Stellantis pensa alla piattaforma Leapmotor, ecco perché avrebbe senso
Secondo Bloomberg, Stellantis valuta l'utilizzo di tecnologie e piattaforme Leapmotor per i suoi modelli. Ecco cosa sappiamo
Secondo un’indiscrezione riportata da Bloomberg, Stellantis starebbe valutando l’adozione della tecnologia elettrica di Leapmotor per alcuni modelli destinati ai marchi europei del gruppo come Fiat, Opel e Peugeot.
L’obiettivo sarebbe ridurre i costi di sviluppo e accelerare la competitività nel segmento delle elettriche (ma non solo) EV, in un contesto segnato da forte pressione sui margini e concorrenza crescente. Attualmente non ci sono conferme e i problemi non mancherebbero, ma sempre secondo le indiscrezioni la decisione dovrebbe arrivare abbastanza presto.
Il passo successivo
La notizia arriva in una fase delicata per il Gruppo, che nelle scorse settimane ha annunciato svalutazioni e oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro, legati al calo di quote di mercato e profitti. Proprio in questo frangente l'alleanza con Leapmotor può giocare un ruolo strategico. Nata nel 2023, quando il Gruppo ha investito 1,5 miliardi di euro acquisendo circa il 20% della società cinese, ha dato vita a una joint venture in cui Stellantis ha diritti esclusivi per l’esportazione, vendita e fabbricazione dei prodotti Leapmotor al di fuori della regione cinese. Un accordo che ha portato nel nostro mercato modelli come T03, B10 e C10 che si apprestano ad accogliere in gamma altri modelli nei prossimi mesi.
Leapmotor B10
Ora potrebbe avvenire il passo successivo, quello dell'adozione di piattaforme di origine cinese per dare vita a modelli marchiati Fiat, Opel e Peugeot. E sì, avrebbe senso per numerosi motivi. D'altra il ceo di Stellantis Antonio Filosa ha parlato di recente di "una partnership che prevede anche la condivisione di tecnologie" nei confronti di Leapmotor. Insomma, l'impressione è che le valutazioni del Gruppo siano reali.
Accelerare la transizione
L’adozione di piattaforme e software Leapmotor potrebbe consentire un risparmio significativo in termini di ricerca e sviluppo, oltre a ridurre le tempistiche di realizzazione di nuovi modelli elettrici o ad autonomia estesa da commercializzare in Europa e non solo. Già qualche tempo fa si era parlato della possibilità di realizzare modelli Opel basati su vetture Leapmotor e costruiti in Europa, ipotesi che rafforzerebbe ulteriormente la cooperazione industriale tra le due realtà.
La nuova Peugeot 208 sarà la prima auto a utilizzare la piattaforma STLA Small di Stellantis
La Fiat Grande Panda è basata sulla piattaforma Smart Car
Una cooperazione che come detto permetterebbe a Stellantis di abbattere costi sia a monte (sviluppo e produzione) sia a valle, proponendo modelli a prezzi concorrenziali. In questo caso rimane però da capire che fine farebbero le piattaforme STLA Small e Smart Car. La prima dovrebbe debuttare con la nuova generazione di Peugeot 208 ed essere poi utilizzata anche dalla nuova Opel Corsa, la seconda invece è alla base di Citroen C3, C3 Aircross, Fiat Grande Panda e Opel Frontera e verrà utilizzata anche dalla nuova Fiat Multipla (o GigaPanda) e Fastback. Tutti modelli disponibili con motorizzazioni benzina, ibridi ed elettrici.
Leapmotor C10 AWD
Difficile che Stellantis possa fare una clamorosa marcia indietro per modelli in rampa di lancio come le nuove 208 e Corsa, più facile invece che l'eventuale adozione di una piattaforma di origine Leapmotor possa servire ad ampliare ulteriormente le gamme, potendo contare su tecnologie di ultima generazione. La nuova generazione di Fiat Panda potrebbe beneficiarne, così come eventuali nuove citycar degli altri brand, tenendo conto che le piattaforme cinesi potrebbero anche coprire segmenti attualmente coperti dalla STLA Medium, quella delle varie Jeep Compass, Peugeot 3008, DS N°8 e della nuova Lancia Gamma.
La sensazione comunque è quella che la nuova dirigenza guidata da Filosa stia cancellando molte delle strategie imposte in passato dall'ex ceo Carlos Tavares, seguendo il mercato e la sua evoluzione. Basta vedere quanto fatto negli Stati Uniti, tra cancellazione di modelli plug-in ed elettrici (RAM 1500 EV in testa) la resurrezione del V8 Hemi negli Stati Uniti e del diesel in Europa.
Un'eventuale accordo con Leapmotor per la fornitura di piattaforme e software rischierebbe però di compromettere il mercato statunitense, che nel 2027 chiuderà le porte a veicoli connessi dotati di tecnologie di origine cinese e russa.
Fotogallery: Leapmotor B10, la prova
Fonte: Bloomberg
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