Le belle giornate di sole sono iniziate e già sembra primavera. Tuttavia siamo ancora in inverno (la nuova stagione inizierà il 21 marzo) e, anche se può sembrare fuori tempo, vige l'obbligo delle gomme invernali (terminerà il 15 aprile).

Sull'importanza di montare le gomme invernali durante la stagione più fredda dell'anno ci siamo già espressi molte volte. Le gomme rappresentano l'elemento di congiunzione tra la nostra auto e l'asfalto e proprio per questo costituiscono il primo e forse più importante dispositivo di sicurezza a bordo di una vettura. Soprattutto durante l'inverno, quando le condizioni climatiche e della strada, possono spesso essere estreme.

Per questo motivo, in compagnia di Assogomma, abbiamo trascorso una giornata al Ghiacciodromo di Livigno, per testare l'efficacia degli pneumatici invernali in confronto a quelli estivi nello scenario più complesso per una gomma: il ghiaccio e la neve. Ecco com'è andata.

Prova di frenata

Partiamo con l'esercizio più classico, ma anche quello che permette di capire in maniera più immediata la differenza tra le coperture estive e quelle invernali quando si viaggia sulla neve. A fare da “cavia” per la nostra prova sono state due Alfa Romeo Giulia diesel a trazione posteriore. Il test consisteva nel raggiungere una velocità di 40 km/h, per poi effettuare una frenata di emergenza, lasciando che l'ABS faccesse il suo dovere, arrestando la vettura nel minor spazio possibile.

La differenza è stata disarmante. La Giulia gommata con pneumatici invernali si è fermata dopo 17 metri, mentre quella dotata di coperture estive solo dopo 32 metri. Significa che la Giulia senza gomme invernali ha percorso ben 15 metri in più. Uno spazio enorme che, se calato in un contesto reale, può davvero fare la differenza tra fermarsi per tempo o andare ad impattare con altri veicoli ad esempio fermi in coda.

Foto - Gomme invernali: ecco quanto fanno la differenza

Le catene sono utili, ma non sempre

Ma il codice della strada non obbliga a montare pneumatici invernali durante la stagione fredda. L'obbligo è quello di avere a bordo quella che viene definita “dotazione invernale”. Questa, quindi, può essere rappresentata, oltre che dalle gomme termiche, più semplicemente da un set di catene da neve, da montare sull'asse di trazione. Ecco, nel corso del nostro secondo test abbiamo messo a confronto proprio questa soluzione, servendoci di due Fiat 500X, una appunto dotata di catene e l'altra di pneumatici invernali.

Nello spunto da fermo sulla neve, le due vetture si sono comportate quasi alla stessa maniera, così come nella frenata di emergenza. Le cose sono cambiate (e di tanto) quando ci si è mossi su asfalto non innevato, una condizione che è possibile incontrare, ad esempio, entrando in galleria durante una forte nevicata.

Ecco, in tale contesto sono venuti a galla tutti i limiti delle catene: elevata rumorosità, forti vibrazioni, velocità di avanzamento ridotta e, soprattutto, spazi di frenata più lunghi. Simulando una frenata di emergenza a 50 km/h, infatti, la 500X dotata di catene si è fermata circa 10 metri dopo quella equipaggiata con pneumatici invernali.

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La via di mezzo non esiste

Sempre seguendo quelle che sono le regole del codice della strada ci siamo poi cimentati in un terzo test. Dal momento che la legge prevede l’obbligo di montare gli stessi pneumatici sul medesimo assale, ma non vieta di montare gomme diverse tra avantreno e retrotreno, abbiamo testato questa soluzione in una sezione della pista innevata su cui è stata riprodotta una rotonda.

La vettura usata questa volta è stata una Fiat Tipo: una dotata di pneumatici invernali, una di estivi e una con pneumatici misti ovvero invernali all’anteriore e quindi sull’asse di trazione ed estivi su quello posteriore.

Con le invernali, ad una velocità di 30 km/h la Tipo ha percorso la curva senza problemi e insicurezza. Con gli estivi la vettura non ha nemmeno effettuato l’inserimento in curva iniziando subito sottosterzare e uscendo così di strada. Con la soluzione mista, invece, l’inserimento è riuscito, ma circa a metà curva, quando la forza centrifuga ha spinto verso l’esterno la vettura, il posteriore con meno grip ha iniziato ad allargare la traiettoria portando a un quasi inevitabile testacoda. Questo, quindi, a riprova del fatto che la soluzione mista invernali/estive è tutt’altro che sicura.

Foto - Gomme invernali: ecco quanto fanno la differenza

Occhio alle 4x4

Prima di lasciare Livigno abbiamo effettuato un’ultima prova con la quale abbiamo potuto sfatare un falso mito che riguarda le vetture a trazione integrale. Infatti, si è soliti pensare che un’auto 4×4 possa affrontare senza problemi e in sicurezza qualsiasi percorso. Ma non è così. Servendoci di due Jeep Renegade abbiamo affrontato una ripida salita. La vettura dotata di pneumatici invernali è riuscita a superarla senza alcuna fatica, riuscendo anche a fermarsi sulla rampa e a ripartire quasi senza alcun tentennamento.

La Renegade gommata con pneumatici estivi, invece, è riuscita ad affrontare la salita solo a fronte di una lunga rincorsa. Partendo subito sotto la rampa o peggio ancora fermandosi a metà di essa, la vettura non solo non è riuscita a salire, ma è finita con lo scivolare verso il basso anche con il piede destro saldamente fermo sul freno.

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