Camion in officina, servono meccanici 4.0
Un incontro ad Autopromotec ha evidenziato come nel settore ci sia disperato bisogno di operai specializzati ed esperti in meccatronica
Non più sporchi di grasso, ma professionisti specializzati in camice bianco. Il mestiere del meccanico cambia e per capire come l’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) ha organizzato con Autopromotec EDU un evento per circa 1.000 studenti, dedicato alle nuove frontiere dell’autoriparazione.
Mancano le risorse umane
In Italia ci sono circa 60mila imprese attive in questo comparto di cui circa 15mila nelle reti ufficiali. Un settore in crescita dove però mancano risorse. Quello che emerso, infatti, è come ci sia una grandissima richiesta di meccanici specializzati in elettronica (o meccatronica) in grado di "mettere le mani" sui veicoli industriali di nuova generazione, più sofisticati dal punto di vista dei contenuti tecnologici.
Servono 5.000 meccanici in 5 anni
"Nei prossimi 5 anni serviranno alle reti delle nostre imprese che costruiscono e assistono i veicoli industriali oltre 5.000 addetti specializzati”, ha affermato Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE. L’assistenza ai veicoli industriali, infatti, è oggi un ambito di lavoro nel quale la tecnologia, dedicata ai dispositivi antinquinamento e la sicurezza, ha raggiunto un grado molto alto di complessità.
In questo caso l'assistenza si effettua presso officine 4.0, con strumenti elettronici e sistemi di diagnostica tecnologicamente avanzati. Così come c’è stata un'evoluzione della professione del conducente di veicoli industriali, cosi il meccanico non è più quello in tuta sporca di grasso, un professionista in camice bianco.
Per fare il meccanico 4.0 serve studiare
La carenza di questo tipo di professionisti è anche figlia di un cultura che vede la professione del "meccanico" meno dignitosa di quelle che si possono raggiungere attraverso importanti titoli di studio. A prescindere che, oggi come oggi, un titolo di studio non offre nessuna garanzia di occupazione, questa visione è assolutamente sbagliata se consideriamo quanto detto.
Il settore post-vendita dei veicoli industriali non cerca "manovalanza", ma giovani tecnici scolarizzati e specializzati, ragazzi e ragazze che siano preparati a interagire, in futuro, con i più moderni sistemi che equipaggiano i mezzi di trasporto, visto che si pensa ormai in termini di guida autonoma.
Interazione fra le case e la scuola
Per risolvere il problema è dunque necessario fare sistema fra il mondo dell’istruzione e della formazione e le Case costruttrici. Per dare subito un’opportunità concreta ai presenti, l’UNRAE ha chiesto in tempo reale con un questionario online di candidarsi direttamente, presso le proprie Aziende associate, a stage di specializzazione e sono così state raccolte nel corso dell’evento numerose adesioni.
Si è trattato inoltre di un'importante occasione per comprendere quali aspetti del comparto possono attrarre i giovani verso la professione e per manifestare interesse a entrare nel mondo della riparazione dei veicoli industriali.
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