Si chiama GFG Style Bandini Dora, è lunga 4,8 metri e ha 2 motori elettrici per un totale di 544 e 680 Nm di coppia

A fine 2019 GFG Style, l’azienda di Giorgetto e Fabrizio Giugiaro (padre e figlio), ha presentato la GFG Style 2030, concept di una particolare sportiva capace di andare forte sia in pista sia in mezzo alla dune del deserto. Un prototipo che avrebbe dovuto mostrarsi dal vivo al Salone di Ginevra 2020 (che è comunque in corso sotto format digitale) assieme a un’altra novità dei designer italiani: la GFG Style Bandini Dora.

Un nome che riprende quello della Casa automobilistica emiliana nata nel 1946 e chiusa definitivamente nel 1992, famosa per la produzione di auto da corsa capaci di raccogliere numerosi successi negli Stati Uniti. La Bandini Dora è quindi un omaggio a Ilario Bandini e alle sue creazioni, specialmente quelle degli anni ’50.

Sicurezza ispirata alle corse

“Oggi è difficile concepire una Barchetta senza considerare l'evoluzione che c'è stata nel mondo delle auto per quanto riguarda la sicurezza” – spiega Giugiaro parlando dello stile della nuova barchetta– “Ispirandoci all’halo delle monoposto di Formula 1, abbiamo pensato di creare un’auto che avesse un parabrezza semplice, come si usava un tempo, senza rinforzi e che fosse il più lineare e leggero possibile. Così ho pensato ad una sovrastruttura esterna che si integrasse nella carrozzeria, con una accentuata funzione strutturale e protettiva sia per il guidatore che per il passeggero".

Fotogallery: GFG Style Bandini Dora

Una sportiva che unisce aspetti essenziali a linee molto movimentate e taglienti, con un montante laterale che parte dal passaruota anteriore e termina come elemento portante dell’ala posteriore. Lateralmente la GFG Style Bandini Dora appare molto schiacciata a terra, ancora più bassa dei suoi 115 cm di altezza. Una sportiva estremamente attaccata al suolo con una lunghezza da berlina media: 4,8 metri.

All’interno, al quale si accede attraverso 2 portiere con apertura a forbice, la semplicità la fa da padrona, con i 2 sedili divisi da un imponente tunnel centrale e un volante ultra tecnologico con monitor centrale ed altri dietro di esso: tra i quali quelli che mostrano le immagini riprese dalle 2 telecamere esterne montate al posto degli specchetti. Una barchetta essenziale nello stile, ma non nella tecnologia e che punta sull’esperienza di guida, con prestazioni di tutto rispetto.

Doppio motore

Sotto pelle c’è la stessa meccanica della 2030, vale a dire 2 motori elettrici sistemati uno per asse con potenza totale di 400 kW (544 CV) e 680 Nm di coppia. Ad alimentarli c’è un pacco batteria da 90 kWh sistemato sotto il tunnel centrale e dietro gli schienali dei sedili, per un’autonomia superiore a 450 km. I dati ufficiali dicono che la velocità massima è di 250 km/h mentre lo 0-100 km/h è questione di 3,3”.