Lanciato il primo pneumatico senz’aria, ma va solo a 20 km/h
Bridgestone inizia a vendere il pneumatico AirFree su veicoli autonomi in Giappone, ma con un limite
Dopo quasi due decenni di ricerca, Bridgestone ha finalmente portato fuori dal cassetto il progetto dello pneumatico che funziona senz'aria. Il costruttore ha introdotto la tecnologia AirFree in una piccola flotta di veicoli elettrici autonomi utilizzati per il trasporto di anziani a Higashiomi, in Giappone.
Tuttavia, nonostante il debutto al di fuori di un contesto puramente sperimentale, il pneumatico "non pneumatico" è ancora lontano dall'arrivare su auto private e veicoli commerciali. Il modello AirFree presenta infatti un limite: può viaggiare solo a velocità fino a 20 km/h.
Si parte dai veicoli più lenti e in ambiente controllato
La scelta di questo scenario è strettamente legata a tale limite. I veicoli selezionati, che ricordano più dei golf cart, circolano su percorsi prestabiliti, a bassa velocità e in un ambiente controllato. In altre parole, caratteristiche ideali per validare la tecnologia nell'uso quotidiano prima di un'eventuale estensione ad altre applicazioni. Fino a oggi, gli pneumatici AirFree erano stati impiegati solo in test di breve durata e dimostrazioni tecniche.
Bridgestone AirFree (Diffusione)
Pneumatici AirFree: addio pressione e rischio forature
L'idea alla base degli pneumatici AirFree di Bridgestone è eliminare uno dei componenti più importanti degli pneumatici tradizionali: l'aria. Invece di affidarsi alla pressione interna per sostenere il veicolo, la struttura utilizza una serie di raggi realizzati in resina termoplastica riciclabile, incaricati di supportare il peso del veicolo e assorbire le irregolarità del fondo stradale. Su questa struttura viene applicato un sottile battistrada in gomma, responsabile del contatto con il suolo.
Secondo Bridgestone, sia il battistrada sia i raggi strutturali possono essere riciclati o rigenerati al termine del ciclo di vita, all'interno di una strategia che punta anche a ridurre l'impatto ambientale della produzione e della manutenzione degli pneumatici. I raggi presentano inoltre una caratteristica colorazione blu, chiamata dal costruttore "Empowering Blue", sviluppata per aumentare la visibilità dell'insieme.
Bridgestone AirFree (Diffusione)
Il costruttore afferma che l'attuale terza generazione rappresenta un'evoluzione significativa rispetto ai primi prototipi presentati nel 2008. Il principale progresso ha riguardato la struttura stessa dello pneumatico. Invece di aumentare continuamente la rigidità del materiale, gli ingegneri hanno iniziato a lavorare con una resina più flessibile, capace di distribuire meglio gli sforzi senza compromettere il comfort degli occupanti.
Ancora lontani dalle auto di serie
Sebbene l'avvio dell'operatività commerciale rappresenti un traguardo per la tecnologia, AirFree è ancora lontano dall'equipaggiare veicoli destinati al consumatore comune. Durante i test svolti con i giornalisti, i veicoli autonomi sono rimasti limitati a 20 km/h, una velocità sufficiente per affrontare salite e strade con pavimentazione irregolare, ma incompatibile con l'impiego su automobili.
La Bridgestone non ha precisato se questa limitazione dipenda esclusivamente dal progetto dei veicoli utilizzati o dalle attuali caratteristiche degli pneumatici stessi. In ogni caso, il costruttore riconosce che, al momento, la tecnologia è destinata solo ad applicazioni a bassa velocità, come piccoli veicoli per la mobilità e operazioni in ambienti controllati.
Bridgestone AirFree (Diffusione)
Si tratta proprio di una delle principali sfide da superare perché gli pneumatici airless possano sostituire su larga scala quelli convenzionali. Oltre alla resistenza strutturale, fattori come comfort, rumorosità, dissipazione del calore e comportamento dinamico alle alte velocità richiedono ancora ulteriori progressi ingegneristici.
La produzione di massa non ha ancora una data
Nonostante il debutto commerciale, Bridgestone non ha ancora definito un calendario per ampliare la produzione degli pneumatici AirFree. L'azienda informa di stare valutando un modello di business che combini la fornitura degli pneumatici con servizi di riciclo e riutilizzo dei componenti lungo l'intero ciclo di vita.
Il concetto va anche oltre l'impiego sui veicoli urbani. Il costruttore sta sviluppando una versione derivata della tecnologia per futuri veicoli di esplorazione lunare. In questo caso, la struttura utilizza componenti metallici ispirati allo stesso principio adottato da AirFree, poiché gli pneumatici convenzionali gonfiati non sopporterebbero le condizioni estreme della superficie lunare.
Anche Michelin punta sugli pneumatici airless
Bridgestone non è l'unico costruttore a investire in questo segmento. Michelin lavora dal 2019 al concetto Uptis, sviluppato in collaborazione con General Motors per applicazioni su autovetture. Il debutto commerciale era stato previsto per il 2024, ma non è ancora avvenuto.
Nel frattempo, il costruttore francese commercializza già lo pneumatico airless Tweel per mezzi di dimensioni più contenute, come golf cart, rasaerba e macchine per uso industriale. Come nel caso di AirFree, la sfida consiste nell'adattare la tecnologia per supportare le esigenze delle auto private a velocità significativamente più elevate, mantenendo livelli adeguati di comfort, sicurezza, durata e costi.
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