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Passo lungo e design: così le auto piccole diventano più grandi

Oggi molte auto sembrano compatte fuori ma enormi dentro, grazie a passo lungo, sbalzi corti e nuove soluzioni tecniche ed elettriche

Passo lungo e design: così le auto piccole diventano più grandi
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Da qualche anno mi capita spesso di osservare auto compatte che, una volta salito a bordo, sembrano appartenere al segmento superiore. Spazio per le gambe, abitabilità, volumi interni: tutto è cresciuto, ma l’auto fuori è rimasta quasi identica, se non più corta.

Il “trucco” è sempre lo stesso: passo lungo, sbalzi corti, ruote spinte verso gli angoli del corpo vettura. È una formula che funziona, viene da lontano e oggi domina il design moderno.

SUV, crossover, elettriche e persino le citycar adottano questa logica. E non è solo una scelta estetica: è ingegneria, packaging, abitabilità. Con il passaggio all’elettrico e con le nuove tecnologie by-wire, questa libertà progettuale sta aumentando ancora.

In questo articolo ti porto dietro le quinte di una delle trasformazioni più silenziose, ma più importanti, del design automobilistico contemporaneo.

 

Perché il passo lungo cambia tutto

Il passo, cioè la distanza tra gli assi, è ciò che determina davvero quanto spazio puoi sfruttare nell’abitacolo. Aumentandolo, ottieni più abitabilità per le gambe, una seduta più confortevole e una distribuzione dei volumi più razionale.

Per anni, però, il problema era la meccanica. Con la trazione anteriore, soprattutto con motori trasversali, serviva uno sbalzo anteriore abbondante per ospitare tutto: motore, cambio, semiassi.

Alcune Case hanno cercato di mascherarlo: Audi con frontali molto corti, la Mini R50 con un design verticale e compatto, l’Alfa Romeo 156 con un muso arrotondato che svasava gli angoli, dando un’illusione di equilibrio perfetto.

Oggi, invece, l’elettrico ha liberato i volumi: i motori sono più piccoli, le batterie sotto il pianale, e il passo può allungarsi senza penalizzazioni. È il motivo per cui auto compatte sembrano improvvisamente “cresciute” dentro.

Peugeot 208 (2015)

La prima Peugeot 208 era più corta della precedente 207, pur mantenendo lo spazio interno; l'attuale 208 è poco più lunga, ma sempre con passo lungo e interni spaziosi

Volkswagen ID.3 GTX (2024)

La Volkswagen ID.3, capostipite della famiglia della gamma elettrica, presenta  un passo molto lungo che la rende compatta fuori è quasi una berlina media all'interno

SUV, monovolume e citycar: tre filosofie, un’unica regola

Prima dei SUV, furono le monovolume a usare questa formula: pensa alla Fiat Multipla, corta, alta e con un interno gigantesco. Gli sbalzi erano ridotti al minimo e il passo sfruttato fino all’ultimo millimetro. I SUV moderni hanno ripreso questa filosofia, unendola a ruote grandi e carrozzerie più alte.

Oggi troviamo modelli come Renault Scénic E-Tech, dal passo lungo e dagli sbalzi minimi, Volvo EX30, compattissima ma molto abitabile, Kia EV6 che ha proporzioni molto curate, oppure Hyundai Kona, che ad ogni generazione migliora la lunghezza del passo.

E nelle citycar? La prima Ford Ka, già negli anni ’90, portò le ruote agli angoli come tratto distintivo, fatto che dava buoni vantaggi anche nella tenuta di strada. Molte giapponesi — come le prime Kei car e modelli importati anche in Italia come la Daihatsu Cuore — usavano la stessa ricetta, mentre la prima Renault Twingo compensava la necessità di spazio all’avantreno con la la formula da piccola monovolume, e le ruote posteriori molto indietro.

In generale, questa logica funziona anche su tutte le compatte, che oggi devono far fronte a ruote di maggiori dimensioni: ad esempio, la Peugeot 208 di prima generazione era più corta della 207, mentre la nuova 208 è di pochissimo la più lunga, ma anche le ruote di diametro più generoso.

Ford Ka, le foto storiche

La prima Ford Ka degli anni '90 poneva le ruote alle estremità, sfruttando il particolare design dei paracolpi che diventavano quasi parafanghi; questa architettura migliorava la stabilità e l'accelerazione trasversale, rispetto alla concorrenza dell'epoca

Kia EV6 restyling (2024)

Tra le tante proposte di vettura a passo lungo c'è la Kia EV6, nella quale la disposizione tecnica favorisce lo spostamento delle ruote alle estremità, con una spazio interno notevole

Ruote agli angoli: l’effetto “più auto in meno spazio”

Una delle soluzioni più efficaci è portare le ruote il più possibile verso gli estremi della carrozzeria. Oggi molti modelli lo fanno, come la Honda Jazz, la Hyundai Ioniq 5 dal passo lunghissimo, o le nuove generazioni di MINI che, seppure con un corpo vettura ingrandito, partono dalla filosofia delle “ruote agli angoli”.

Le piattaforme elettriche lo esaltano ancora di più: nessun albero di trasmissione, nessun tunnel, motori piccoli che permettono sbalzi ridotti a livelli mai visti.

E con le tecnologie by-wire, lo sterzo non dovrà più essere legato fisicamente al volante: le ruote anteriori potranno essere posizionate ancora più avanti, liberando spazio prezioso e permettendo architetture completamente nuove. Il futuro delle proporzioni nasce proprio da qui.

MINI Cooper S F66 VS One D R50

La prima MINI dell'era BMW ha recuperato dalla versione originale l'idea del passo lungo con ruote alle estremità, ma anche una tecnologia per ottenere buoni livelli nei crash test con uno sbalzo anteriore ridottissimo

Foto di: Motor1.com
Volvo EX30

La Volvo EX30 è un esempio moderno di come su un pianale full electric si possa sfruttare al meglio il passo lungo, anche con ruote di grandi dimensioni

Foto di: Volvo

Il futuro dell’auto sarà fatto di proporzioni nuove

Negli anni ’90 i designer combattevano con sbalzi lunghi e vincoli meccanici. Oggi viviamo l’epoca opposta: possiamo spingere il passo, liberare volume, reinventare l’abitacolo. E con motori elettrici integrati nelle ruote — tecnologia già mostrata ad esempio da Mitsubishi — e sistemi by-wire sempre più evoluti, potremo disegnare auto con ruote dove servono, senza compromessi.

È una rivoluzione silenziosa ma enorme: più spazio, più comfort, più libertà progettuale. Le auto del futuro non saranno solo più efficienti: saranno finalmente proporzionate intorno alle persone, non alle meccaniche.

Fotogallery: Renault Scenic E-Tech Electric (2025)