I primi indizi sul design delle future Alfa Romeo, Fiat, Maserati e Lancia
Abbiamo incontrato Gilles Vidal, il nuovo responsabile del desing dei marchi europei di Stellantis, parlando di come evolveranno i brand italiani
Dalla Fiat Panda alle nuove Maserati, passando per Lancia e tutti gli altri brand europei di Stellantis. Ecco il compito di Gilles Vidal, nuovo responsabile del design del Gruppo. Un eterogeneo insieme di marchi che vanno da utilitarie a fuoriserie, per non farsi mancare nulla. La domanda è: come saranno i modelli del futuro?
Per avere una prima risposta abbiamo parlato con il designer francese in occasione del primissimo incontro con la stampa, per carpire alcuni indizi sul futuro dello stile delle nuove Alfa Romeo, Fiat e Lancia.
Opportunità e pericoli
"Sono personalmente convinto che, a causa del patrimonio e dell'esperienza che abbiamo, ci troviamo davanti sia a una una ricchezza sia a un pericolo. L'esperienza è piena di aspetti positivi, ma è anche un pericolo perché pensi di saperne di più"
Un approccio che quindi mira a recuperare l'heritage di brand con più di un secolo di storia, senza però che il glorioso passato rischi di slegare ogni aspetto della progettazione da un presente ricco di sfide.
Gilles Vidal a bordo della Maserati GranCabrio
"Se uniamo l'esperienza a modi molto flessibili, senza arroganza e con una mente aperta guardando a quanto velocemente possiamo andare, a quanto possiamo essere agili, a quanto possiamo infrangere le regole che ci rallentano oggi rispetto ad altri esempi nel settore, possiamo uscirne non solo vivi, il che è un minimo, ma come uno dei migliori Gruppi. Questo è il piano e intendiamo seguirlo con tutti e 14 marchi, 8 europei, tenendo presente che vogliamo anche affinare il concetto di posizionamento per ciascun brand"
A proposito, c'è una domanda interessante da porsi sui brand. E l'ho posta a tutte le persone che ho incontrato nei giorni scorsi: se il tuo brand scomparisse domani mattina, quale sarebbe la perdita per l'umanità? Ed è meglio che ci sia una risposta davvero convincente, perché se il tuo marchio scompare domani mattina e non è un problema perché ci sono altre alternative, ci sfugge qualcosa. Certo, è un male per chi ci lavora, ma anche in questo caso ci sono altre alternative".
Realizzare ciò che viene definito prodotto straordinari nel vero senso della parola, ovvero oltre l'ordinario, è questo che conta ora. Dobbiamo creare prodotti iconici, che siano in sintonia con i valori e il posizionamento del brand e, ancora una volta, con ciò che il brand rappresenta. Quindi l'obiettivo è che ogni singolo brand di Stellantis possa rispondere a questa domanda: se sparissi domani mattina, penso che sarebbe una perdita per l'umanità".
D: Cosa ti ha spinto a tornare in Stellantis?
R: Negli ultimi mesi ci sono stati grandi cambiamenti in tutto il settore in Europa e Stellantis mi ha sempre affascinato. Quando ero ancora in PSA, c'erano già discussioni da entrambe le parti ma non potevano parlare tra loro. Si facevano comunque dei brainstorming su cosa si sarebbe realizzato in futuro. Il potenziale di Stellantis è enorme, ovviamente, con la fusione di 14 marchi, molto distinti l'uno dall'altro. Se lo fai bene, è semplicemente fantastico. Ma sembra un ottimo momento per essere qui. C'è sempre stato del potenziale, ora il nuovo management lo sta liberando. Credo che sappiano esattamente cosa fare per risolvere ciò che non va".
Gilles Vidal
D: Dacia ha appena presentato la Hipster, un prodotto del genere potrebbe adattarsi ai brand italiani?
R: Ora o si produce un'auto categoria M1, quindi con vari sistemi di sicurezza e tutto il resto, o si fa un quadriciclo, ma è troppo e limitato. C'è un enorme buco nel mezzo e la situazione impedisce di realizzare il prodotto giusto per il futuro, come indicato da Ursula von der Leyen: leggero ed economico, con il giusto comfort, non come un quadriciclo. Ora finalmente qualcosa si sta muovendo. Penso che ogni marchio, non Maserati ovviamente, debba avere una risposta a questo problema, perché è ovvio, ne sono personalmente convinto, che in futuro sarà un prodotto importante per la società. Non ho una risposta definitiva sulla Fiat perché devo ancora scoprire tutto quello che sta succedendo, ma in generale è un prodotto molto importante da realizzare e risponde esattamente a ciò di cui la società ha bisogno ora.
