi naturali anche in fabbrica
Molte aziende, comprese quelle automobilistiche, oltre a rendere più "green" le loro fabbriche e sedi, si stanno impegnando a proteggere in prima persona la natura e la biodiversità, soprattutto dove ci sono ecosistemi compromessi e specie a rischio. E non parliamo del Polo o dell'Amazzonia, perché molto spesso si inizia dal "giardino di casa".
Più di un costruttore nel giro di pochi anni ha intrapreso o iniziato a sostenere progetti per la biodiversità che arrivano addirittura alla creazione di piccole riserve naturali, spesso individuate nei comprensori delle fabbriche stesse o nelle immediate vicinanze di sedi e stabilimenti, facendone delle piccole oasi naturali. Qui si tutelano piante e specie animali a rischio o si favorisce la riforestazione e la ripopolazione faunistica.
La fabbrica Rolls-Royce di Goodwood immersa nel verde
Molte case lo hanno già fatto: basti pensare al Parco Lamborghini e alla colonia di api che il marchio del Toro ha adottato, ma anche ai parchi creati in prossimità di alcune fabbriche britanniche come quelle di Rolls-Royce. Le iniziative in questo senso si moltiplicano davvero di giorno in giorno.
Una riserva "in mezzo" alla pista
L'ultimo esempio arriva dal Giappone, dove Honda ha avviato un ambizioso progetto che coinvolge il celebre circuito di Motegi, nella prefettura di Tochigi, tempio del motociclismo sportivo.
Qui Honda ha creato il Mobility Resort Motegi parte del quale è appena stato certificato dal MOE, il Ministero dell'Ambiente giapponese, come OECM (Other Effective Area-based Conservation Misure), ossia area di conservazione della biodiversità.
Honda ha aderito al progetto “30 by 30 Alliance for Biodiversity”, che ha l'ambizioso obiettivo di conservare almeno il 30% delle terre emerse, delle acque dolci e degli oceani della Terra come ecosistema sano entro il 2030. Il MOE certifica le “aree in cui la biodiversità è conservata attraverso vari sforzi come iniziative di aziende e organizzazioni del settore privato” come OCEM e le registra in uno specifico database mondiale.
Honda ha ottenuto la certificazione dei 415,1 ettari di foresta all'interno del Mobility Resort Motegi come sito OECM, ma l'intero Mobility Resort Motegi è a tutti gli effetti un parco tematico sulla mobilità in senso allargato che comprende non solo piste da corsa, ma anche le strutture per promuovere la guida sicura e le esperienze nella natura.
Aperto nel 1997, si è caratterizzato da subito per l'attenzione a rendere ogni attività armonizzata con l’ambiente naturale, sotto il tema della “coesistenza tra persone, natura e mobilità”. Le aree forestali circostanti le piste di gara occupano circa il 70% dell'intera proprietà di 640 ettari e attualmente forniscono un habitat tutelato a circa 5.800 specie di piante, animali e insetti di alcune alcune rare o a rischio estinzione.
Il terreno è stato recuperato da una precedente area coperta da boschi e risaie, con un disboscamento selettivo mirato a consentire alla luce solare di raggiungere più in profondità la foresta. Inoltre, i boschi lungo il fiume con risaie terrazzate sono stati ripristinati per proteggere la Nannophya pygmaea, una specie di libellula originaria del Giappone, in via di estinzione, nota anche come nana scarlatta.
Per facilitare il rinnovamento delle foreste in un periodo di tempo relativamente breve, ogni anno vengono abbattuti in modo controllato dai 300 agli 800 alberi curando i nuovi germogli che crescono dai ceppi, utilizzati per la crescita sostenibile della foresta.
Mobility Resort Motegi partecipa anche al progetto “Monitoring Sites 1000” del MOE, un progetto nazionale per il monitoraggio degli ecosistemi e della biodiversità in Giappone, che comprende indagini su farfalle, rane, lucciole, uccelli, flora e mammiferi di medie e grandi dimensioni.
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