Ecco come va la nuova compatta Hyundai a batteria
Design divisivo, nuovo linguaggio Art of Steel e fino a 497 km di autonomia per la Hyundai Ioniq 3 elettrica pensata per l'Europa
Un’auto su due? Non proprio, ma quasi. Il segmento B vale circa il 43% del mercato italiano e mezzo milione di auto. Eppure è anche uno dei meno elettrificati. È esattamente qui che arriva la Hyundai Ioniq 3. E la prima notizia è quasi banale, ma di questi tempi non così tanto: non è un SUV. È una hatchback cinque porte, primo tassello di una nuova offensiva Hyundai nel segmento B e prima di sei novità che la Casa lancerà entro la fine del 2027.
Ma c’è dell’altro. Perché la Ioniq 3 è anche la prima Hyundai di volume a portare su strada il nuovo linguaggio stilistico Art of Steel. Tradotto: guardandola vediamo non soltanto un nuovo modello, ma qualcosa di quello che arriverà sulle prossime Hyundai. Superfici tese, coda molto caratterizzata e una silhouette che Hyundai chiama Aero Hatch. Può piacere molto oppure per niente. Certamente non è un’auto che cerca di mettere tutti d’accordo. E forse è proprio questo il punto.
Sotto una carrozzeria lunga 4,15 m ci sono poi due batterie da 42 e 61 kWh, fino a 497 km WLTP, parecchio spazio e un listino che parte da 29.900 euro. La Ioniq 3 è stata sviluppata pensando all’Europa e viene anche costruita qui vicino, nello stabilimento Hyundai di İzmit, in Turchia.
Esterni | Interni | Guida | Prezzi
Hyundai Ioniq 3 (2026): gli esterni
Di questi tempi, distinguere un’auto dall’altra non è sempre facilissimo. La Ioniq 3 non ha questo problema. La parentela con la Concept Three è evidente, ma il punto non è soltanto quello. La Ioniq 3 è il primo modello Hyundai di volume a utilizzare il nuovo linguaggio Art of Steel, anticipato dal concept.
L’idea nasce anche da una particolarità del gruppo coreano: Hyundai produce acciaio. I designer si sono ispirati alle bobine del materiale, immaginando fasci di acciaio che si incrociano per costruire le forme della carrozzeria.
Il risultato è particolare. Il frontale è basso, la linea del tetto scorre verso una coda raccolta e termina in uno spoiler molto evidente e in un lunotto sdoppiato che ricorda quello della Honda Civic e aiuta la visuale posteriore. Hyundai la definisce “Aero Hatch”: una hatchback nella quale l’aerodinamica ha avuto un ruolo importante, come testimonia il Cx di 0,263.
Hyundai Ionic 3
Poi ci sono i Paramc Pixel, ormai elemento distintivo della famiglia Ioniq, e i quattro punti luminosi centrali che rappresentano la H di Hyundai in codice Morse. Interessante il fatto che Hyundai abbia deciso di rischiare. Il design può risultare divisivo: può piacere proprio perché diverso oppure risultare fin troppo elaborato, soprattutto nella zona posteriore, ma difficilmente la si confonde con altro. E in un mercato dove crossover e SUV sembrano moltiplicarsi per clonazione, non è necessariamente un difetto.
| Lunghezza | Altezza | Larghezza | Passo |
| 4,15 m | 1,50 m | 1,80 m | 2,68 m |
Hyundai Ioniq 3 (2026): gli interni
Segmento B fuori, ambizioni da segmento C dentro. Almeno questo è l’obiettivo dichiarato da Hyundai, che ha progettato la Ioniq 3 pensando anche a chi in Italia utilizza una sola macchina per tutto: città durante la settimana e viaggi con la famiglia quando serve. Se fuori Hyundai ha cercato personalità, dentro la parola d’ordine è spazio. Il passo misura 2,68 m su appena 4,15 m di lunghezza e la piattaforma K3 adattata per l'elettrico permette di avere il pavimento piatto.
Hyundai Ioniq 3
“Furnished Space” è la filosofia Hyundai seguita per progettare l’abitacolo, cercando di trattarlo più come un ambiente da arredare che come il classico abitacolo, anche se il tunnel centrale su due livelli occupa parte di quella zona che, su un’elettrica, potrebbe essere completamente libera. Una scelta che privilegia vani e superfici d’appoggio, lasciando spazio al gusto personale.
Dietro, invece, il passo generoso garantisce un’abitabilità adeguata sia per le gambe sia per la testa, nonostante la linea del tetto. Quest’ultima, però, restringe progressivamente la superficie vetrata verso la coda, limitando un po’ la visibilità laterale dei passeggeri posteriori.
Hyundai Ioniq 3 2027- Nel complesso, lo spazio è notevole rispetto agli ingombri esterni
La Ioniq 3 mantiene dimensioni da segmento B, ma offre comfort e versatilità che possono evitare il passaggio a un’auto più grande. Non è un caso che Hyundai abbia insistito su dettagli poco comuni in questa categoria, come bocchette posteriori e bracciolo centrale, oltre alla possibilità di avere sedili ventilati sulle versioni più ricche. Il bagagliaio principale offre 322 l.
