Lamborghini Urus SE: la prova a Nardò tra strada, drift e sterrato
Una plug-in si, ma la commistione tra termico e elettrico nasce per esaltare le prestazioni prima e poi per migliorare anche efficienza.
Chiudete gli occhi. Primo scenario che vi si catapulta: state guidando in pieno drift in un luogo segreto con un V8 che urla fino alla zona rossa.
Secondo scenario: state guidando nel silenzio, in elettrico, tra i borghi della assolata Puglia. Si insomma, una roba a ben vedere da Pillola rossa o Pillola blu. O tutte e due? Perché la tana del Bianconiglio in questo caso ha un nome: Lamborghini Urus SE.
Plug in si, ma con un'idea chiara, che mi ha fatto chiudere la giornata con un pensiero: "Non ci avevamo capito nulla", pensando a una prova di un Hyper SUV certo, con prestazioni fantastiche ovvio, ma carezzando lo sguardo più ai consumi in elettrico o in autonomia.
Quanto ci siamo sbagliati. Questa è prima di tutto una Lamborghini, punto.
L’ho provata dentro e fuori Nardó. Ecco come è andata.
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Lamborghini Urus SE: gli esterni
La nuova Lamborghini Urus SE si presenta con linee aggiornate e un frontale rinnovato, che richiama gli elementi stilistici della Revuelto.
Tra le novità spiccano il nuovo cofano, il paraurti ridisegnato e la griglia frontale, insieme ai gruppi ottici con tecnologia Matrix LED, caratterizzati da una firma luminosa ispirata alla coda del Toro, simbolo di Lamborghini.
I cerchi da 23” Galanthus, abbinati a pneumatici Pirelli P Zero sviluppati appositamente per la SE, conferiscono un tocco di esclusività al profilo laterale. Al posteriore, troviamo un portellone ridisegnato, gruppi ottici rinnovati e un diffusore che incrementa la deportanza del 35% rispetto alla Urus S, migliorando le prestazioni ad alte velocità.
Lamborghini Urus SE, la prova
Lamborghini Urus SE, la prova...anche sullo sterrato di Nardò
A proposito di carico e di aria, Lamborghini ha rivisto in modo importante la gestione dei flussi d’aria, incrementando del 15% l'afflusso d'aria agli organi meccanici e al motore e il 30% in più verso l’impianto frenante.
Naturalmente, come le altre Urus, anche la SE è super personalizzabile. Lamborghini parla di oltre 100 opzioni per la carrozzeria (tra cui le nuove tinte Arancio Egon e Bianco Sapphirus) e 47 combinazioni di colore e quattro tipologie di ricami per gli interni.
Lamborghini Urus SE: gli interni
L’abitacolo della Urus è stato aggiornato e presenta ora una serie di soluzioni inedite sulla parte della plancia, ereditando parte del design visto sulla Revuelto. Al centro, è presente uno schermo più grande da 12,3”, che monta una nuova versione del software HMI e un’interfaccia ancora più intuitiva.
E' incluso anche un sistema di telemetria per monitorare le proprie prestazioni in pista. Tra le altre novità, spiccano le bocchette d’aerazione ridisegnate e le modanature in alluminio anodizzato a forma di Y, elementi che arricchiscono ulteriormente l’esperienza di guida.
La personalizzazione rimane un tratto distintivo: sono disponibili oltre 100 opzioni per la carrozzeria, inclusi nuovi colori come Arancio Egon e Bianco Sapphirus, oltre a 47 combinazioni di colore e quattro tipi di ricami per gli interni.
Lamborghini Urus SE, rinnovati anche gli interni
Al centro della console, il selettore “Tamburo” consente di impostare undici modalità di guida. Infatti, oltre modalità Strada, Sport, Corsa, Neve, Sabbia e Terra (già presenti sull’Urus non elettrificata), sulla SE debuttano Full EV Drive, Hybrid, Performance e Recharge.
A seconda della modalità impostata cambia anche l’altezza da terra della vettura con un’escursione degli ammortizzatori che varia da 15 mm in Corsa fino a 75 mm quando si attiva il lifting system, oltre ai parametri che regolano sterzo, guidabilità e il sound del V8.
