È arrivato il momento di far pagare il bollo anche alle auto elettriche?
E non solo: parcheggi, assicurazioni e via dicendo. Il tempo delle agevolazioni è finito?
Il ministro degli esteri e vicepremier Antonio Tajani ha lanciato la promessa: il bollo auto potrebbe essere abolito, per pesare meno sulle tasche degli automobilisti. Ma la realtà dei fatti è un'altra: la tassa di proprietà porta nelle casse delle regioni (è un tributo regionale e non nazionale) circa 7,5 miliardi di euro all'anno. Non pochi e poco meno del 10% di tutti per gli introiti derivanti dall'auto. Rinunciarci è pressoché impossibile allo stato attuale.
E anzi, vedendo anche come stanno cambiando le cose in Europa forse potremmo aspettarci il pagamento del bollo auto, o qualcosa di simile, anche per le auto elettriche?
È il mercato che cambia
Gli incentivi auto non possono durare per sempre e lo abbiamo visto: in Italia sono diminuiti pian piano e ora l'esecutivo guarda a veicoli commericali e quadricicli. Se da una parte infatti gli incentivi sostengono l'acquisto, dall'altra parte "drogano" il mercato con sconti importanti e conseguente crollo dei listini. Un esempio su tutti: la Leapmotor T03 venduta a 4.900 euro. Meno di uno scooter. E così il mercato dell'elettrico cresce, con sorpassi impensabili.
Leapmotor T03
Le casse statali piangono e così chi si vuole comprare un'auto elettrica deve fare affidamento a eventuali promozioni delle Case, facendo poi i conti sul dopo. Zero bollo auto, assicurazione meno cara e costi di manutenzione praticamente assenti. Un affare. Così, anche se a stento, il mercato dell'auto elettrica in Italia cresce e un domani potrebbe anche raggiungere le quote delle alimentazioni tradizionali. Mostrando, come se ce ne fosse bisogno, come la coperta sia corta: se diminuiscono le auto con motore termico diminuiscono anche gli introiti del bollo. Come fanno quindi le Regioni a coprire le spese? La risposta è tanto scontata quanto scomoda: iniziare a far pagare il bollo auto anche alle BEV, che attualmente sono esentate per 5 anni.
Bollo auto elettriche, cosa succede negli altri Paesi
Non sarebbe certo una novità in Europa, dove le auto elettriche conquistano terreno. Così le varie amministrazioni nazionali stanno prendendendo decisioni per eliminare i benefici di cui godono le auto elettriche. Vediamo qualche esempio.
Nel Regno Unito (dove le elettriche già dal 2025 pagano il corrispettivo del nostro bollo) per esempio dal 2028 arriverà la tassa “pay-per-mile”: ogni miglio percorso (circa 1,6 km) costerà all'automobilista 3 centesimi di sterline. Percorrere 10.000 km in un anno (6213,712 miglia) costerà 186,41 sterline, circa 217 euro. Per le plug-in la tassazione sarà invece di 1,5 centesimi al miglio. Non una tassa sul possesso dunque ma sull'effettivo utilizzo. Un modo per recupare i mancati entroiti provenienti dalle tasse sui carburanti.
La nuova Mercedes Classe C elettrica
In Olanda, uno dei Paesi europei dove l'elettrico ha attecchito maggiormente, dal 1° gennaio 2026 le auto elettriche pagano il bollo esattamente come le auto elettriche, il cui importo è calcolato in base al peso. E sappiamo come le auto elettriche, a parità di dimensioni, pesino di più.
In Svizzera allo studio ci sono 2 soluzioni: una tassa sulla percorrenza - 5,40 franchi, pari a 5,78 euro - ogni 100 km o una sorta di accisa sulla corrente utilizata per ricaricare auto, pari a 22,8 centesimi di franco (24,40 centesimi di euro) a chilowattora (kWh).
La Germania continua invece a favorire le auto elettriche, con esenzione dalla tassa di possesso per 10 anni e incentivi per l'acquisto. La situazione potrebbe però cambiare per la ricarica, con accise per il rifornimento alla colonnine.
In Francia la situazione è cambiata lo scorso anno con l'eliminazione dell'esenzione dal pagamento del corrispettivo del nostro bollo auto, pagato però solo al momento dell'acquisto. L'importo dipende da fattori come cavalli fiscali e regione di residenza.
Kia EV2
Renault Twingo 2026
Anche in Norvegia si discute del taglio delle agevolazioni per le auto elettriche, che rappresentano il 95% del parco circolante. Missione compiuta secondo il Governo, intenzionato ad aumentare l'IVA sulle elettriche, facendo lo stesso per le tasse sui carburanti fossili.
Il Belgio, altro Paese dove le elettriche hanno conquistato buone fette di mercato, le agevolazioni sono state progressivamente eliminate, allineando le BEV alla tassazione ordinaria minima basata sulla potenza in kW. In Vallonia e Bruxelles si applica la tassa di circolazione minima per i veicoli a zero emissioni (circa 90-100 euro all'anno).
Auto elettriche e tasse: giusto o sbagliato?
Se in molti mercati dove l'elettrico è stato accolto con favore dagli automobilisti le cose stanno cambiando - o sono già cambiate - per equiparare le BEV ai modelli termici, altrove ci sono comunque discussioni in merito. Come detto in Italia ancora non se ne parla, ma non stupirebbe se nel prossimo futuro un qualche esecutivo dovesse decidere di fare il grande passo.
Il tutto anche in nome della tanto sbandierata neutralità tecnologica. L'esenzione dal bollo auto per le elettriche premia una certa e sola tecnologica, mentre auto termiche leggere con basse emissioni rimangono fuori dal giro. Ecco perché forse una tassazione in base al peso potrebbe avere senso, perché non guardarebbe al tipo di alimentazione ma alla massa. Se non è neutralità questa.
Di esempi, come visto, ce ne sono a bizzeffe, dalla potenza alla percorrenza annuale. Tutti modi per rimpinguare così le casse statali. E se si volesse incentivare comunque il mercato dell'elettrico basterebbe forse non rinnovare il taglio delle accise sui carburanti, lasciando che mercato (e crisi) facciano il loro corso.
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