Sotto il piano c’è però un Megabox da altri 119 l, portando il volume di carico complessivo ai vertici del segmento con 441 l. Una soluzione utile anche per tenere separati cavi di ricarica e piccoli oggetti. La vera novità tecnologica si chiama invece PLEOS Connect.
È il nuovo sistema operativo Hyundai basato su Android Automotive OS e debutta proprio sulla Ioniq 3 per il mercato europeo. A seconda della versione il display centrale misura 12,9” o 14,6”, mentre davanti al guidatore c’è una strumentazione da 9,9” (tranne sulla versione base).
Hyundai Ioniq 3 - La vera novità tecnologica si chiama invece PLEOS Connect
Il display centrale può essere organizzato in più aree, con mappa e contenuti multimediali contemporaneamente, mentre una barra raccoglie applicazioni preferite e recenti secondo una logica simile a quella di uno smartphone. Tra le app native ci sono anche Spotify e YouTube, quest’ultimo naturalmente pensato per l’utilizzo a vettura ferma. Non mancano però i tasti fisici per richiamare le funzioni più comuni, come i comandi del climatizzatore.
Gli aggiornamenti arrivano "via etere" (OTA), ci sono Apple CarPlay e Android Auto wireless, Bluelink e un app store aperto anche a servizi di terze parti. Arriva inoltre Gleo AI, l’assistente vocale Hyundai progettato per comprendere richieste formulate in linguaggio naturale. Un salto importante rispetto agli infotainment Hyundai che conosciamo che risulta intuitivo nell’utilizzo quotidiano e fluido.
Hyundai Ioniq 3 (2026): la guida
Bastano i primi km nei dintorni di Milano Marittima per capire che la Ioniq 3 non vuole fare la piccola sportiva. L’impostazione è chiaramente orientata al comfort, alla facilità di guida e a quell’utilizzo quotidiano che, almeno nelle intenzioni di Hyundai, dovrebbe permetterle di essere anche l’unica auto di famiglia.
La prima cosa che si apprezza è la silenziosità di marcia. Certo, stiamo parlando di un’elettrica, ma l’assenza del rumore del motore non significa automaticamente viaggiare in silenzio: rotolamento, aerodinamica e sospensioni possono farsi sentire parecchio. Sulla Ioniq 3, invece, l’abitacolo rimane ben isolato e anche da questo punto di vista il lavoro aerodinamico fatto sulla carrozzeria sembra dare i suoi frutti.
Hyundai Ioniq 3 - La prima cosa che si apprezza è la silenziosità di marcia
Lo sterzo è coerente con questa impostazione. È leggero, facile e più pensato per muoversi senza fatica in città che per cercare il massimo coinvolgimento quando la strada comincia a girare. Non comunica tantissimo, ma non credo fosse quello l’obiettivo dei tecnici Hyundai.
Anche la posizione di guida è particolare. La batteria sistemata nel pianale porta a sedere leggermente più in alto di quanto ci si potrebbe aspettare guardando dall’esterno una hatchback così bassa e filante. Non si arriva comunque alla postura da SUV e, soprattutto, gli accumulatori rimangono in basso, con tutti i vantaggi che ne derivano per il baricentro.
Hyundai Ioniq 3 2027 La Ioniq 3 preferisce essere guidata rotonda piuttosto che aggredita
È proprio qui che la Ioniq 3 recupera parte di quello che lo sterzo lascia sul tavolo in termini di sportività. Baricentro basso e masse distribuite in maniera piuttosto uniforme le danno un comportamento equilibrato e prevedibile. L’avantreno è ben sostenuto e la taratura delle sospensioni anteriori riesce a trovare un buon compromesso tra assorbimento e controllo dei movimenti della carrozzeria.
C’è però un particolare che emerge quando si chiede tutto al motore. Se si affonda con decisione l’acceleratore mentre lo sterzo non è ancora perfettamente dritto, qualche reazione arriva al volante. Nulla di particolarmente fastidioso nell’utilizzo normale, ma si avverte che allo stesso tempo si sta chiedendo all’avantreno di sterzare e scaricare a terra la coppia del motore elettrico.
La Ioniq 3, insomma, preferisce essere guidata rotonda piuttosto che aggredita. E considerando dimensioni e missione della macchina, è una scelta coerente.
Hyundai Ioniq 3 (2026): I prezzi
Il listino della nuova Hyundai Ioniq 3 parte da 29.900 euro e arriva a 44.700 euro. La gamma italiana si articola in cinque allestimenti, con diverse combinazioni di batterie e dotazioni.
Si va dalle versioni più essenziali alle configurazioni più ricche, fino alla N Line Launch Edition, al vertice dell’offerta. Una proposta quindi piuttosto articolata, pensata per coprire fasce di prezzo e livelli di equipaggiamento differenti.
Fotogallery: Hyundai Ioniq 3
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