Nata nel lontano 1991, l'Astra è con ogni probabilità l'auto di maggiore successo della storia del marchio Opel. Un modello che nel corso degli anni è stato scelto da milioni di automobilisti grazie soprattutto alle dimensioni compatte e per aver saputo introdurre tecnologie all'avanguardia in termini di comfort e sicurezza di guida.  

Un percorso, quello dell'Astra, che continua ancora oggi con la recente presentazione della sesta generazione, realizzata sulla piattaforma modulare Stellantis EMP2 e in arrivo all’inizio del 2022 per la prima volta in variante elettrificata plug-in, a cui seguirà, nel corso dell’anno successivo, anche una versione completamente a zero emissioni.

Le origini del nome

Agli inizi degli Anni ’90 Kadett è un nome forte. In 55 anni di carriera ha raccolto successi su successi e, sebbene non abbia mai raggiunto i livelli della Golf, è quasi sinonimo di automobile compatta. In Opel decidono che è comunque tempo di cambiare.

La scelta della denominazione è legata alla Gran Bretagna, il mercato nel quale il marchio locale Vauxhall, anch'esso controllato da GM, produce una sua versione dell'auto tedesca, l'Astra su base Kadett D/E: questo è il nome scelto da Opel per identificare il nuovo modello a livello europeo. Da notare la lettera “A” finale, una caratteristica comune a molte auto del marchio arrivate negli anni successivi.

La prima “F”

Prodotta dal 1991 al 1997 in 4,1 milioni di unità, un record nella storia del modello, l’Opel Astra F ha piattaforma e propulsori derivati dal modello Kadett, ma nonostante l’evidente parentela con la progenitrice introduce nuove dotazioni, ad esempio, in termini sicurezza passiva.

Opel Astra (F)
Opel Astra (F)
Opel Astra (F)
Opel Astra (F)

Sono presenti infatti elementi quali le barre anti intrusione in acciaio nelle portiere, le cinture di sicurezza anteriori con tensionatori, regolabili in altezza, e il catalizzatore di serie con tutte le motorizzazioni. 

Al successo della compatta contribuisce anche l’ampia scelta di carrozzerie che includono versioni 2 volumi a 3 e 5 porte, tre volumi a 4 porte, station wagon, oltre a una variante cabriolet, arrivata circa due anni dopo le altre. Tra queste spicca la sportiva GSi equipaggiata con il 2 litri aspirato da 16 valvole e 150 CV di potenza che nel 1993 è affiancata dalla Turbo di medesima cilindrata, che arriva a quota di 204 CV.

Carrozzeria zincata a prova di usura

Tra il ’97 e il ’98 Opel lancia l'Astra G, l'unico modello della serie con un timido abbozzo di coda, al punto da poter essere considerata una "due volumi e mezzo". Estetica a parte, i punti di forza della nuova generazione sono nascosti: la rigidità torsionale dà una compattezza strutturale e una precisione di guida senza precedenti, mentre la carrozzeria zincata assicura resistenza ai segni del tempo e - particolare non trascurabile - tenuta di valore sul mercato dell'usato. 

Opel Astra (G)
Opel Astra (G)
Opel Astra (G)
Opel Astra (G)

Di questa Astra, Opel ha anche azzardato una sorta di "operazione Calibra", sebbene non ufficialmente: la versione Coupé, con i montanti (anteriori e posteriori) e il tetto che disegnavano un unico arco erano infatti un esplicito richiamo alla due porte Anni ’90, che però ottenne un successo di gran lunga superiore.

Nel 2004 le sospensioni attive

Nel 2004 il modello H di terza generazione, sviluppato sulla piattaforma Delta a differenza della precedente Astra G basata sul “vecchio” GM T-body, cambia profondamente dal punto di vista stilistico per ritornare a una configurazione a due volumi caratterizzata da forme e linee molto più sportive. 

Opel Astra (H)
Opel Astra (H)
Opel Astra (H)
Opel Astra (H)

La novità principale è l’arrivo dell’assetto a controllo elettronico, come optional. Il telaio attivo IDSPlus dispone infatti della regolazione attiva degli ammortizzatori (CDC), che coniuga comfort e agilità fra le curve: un'esigenza che si fa sentire in modo particolare sulla cattivissima OPC da 240 CV. L’Astra offre i fari anteriori adattivi e le 5 stelle EuroNCAP nei crash test. A fine carriera, nel 2009, sono 2,7 milioni le Astra "H" prodotte.

La "J" è l'Astra più grande mai prodotta

Spingersi oltre era impossibile e sarebbe stato controproducente. Sondaggi condotti da Opel fra i suoi clienti lo hanno indicato chiaramente: l'Astra del 2009 era fin troppo grande (442 cm di lunghezza).

Opel Astra (J)
Opel Astra (J)
Opel Astra (J)
Opel Astra (J)

Il modello J ha comunque il grande merito di portare nel segmento C tecnologie come il riconoscimento dei cartelli stradali (per evitare, per esempio, di infrangere inconsapevolmente i limiti di velocità), i fari anteriori con accensione automatica degli abbaglianti AFL+, oltre ad aver confermato l'assetto a controllo elettronico FlexRide.

I fari intelligenti  

La successiva K lanciata sul mercato nel 2015, ultima prodotta sotto la gestione GM, si caratterizza per le dimensioni e il peso più contenuti rispetto al modello precedente. La lunghezza dell’auto è inferiore di 5cm e grazie all’utilizzo di materiali più leggeri guadagna dai 120 ai 200 kg a seconda delle versioni in confronto alla J che sostituisce.

Opel Astra (K)
Opel Astra (K)
Opel Astra (K)
Opel Astra (K)

Rilevante, dal punto di vista delle dotazioni di sicurezza, è l'introduzione dei nuovi gruppi ottici con tecnologia a matrice di led IntelliLux, come optional. Il sistema prevede che gli 8 led presenti su ciascun faro vengano gestiti da una centralina elettronica che li regola singolarmente per non abbagliare chi proviene in senso opposto o chi precede.

Fotogallery: Opel Astra, tutte le serie e i modelli (1991-2015)