Combattere la burocrazia lenta dell'Italia. Questo è l'obiettivo del Decreto Semplificazioni, che vuole trasformare i procedimenti burocratici "da un percorso tortuoso a una strada a scorrimento veloce".

In particolare, il piano per il rilancio "Italia Veloce" approvato dal Consiglio dei Ministri prevede 130 opere suggerite direttamente dal MIT, il Ministero dei Trasporti, per un totale di quasi 200 miliardi di euro investiti. Il tutto per dare uno slancio alla ripresa italiana, dopo la crisi dovuta al Coronavirus.

Iniziare o riprendere i lavori

Il piano Italia Veloce ha un obiettivo fondamentale: ridurre la diseguaglianza delle infrastrutture fra nord e sud, e rendere più competitive le imprese del Bel Paese in Europa.

Sono previste 130 opere fra ferrovie, porti e strade, fra cui sono comprese anche "storiche" infrastrutture bloccate per motivi burocratici e giuridici ormai da anni. Per elencarne alcune:

  • Salerno-Reggio Calabria
  • Palermo-Catania-Messina
  • Pescara-Roma
  • Pescara-Bari
  • Genova-Ventimiglia
  • Venezia-Trieste
  • La Gronda
  • La 106 Ionica
  • Ampliamento della Salaria
  • Ampliamento della Pontina

A queste opere si aggiungono, citando il premier Giuseppe Conte, "le opere per Cortina e quelle di competenza di altri ministeri: sanità, dissesto idrogeologico, scuole, caserme, carceri e polizia".

Gare di appalto più rapide e senza commissari

Uno dei punti più salienti del nuovo Decreto è la regolamentazione degli appalti, resi più semplici e veloci. Ad esempio, fino a 150.000 euro non ci saranno gare di appalto - finora il limite era 40.000 euro - e i lavori saranno affidati direttamente alle ditte.

E ancora, tutte le stazioni appaltanti hanno ora poteri regolatori, quindi non è più necessario nominare un commissario per velocizzare il procedimento.

Detto questo, in caso di situazioni complesse, rimane possibile affidarsi a un commissario, ma il premier sottolinea che il tutto seguirà determinate e rigide norme sulla scia di quanto fatto per l'Expo e per il Ponte Morandi.

In più, il premier dice che "da ora in poi le opere e i cantieri non si bloccheranno": in sostanza, per gli interventi urgenti le stazioni appaltanti avranno l'obbligo di procedere e stipulare il contratto anche in presenza di contenzioso.

E infine, oltre al nuovo fondo statale destinato a ultimare i lavori, ci sarà un collegio tecnico per prevenire e risolvere eventuali problemi durante le fasi di lavoro, spesso causa di rallentamenti e blocchi alle opere.