Non solo le corse con la Brabham: la Casa di Arese di Cortesi e Chiti punta in alto con lo sviluppo della 177. Ecco la storia

Negli anni Settanta, il ritorno di Alfa Romeo in Formula 1 è stato segnato da due momenti importanti. Il primo è la fornitura dei motori 12 cilindri boxer per la scuderia Brabham di proprietà di Bernie Ecclestone. Il secondo, invece, è quello che vede la volontà di Carlo Chiti, uomo di punta dell'Autodelta - divisione sportiva del Biscione - sfidare persino l'opinione pubblica per far correre Alfa Romeo con una vettura di propria fabbricazione.

Alfa Romeo, in quegli anni, era infatti proprietà dello Stato, e l'investimento - ingente -  per le competizioni rischiava di non essere visto di buon occhio, specie in un periodo storico in cui l'Italia stava affrontando problemi tragici come il terrorismo. Eppure questo non ferma Carlo Chiti: ecco una nuova Storia di Motori.

L'ambizione è il più forte dei propulsori

Direttore generale dell'Autodelta, Chiti è colui che è dietro l'operazione Brabham. Parallelamente, però, nutre il sogno di far tornare l'Alfa a competere con una propria monoposto. Convince così Gaetano Cortesi, l'ad del brand, ad avviarne lo sviluppo nel 1976.

Il ritorno di Alfa negli anni Settanta

Chiti e Cortesi scelgono Vittorio Brambilla come pilota: un italiano al volante di un'italiana, una mossa che serve a legittimare l'operazione sportiva agli occhi della struttura politica italiana e dell'opinione pubblica.

Il frutto di questo lavoro culmina nel 1978 con la prima messa su strada, o meglio in pista, dell'Alfa 177 sul circuito di Balocco.

Il ritorno di Alfa negli anni Settanta

Il debutto è pronto per il Gran Premio d'Italia, ma qualche settimana prima della competizione Niki Lauda, che era proprio il pilota della Brabham che correva con motore Alfa, chiede di provare la vettura.La prova, e la boccia su tutta la linea. La macchina ha una serie di problemi, e questo comporta un danno aziendale che sfocia in una crisi politica, con addirittura un'interrogazione parlamentare.

Monza '78, quindi, salta: l'Alfa Romeo decide di non presentare la 177. In quella competizione, tra l'altro, Vittorio Brambilla resta coinvolto in un incidente che lo tiene lontano dalla pista per diversi mesi, tanto che deve essere sostituito allo sviluppo della monoposto. Viene quindi chiamato Bruno Giacomelli per portare avanti i test.

Il ritorno di Alfa negli anni Settanta

Il 13 maggio del 1979 è proprio Giacomelli a inaugurare la vettura in pista, e riesce a qualificarsi proprio affianco alla Brabham Alfa Romeo di Niki Lauda.

Il ritorno di Alfa negli anni Settanta

La stagione successiva, con la nuova monoposto, la 179, è di nuovo scontro tra Giacomelli e Lauda, che lasciano col fiato sospeso tutto il pubblico italiano in un tentativo di sorpasso ormai passato alla storia e conclusosi con un'uscita di pista alla variante Ascari.

Ma questa è un'altra storia.

Chi è Luca Dal Monte

Nato a Cremona, giornalista, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione Ferrari negli Stati Uniti e, successivamente, direttore della comunicazione di Maserati dal 2005 al 2015. Luca Dal Monte è autore, tra le altre opere, di La Scuderia (2009), Ferrari Rex - Biografia di un grande uomo del Novecento (2016) e de La Congiura degli innocenti (2019).

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