Vi siete mai chiesti dove e quando è nato il concetto di “supercar”? Di certo le risposte adeguate potranno essere diverse, ma tra le più veritiere, indiscutibili e italiche, siamo piuttosto certi che ci sarà quella che racconta la nascita di una particolare razza di Toro emiliano, una tipologia di supercar che oggi tutto il mondo continua a chiamare ancora Countach.

Si tratta forse dell’auto da poster per eccellenza, quella che probabilmente è ancora appesa nelle camere di qualcuno di voi, nello studio o in garage ovviamente. Grazie alla Countach abbiamo toccato il muro dei 300 km/h, col “Made in Italy” e la “Terra dei motori” che con questo Toro hanno acquistato una valenza internazionale.

Ed è per questo che, seppur brevemente, poter provare lo stesso giorno l’ultima Countach 25° Anniversario prodotta insieme alla LPI 800-4 rappresenta un evento più unico che raro, soprattutto in questo 2022, l’anno scelto per celebrare (e salutare?) il V12 Lamborghini così come noi lo abbiamo sempre conosciuto... e venerato.

Estrema, dalla nascita

La Countach per l’intera durata della sua carriera, ovvero dal 1971 al 1990, è stata un’automobile “estrema” e, se la Miura simboleggia la bellezza inequivocabile fatta automobile, la Countach esprime un mix quasi perfetto di carisma e sfarzo, caratteristiche che, col tempo, sono diventate sempre più sfacciate soprattutto esteticamente, in particolare con questa 25° anniversario, l’ultima Countach prodotta il 4 luglio del 1990, una versione nata per celebrare il quarto di secolo del Marchio, festeggiato nel 1988.

Lamborghini Countach 25° Anniversario

In principio, la mano di Marcello Gandini ha reso da subito la Countach stilisticamente unica, mentre il genio di Stanzani, desideroso di rivincita dopo la Jarama, ha fatto il resto. A 17 anni dal lancio però, il mercato e la concorrenza chiedevano dei cambiamenti alla Countach e, con la 25° Anniversario, è arrivato il contributo “dell’Argenten”, ovvero Horacio Pagani, che ha aggiornato il design e l’aerodinamica di questo modello, mettendo la parola fine alla dinastia Countach, per sempre.

O almeno, così si credeva, fino al 2021, quando per i 50 anni dalla prima Countach, questo nome è tornato alla ribalta puntualmente con la LPI 800-4, presentata in anteprima a Pebble Beach.

LPI 800-4: solo 112 esemplari

A mezzo secolo dal debutto della prima Countach, nel 2021 il team guidato da Mitja Borkert ha voluto rendere omaggio alla Countach, lasciandosi ispirare dal passato, non cercando quindi di dare alla luce un erede del modello originale. Il design punta alla purezza del progetto iniziale, ma è inevitabilmente contaminato dalle modernità dell’ Aventador, anche in quanto a ingombri.

Evidenti sono la striscia anteriore a tutta larghezza, il cofano discendente, la presa d’aria Naca (dalla forma simile al passato ma più grande), e ancora l’esagono, che ritorna nei cerchi e nel profilo dei parafanghi, senza considerare la tridimensionalità esagonale espressa pure dai gruppi ottici posteriori, una zona questa dove le maggiori dimensioni delle moderne Lamborghini sono molto più evidenti, soprattutto con le ruote che dietro arrivano a 21 pollici!

Lamborghini Countach LPI 800-4

Gli esemplari di LPI 800-4 sono solamente 112 in totale, il numero che rappresenta la sigla di progetto inziale della Countach, mentre se analizziamo tutti gli altri “numeri” della scheda tecnica... beh, la musica è decisamente cambiata.

Il V12 è sempre lì, ma dalle potenze che negli anni sono arrivate sulla Countach 25° Anniversario a 455 CV, con la LPI-800-4 si raggiungono gli 814 CV. Grazie ai supercapacitori che hanno debuttato sulla Sian, il 12 cilindri da 6,5 litri offre 780 CV, a cui si aggiungono circa 34 CV ottenuti del sistema elettrificato a 48V. Questo Toro è quindi potente come non mai e pure leggero: il suo peso si ferma poco sotto ai 1.600 kg una massa che, grazie alla spinta del V12 unita alla cooperazione dell’elettrico, sembra infinitamente inferiore.

Lamborghini Countach LPI 800-4
Lamborghini Countach LPI 800-4

La LPI 800-4 è l’interpretazione più moderna di potenza ed efficienza secondo Lamborghini, fonte inesauribile di spinta e velocità a qualsiasi latitudine del contagiri. L’elettrico non si percepisce, ma si sente, soprattutto quando si vuole andare a “passeggio”. Quando invece si desidera aizzare il V12, il connubio di stile ed eleganza sponsorizzato poca fa si fanno meno evidenti, e allora è l’ululato dei 12 cilindri a regnare incontrastato, che siate in prima o in sesta piena con l’Anima che va di Corsa.

25° Anniversario: questione di fisica

Domare questo purosangue color argento del 1990 è come trovarsi in “Over the top”, il celebre film con Sylvester Stallone, dove la potenza nelle braccia è fondamentale. Combattere con lo sterzo davvero pesante e col bilanciamento assai peculiare di questa Lamborghini, è la prima sfida, mentre lo step successivo ruguarda l’aderenza.

Il contributo degli pneumatici dalla spalla alta e montati su cerchi da soltanto 15 pollici è modesto, senza considerare il poco spazio lasciato all’impianto frenante, parecchio sottodimensionato: meglio quindi calibrare con cura i propri entusiasmi prima di inserire con troppa ocemente lo spiovente muso in curva, foga lo spiovente muso in curva, questa 25° va guidata con forza e delicatezza allo stesso tempo.

Lamborghini Countach 25° Anniversario
Lamborghini Countach 25° Anniversario
Lamborghini Countach 25° Anniversario

Ma, e qui il ma è davvero d’obbligo, quando abbandonerete questi ragionamenti estremamente razionali, il V12 di 60° vi ricorderà che non serve pensare troppo per trovare l’essenza di questa Countach, perché tutto quello che stavate cercando si è sempre trovato lì dietro le vostre spalle, quindi: state zitti, chiudete gli occhi e, solo per un secondo, gustatevi il momento... e il sound del nostro video!

Fotogallery: Foto - Lamborghini Countach 25° Anniversario e LPI 800-4, prova speciale