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È morto Ratan Tata, l'uomo che ha trasformato l'India dell'auto

Aveva 86 anni e dal 1990 al 2012 ha guidato il Gruppo Tata, facendolo crescere fino all'acquisizione di Jaguar e Land Rover

Ratan Tata
Foto di: Jaguar

Secondo molti l'India è la nuova Cina, almeno per quanto riguarda l'industria automobilistica. Il Paese attrae sempre più investimenti, si aprono fabbriche e punta a diventare un attore principale nel mondo dei trasporti. Una crescita dovuta - almeno in parte - anche a Ratan Tata, ex presidente del Gruppo Tata, morto ieri all'età di 86 anni.

Sotto la sua guida infatti il Gruppo fondato dal nonno è cresciuto in maniera esponenziale, con interessi in vari campi, specialmente per quanto riguarda l'auto. Forse non tutti ricordano infatti che dal 2008 Tata controlla Jaguar e Land Rover, di fatto salvate dal colosso indiano a seguito della crisi economica di fine anni 2010.

La vita e il lavoro

Nato nel 1937 Ratan Tata ha iniziato a lavorare nel Gruppo fondato dal nonno nel 1962, fino a diventarne presidente nel 1990. Da lì ha iniziato la trasformazione dell'azienda verso una mentalità globale, fino a farla diventare la più importante di tutta l'India, con interessi in innumerevoli settori.

Quello dell'auto - grande passione del manager indiano - è stato forse il più importante per esportare il nome Tata nel mondo, specialmente a partire dal 2008, anno dell'acquisto di Jaguar e Land Rover da Ford, per una cifra superiore al miliardo di euro. Ai tempi i primi accenni di crisi stavano mettendo in ginocchio numerosi brand automobilistici e Ratan Tata evitò il fallimento dei due storici brand inglesi, lasciando comunque massima libertà a ingegneri e designer. 

Come ricordato da Autocar ai tempi dichiarò ""Crediamo che sia dovere di chiunque ne sia il proprietario coltivare l'immagine, conservarne lo stile e la sensazioni che danno, e non modificarli. Sono marchi britannici e dovrebbero rimanere britannici. Chi ne è effettivamente il proprietario non dovrebbe essere molto importante nel modo in cui funzionano".

Massima libertà condita dall'amore per i due brand. In molti ricordano le frequenti visite nella sede di Gaydon, provando i vari modelli al fianco dell'allora capo collaudatore Mike Cross.

Sotto la presidenza di Ratan Tata Jaguar e Land Rover hanno iniziato importanti trasformazioni, con l'abbandono dei modelli firmati Ford (X-Type in primis) andando verso un design più moderno e una gamma più articolata. 

L'auto del popolo

Se da una parte si guardava (e si guarda) al lusso britannico, dall'altra Ratan Tata aveva come obiettivo quello di permettere a tutti gli indiani di potersi comprare un'auto. Nacque così la Tata Nano, citycar lunga appena 3,1 metri e con 4 posti. Progetto fortemente voluto da Ratan, con mire che andavano al di là del mercato indiano, dove la Nano era venduta all'equivalente di poco più di 1.000 euro. 

Tata Nano

Tata Nano

Tata
Tata Nano

Tata Nano

Essenziale in tutto e mossa da un motore da 30 CV non ebbe il successo sperato, anche a causa di problemi dei primi esemplari protagonisti di incendi spontanei dovuti a problemi all'impianto elettrico. Prodotta fino al 2018 non riuscì di fatto a varcare mai i confini indiani, a causa di limiti produttivi e progettuali che ne pregiudicarono lo sbarco in altri mercati.