Dacia Hipster Concept
Fiat Topolino
D: Parlando dei marchi italiani, può definire brevemente la sua visione per ciascuno di essi?
R: Per Alfa Romeo ci sono state evoluzioni di stile e design nel corso dei decenni, ma per me e in futuro dovrà rimanere una bestia viva, in un senso moderno, deve avere il sangue che le scorre nelle vene. Deve avere un'anima. Ciò non impedisce di essere futuristici, creativi, non per questo motivo bisogna rimanere classici. Una delle sfide più difficili nel design è mantenere questa sensazione di sportività e agilità, auto molto caratteristiche e carismatiche con un design possibilmente senza tempo. Bisogna progettare in modo che tra 60 anni possa essere un oggetto da collezione. Il problema è come renderlo moderno e futuristico senza che sembri un robot. Ci sono alcune tendenze e Alfa Romeo non può cascarci, deve trovare la sua strada verso la modernità, mantenendo un aspetto vivace e carismatico.
Il nostro render della nuova Alfa Romeo Stelvio
Le Maserati devono avere l'X factor. Devono avere una presenza impressionante e rimanere eleganti. Non possono cadere nella trappola di essere troppo esagerate o troppo rumorose. Bisogna trovare dedicare molta cura non solo alle proporzioni, che sono sempre sorprendenti, ma anche alle superfici e al design dei dettagli. Devono rimanere perfette. Il trucco per la prossima generazione di Maserati è questo: mantenere l'eleganza e stupire allo stesso tempo.
Maserati MCPura
Per Fiat nuova Grande Panda è ovviamente l'esempio perfetto di cosa si dovrebbe fare. Sono rimasto davvero colpito quando l'ho vista la prima volta, specialmente per il cruscotto con inserti in bambù. È impressionante, specialmente in relazione al suo prezzo. Fiat dovrebbe essere esattamente lì. Prezzi ragionevoli e il massimo che si può ottenere. Per me è un esempio perfetto di cosa si dovrebbe fare per altri 100 anni per evolversi, la filosofia è semplicemente perfetta.
Fiat Grande Panda
Infine Lancia: penso che sia interessante quello che abbiamo visto finora, prima con la concept Pu+Ra e poi con la Ypsilon, molto audace. Non sono ancora andato nel loro studio, ma ho visto quanto siano progressisti in quello che stanno proponendo. Certo, ora c'è solo un'auto di serie disponibile e quindi non si è ancora visto il progetto completo, ma l'approccio molto progressista è interessante per me.
Lancia Pu+Ra HPE
D: Qual è la ricetta per combattere i marchi cinesi in termini di design, soprattutto per quanto riguarda gli interni?
Penso gli schermi siano che ciò che impressiona delle auto cinesi, ma non tutti li apprezzano in Europa. Alcune sono notevoli anche in termini di interfaccia, altre sono semplicemente catastrofiche: hanno grandi schermi, ma in realtà è un vero disastro. Qualità e ricchezza dei materiali sono davvero impressionanti in alcune auto e ciò che è altrettanto impressionante è il prezzo. Sappiamo come sia possibile realizzare tutto questo [i sussidi statali da parte della Cina, ndr], ma nonostante ciò rappresenta una grande sfida per noi. Sono convinto che se si annullassero tutti gli aiuti governativi e altro, se confrontassimo in modo imparziale ciò che possiamo fare, non solo potremmo recuperare, ma anche andare oltre, ne sono sicuro. Penso che dobbiamo osare. Abbiamo fatto auto per 120 anni e sappiamo come si fa, quindi abbiamo paura di osare.
Gilles Vidal con la Fiat Grande Panda e 600
Pensiamo se i nostri clienti accetteranno le nostre scelte, se saranno troppo diverse, quindi forse li perderemo. C'è sempre questo tipo di pensiero in tutte le Case automobilistiche, ma dobbiamo andare oltre per rendere facile il progresso. Dobbiamo essere super creativi e di nuovo connessi alle filosofie di ogni marchio, aumentando il livello di qualità. Poi c'è la questione della velocità di esecuzione: al momento in Europa stiamo accelerando i processi trovando modi per produrre auto in due anni invece che in tre.
