Autostrade dello Stato testa droni e IA sul Monte Bianco
La prova sul Monte Bianco apre la strada a nuovi sistemi di monitoraggio per ponti, viadotti e gallerie
Le infrastrutture del futuro potrebbero essere controllate dall'alto, con il supporto dell'intelligenza artificiale. È quanto emerge dalla sperimentazione condotta sul Monte Bianco da Autostrade dello Stato, la società che gestisce e sviluppa infrastrutture strategiche per la mobilità, insieme a SITMB, la Società Italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco.
L'iniziativa ha permesso di testare sul campo nuove tecnologie dedicate al monitoraggio delle opere infrastrutturali e alla prevenzione dei rischi in uno degli ambienti più complessi e delicati d'Europa.
Droni e algoritmi per leggere il territorio
La dimostrazione operativa si è svolta presso la stazione Pavillon delle Funivie SkyWay, a 2.173 metri di quota, e ha coinvolto droni equipaggiati per il rilievo delle pareti rocciose e delle reti paramassi che proteggono l'area del Traforo del Monte Bianco.
Le immagini e i dati raccolti durante i voli sono stati elaborati attraverso sistemi di intelligenza artificiale capaci di analizzare rapidamente le condizioni del territorio e individuare eventuali cambiamenti rispetto alle rilevazioni precedenti. Così si vogliono fornire ai tecnici informazioni sempre aggiornate per programmare controlli e interventi di manutenzione con maggiore precisione, riducendo i tempi necessari per le verifiche in aree difficili da raggiungere.
Un modello che guarda oltre la montagna
La sperimentazione rientra nel programma di innovazione portato avanti da Autostrade dello Stato insieme a Polo Strategico Nazionale attraverso STRIVE, una piattaforma sviluppata per testare nuove soluzioni digitali dedicate alla gestione delle infrastrutture.
I risultati ottenuti sul Monte Bianco hanno mostrato come l'integrazione tra rilievi aerei, sensori e analisi avanzata dei dati possa rendere i controlli più rapidi e accurati, rafforzando al tempo stesso le attività di prevenzione e la capacità di risposta in caso di emergenza.
Il progetto è stato concepito come un modello scalabile e potrebbe essere applicato in futuro non soltanto agli scenari montani, ma anche a ponti, viadotti, gallerie e altre opere strategiche distribuite sul territorio nazionale, contribuendo a costruire una rete infrastrutturale sempre più connessa e resiliente.
Consigliati per te
E se Toyota producesse meno modelli?
Questo SUV sfida Audi, BMW e Mercedes (dentro è pazzesco)
La Luce potrebbe diventare una delle Ferrari più ambite
In vendita l'ultima grande supercar analogica di Porsche
Tjekvik arriva in Italia: più digitale per l'assistenza auto
Maserati conferma una nuova berlina sportiva di lusso
Stellantis: “Investiamo in Italia, l’Europa dia regole chiare”