Tanta attenzione è rivolta anche alla calibrazione delle sospensioni ad aria, che cambia in modo radicale in base all’impostazione selezionata, agendo in modo diverso anche sulle barre antirollio elettroniche gestite dal sistema a 48 V.
Lamborghini Urus SE, il dettaglio dell'accensione
Lamborghini Urus SE, dettaglio della plancia
Lamborghini Urus SE: la guida
Lo devo ammettere. Questa prova mi aveva proprio tratto in inganno. Ok, è una plug-in. Si, una Lamborghini, ma è anche un’auto che ha cambiato la percezione di Sant’Agata. E’ una macchina da poter usare familiarmente, in maniera versatile. Il plug-in dunque è perfetto proprio per passaggi su ZTL, in città, per gli spostamenti quotidiani.
Giusto? Giusto…però…non avevo idea di quanto mi stessi sbagliando.
Perché il fulcro di questa nuova versione, di questa Lamborghini Urus SE sta tutto nel modo con cui si è approcciato all’elettrico, che serve per offrire non tanto “solo” maggior potenza e coppia, quanto per il modo con cui viene erogata, per quella che è la sincronia. Soprattutto quando il manettino è in “Massima prestazione”.
La Urus SE arriva a 800 CV di potenza e 951 Nm di coppia, ma di fatto piace perché combina la corposità dell’erogazione fin dai bassi e medi regimi, con l’allungo ulteriore fino a 7000 giri/min. Zero lag, zero ritardi.
Facile come una cittadina se vuoi girare per le vie di un borgo, silenziosa come un’elettrica con la modalità zero emissioni certo, ma tanto, che sia un mezzo di Sant’Agata lo capisci perché se schiacci, il 4 litri V8 ringhia comunque, tra l’altro con uno scarico rivisitato.
Lamborghini Urus SE, la prova
L’aggravio di peso non si avverte. Non ci sono inerzie importanti, per lo meno rispetto al modello precedente, nonostante un 200 chili circa in più, dati dai 25,9 kWh di pacco batteria. Il motivo è presto detto: il lavoro delle sospensioni semi-attive certo, ma anche e soprattutto, la ripartizione della coppia motrice tra anteriore e posteriore, grazie a un differenziale Hang-on, a lamelle, che porta la trazione fino a un massimo del 40% all’anteriore, ma soprattutto quasi il 100% dietro. a seconda delle occasioni, in maniera intelligente ovvio. Rispetto a talune sorelle teutoniche, qua con perdita d’aderenza non ci si riallinea diretattamente come se ci trovassimo su “quattro” binari.
Diverte, e lo scopri tanto facendo drift in maniera controllata, gestibile, chiara. Eppure risulta anche più comoda in tema di smorzamento: merito delle richieste dei clienti, che hanno cercato una via del genere. Anche perché a viverla nel quotidiano, un approccio cosi serviva. E poi la risposta dell’acceleratore e del freno, oltre che la corona del volante: tutto enormemente azzeccato.
Cerchi da 23 per la prova, che offrono una certa durezza. Ci sta, c’è chi non lo apprezza: io non ho avvertito una enorme mancanza. Eppure con il 22’’ è ancora meglio questa Urus SE che ti perdona tanto, ti aiuta ancor di più, anche quando vuoi mandare in derapata il posteriore, anche perché non c’è più un Torsen dietro, ma un differenziale elettronico a slittamento controllato.
Lamborghini Urus SE, la prova
Insomma: è prestazionale. Altamente, come ogni Lamborghini deve e vuole essere. Con principi di maggior efficienza instillati. Durante il test poi, il consumo combinato della parte elettrica ha raggiunto massimo 22 kWh/100 km. Non è molto, ma nemmeno poco visto l’aiuto prezioso del V8.
Penso che un 40-50 chilometri si potrebbero fare certo. Ma mentre vado nel terreno del circuito di Nardò, nel Gravel, o in derapata, sono sincero, ci ho pensato meno.
Lamborghini Urus SE: i prezzi
Per portarsi a casa una Lamborghini Urus SE "base" servono 260.000 euro. E' chiaro che la grande forza di Sant'Agata Bolognese è anche l'estrema personalizzazione di un numero elevatissimo di dettagli. Questo porta una lievitazione della spesa a almeno 300.000 euro.
Fotogallery: Lamborghini Urus SE, la prova
Lamborghini Urus SE
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