D: A tal proposito, pensa di poter ridurre il consumo di tempo nei processi di progettazione utilizzando l'intelligenza artificiale e diversi strumenti?
Ci sono strumenti come l'intelligenza artificiale e simili li abbiamo sperimentati nel mondo del design automobilistico prima che diventassero un fenomeno di massa. Ovviamente i modelli creati all'epoca erano pessimi, ma ci abbiamo comunque lavorato e quello che abbiamo scoperto dopo più di 2 anni di sperimentazione è che l'IA è solo un altro strumento, non sostituirà mai l'intelligenza creativa degli umani. Abbiamo strumenti nostri e li addestriamo con i nostri modelli, non con uno generico. Creare numerosi modelli per un essere umano può essere faticoso, una macchina può farlo in due minuti. Poi hai un centinaio di proposte, alcune delle quali sono pessime, altre mediocri, altre ancora ottime. Ma serve l'occhio umano per scegliere cosa è giusto. L'intelligenza artificiale non può scegliere cosa è meglio. È comunque uno strumento straordinario, per esempio la usiamo per studiare l'aerodinamica. Si tratta però di accelerare molto nelle fasi iniziali, ma non sostituisce l'esperienza in galleria del vento, l'esecuzione di esperimenti empirici di aerodinamica e la scoperta di soluzioni sorprendenti e completamente controintuitive.
D: La Grand Panda darà vita a un nuovo family feeling per il marchio?
Direi di no. Penso che al giorno d'oggi, per un marchio, non si possa ripetere esattamente lo stesso design per troppo tempo. Se c'è una famiglia di modelli si potrebbe giocare su una identità, pur essendo molto creativi su ogni singola auto. Viviamo in un mondo in cui i gusti cambiano così rapidamente. Dicendo come Fiat abbia fatto centro con la Grande Panda, mi riferisco alla filosofia, alla creatività che ruota attorno alla filosofia del marchio.
Fiat Fastback, il nostro render
D: Lei ha disegnato la Renault 5 con un approccio retro-futuristico, può funzionare per i brand storici di Stellantis?
Penso che ogni marchio al mondo possa farlo. Bisogna avere il prodotto iconico giusto e deve essere rilevante per giustificarne un ritorno, per ragioni che vanno oltre la pura estetica. Posso prendere esempi del passato, come la Lancia Fulvia. Se ne vedono molte nei raduni di auto d'epoca, la gente le adora, era molto veloce e leggera, un prodotto molto intelligente già all'epoca. Questa filosofia è perfetta per i nostri tempi: al posto di mettere motori di grossa cilindrata in auto pesanti, si prende un'auto molto leggera, molto agile, molto scattante e si raggiungono le prestazioni per sottrazione e non per addizione. Realizzare una Fulvia in futuro sarebbe davvero intelligente. Sarebbe un esempio di prodotto furbo da riportare in vita come esercizio retrofuturistico, ma per ottime ragioni che vanno oltre lo stile o il design. Se ora estendessimo il progetto a tutti i marchi di Stellantis, sono sicuro che troveremmo decine di potenziali esempi, modelli storici con cui potremmo sperimentare e che avrebbero senso.
La Lancia Fulvia Concept del 2002
D: Quando vedremo la prima auto firmata da Gilles Vidal?
Il 2026 è troppo vicino e credo che tutti i modelli previsti siano ormai definiti. Forse il 2027, perché come detto ora siamo veloci. E apparterrà anche ad alcuni marchi italiani. Forse realizzeremo una concept molto rapidamente, per iniziare a mostrare alcune cose.
D: Qual è la prossima auto che non vede l'ora di disegnare?
Tantissime. Quando penso ad Alfa Romeo o Maserati è incredibile, è un sogno d'infanzia lavorare su marchi come questi. Bisogna però essere molto umili quando ci si avvicina a band del genere, perché non puoi sbagliare, non puoi danneggiarli, altrimenti finisci in prigione [ride, ndr]. È più che altro l'approccio a marchi con cui non ho familiarità, in termini di lusso, premium e così via. Una cosa molto entusiasmante. Lo è anche per gli altri, ma ci sono già abituato.
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