Da noi non è mai arrivata e magari sarebbe passata inosservata, eppure ha lanciato la moda delle rievocazioni 10 anni prima della Mini

Sono passati 30 anni dalla commercializzazione della Figaro: il nome può dire poco in Europa, dove non è mai arrivata (eccezion fatta per pochissimi esemplari sbarcati nel Regno Unito), ma in Giappone ricordano bene questa divertente vetturetta e l'entusiasmo che ha suscitato.

Al di là della simpatia che può ispirare, la Figaro - sebbene non sia una riproposizione di un modello specifico - è considerata la capostipite di un filone, quello delle "auto revival", riedizioni o reinterpretazioni moderne di modelli classici, come la Volkswagen New Beetle, la MINI o la Fiat 500.

La genesi

La Nissan Figaro è il modello finale del programma Pike Cars, una serie di vetture dallo stile dichiaratamente ispirato al passato create per migliorare la percezione del marchio Nissan (anche se uscivano senza lo stemma della Casa) presso il grande pubblico.

Il costruttore giapponese all'epoca aveva infatti una buona reputazione sotto l'aspetto della qualità (in buona parte guadagnata dai robusti fuoristrada della famiglia Patrol e dai pick-up Navara), ma soffriva a causa di un’immagine poco frizzante.

Nissan Figaro Concept 1989

Le prime Pike Cars sono state la Be-1 e la Pao, basate sulla Micra di prima generazione. Una ricordava soprattutto la Mini Cooper, l'altra riprendeva alcuni elementi di Renault 4, Citroën 2 CV e Fiat 500, entrambe erano realizzate in serie limitata.

Su questa linea si è inserita la Figaro, che ha debuttato come concept car al Tokyo Motor Show del 1989 ottenendo subito un elevato apprezzamento: a fronte di una produzione prevista di 20.000 esemplari le richieste hanno superato quota 300.000, costringendo così Nissan a indire una lotteria per assegnare le auto, prodotte a partire dal 1991.

Nissan Figaro 1991

Lo stile

A decretare il successo della Figaro è stata certamente la linea: il frontale richiamava la Datsun Fairlady, piccola sportiva del '60, mentre la carrozzeria cabriolet con capote scorrevole e montanti fissi di profilo ricordava un po' anche la Autobianchi Bianchina Trasformabile ed era un inno alle linee semplici ed elementari delle vetturette francesi e italiane degli Anni '50. Non soltanto nelle forme e nelle dimensioni contenute, ma anche dentro, nel disegno e nel funzionamento dei vari interruttori e levette.

Nissan Figaro 1991

Anche i colori erano un evidente richiamo al passato, con sole quattro le verniciature disponibili, tutte rigorosamente pastello (verde smeraldo, azzurro, crema e grigio scuro), mentre la parte tecnica, ossia meccanica e dotazioni, erano contemporanei.

I motori erano quelli della Micra, compreso il 1.0 turbo da 75 CV, e gli equipaggiamenti estremamente completi con aria condizionata, servosterzo, alzacristalli elettrici, radio CD e rivestimenti in pelle.

Fotogallery: Nissan Figaro 1991