Negli anni '50, Maserati e Ferrari si contendevano il primato nella categoria Sport, quella dedicata alle vetture con cilindrata fino a 2 litri. Un confronto acceso, che tra il 1954 e il 1955 fu vinto dalla Maserati A6 GCS.

Per contrastare i rivali, a Maranello decisero di mettere a punto un'erede della 500 Mondial, ossia la 500 Testarossa.

Il quattro cilindri "Testarossa"

Per prima cosa, Enzo Ferrari incaricò Vittorio Jano di trasformare in modo radicale la vettura da corsa, aggiornando in ogni parte il progetto della Mondial. Si partì, quindi, dal motore quattro cilindri in linea progettato da Aurelio Lampredi, che fu rivisto in numerosi dettagli, anche estetici.

Ferrari 500 Testarossa Prototipo (1956)

Ferrari 500 Testarossa Prototipo (1956)

Infatti, le teste del nuovo propulsore furono dipinte di rosso, dando così lo spunto per il nome della vettura. Il quattro cilindri erogava 180 CV a 7.000 giri al minuto, per una velocità massima di 245 km/h e un peso complessivo dell'auto di 680 kg.

A collaborare al progetto fu anche Scaglietti, che lavorò a una carrozzeria più profilata e ancora più aerodinamica.

Dal laboratorio alla pista

Il prototipo della Ferrari che vedete nelle foto fu il primo passo verso l'auto vera e propria che prese parte al campionato del mondo riservato alle vetture Sport tra il 1956 e il 1957. Qui, la Ferrari venne affidata a diversi team privati e affiancata alle già esistenti 750 e 850 Monza e alla 290 MM, col Cavallino Rampante riuscì a imporsi anche nel campionato italiano grazie ai piloti Franco Cortese e Gino Munaron.

Ferrari 500 Testarossa Prototipo (1956)

Ferrari 500 Testarossa Prototipo (1956)

Quest'ultimo riuscì anche a classificarsi all'ottavo posto assoluto (primo della sua classe) alla Mille Miglia del 1957.

In totale, sono stati prodotti solo 19 esemplari della 500 Testarossa. I pochissimi rimasti in vita hanno un valore inestimabile per tantissimi collezionisti in tutto il mondo.

 

 

Fotogallery: Ferrari 500 Testarossa Prototipo (1956)