Proviamo a immaginare come saranno le nuove vetture italiane realizzate dell'ex capo dell’Advanced Design di Renault

Linee semplici ma filanti e mediterranee, e grande attenzione alla vivibilità a bordo grazie anche all'elettronica avanzata: potrebbero essere questi i tratti stilistici di François Leboine, che sarà il nuovo responsabile per il design di Fiat e Abarth a partire dal prossimo 1 giugno 2021, rispondendo direttamente a Jean-Pierre Ploué, capo del design dell’intero gruppo Stellantis.

Impossibile sapere adesso come saranno le prossime vetture; possiamo però formulare delle ipotesi sulla direzione che prenderà il design di due brand italiani così popolari e importanti, guardando anche alle esperienze precedenti di Leboine, alla storia e alla caratteristiche dei marchi, e all'integrazione con il gruppo Stellantis, nato dall'unione di PSA e FCA.

Una carriera in Renault

Laureato al Royal College of Art, Leboine proviene dal gruppo Renault nel quale ha lavorato a partire dal 1999, vivendo il passaggio dal coraggioso design di Patrick Le Quément alla nuova identità voluta da Laurens van den Acker nel 2009.

Fin dal suo ingresso in Renault, ha seguito diversi progetti di vetture: per esempio, in tempi diversi, Mégane II tre volumi, il programma Mégane III, l’elaborazione della concept elettrica Twizy, oppure il rinnovamento delle monovolume, in particolare la grande Espace.

Il designer dei prototipi

Come capo del design degli esterni, Leboine ha collaborato alle forme di Renault Clio e Captur, e di Dacia Sandero. A partire dal 2018 è quindi diventato responsabile dell’Advanced Design: in questo ruolo, che tuttora ricopriva, ha firmato concept car importanti, come per esempio la tecnologica Morphoz, o la recentissima Renault 5 Prototype.

Concetto Renault Morphoz
Renault Morphoz concept
Renault R5 Prototype, la nuova elettrica che guarda alla tradizione
Renault R5 Prototype

Quest’ultima è in qualche modo un simbolo del rilancio Renault, come lo è stata la Fiat 500 per Fiat: un retro-design basato su un modello iconico della casa francese, con motorizzazione elettrica e con un’immagine molto forte, importante per le future strategie del marchio.

A questo proposito, una curiosità: anche Roberto Giolito, responsabile per anni del design Fiat, proveniva dall'Advanced Design della Casa, dove venne ideata la Trepiùno, da cui derivò l'attuale 500.

Due marchi ben caratterizzati

Certamente, oggi pensare a un responsabile unico delle forme di un'auto è impensabile: nelle auto di produzione, il capo del design si affida ad un completo e complesso team di progettazione, che non è solo il creatore di una bella forma ma tiene conto di numerosi parametri e vincoli.

Intanto, ogni marchio ha sicuramente la sua storia, che si concretizza in forme specifiche. Fiat, per esempio, ha prodotto utilitarie e auto da famiglia con attenzione alla meccanica e alle doti stradali, ma anche alla praticità e ai costi di gestione.

C'è però anche un lato più esplicitamente sportivo, senza arrivare alle supercar: Fiat produceva berline da famiglia che vincevano nei rally, così come interessanti coupé e spider dai prezzi relativamente abbordabili. L'apice della sportività viene raggiunto con il marchio Abarth, fatto rinascere a nuova vita nel 2007.

Fiat e Abarth proiettate verso il futuro

Come Renault ripropone la 5 elettrica, così Fiat ha già il suo modello-immagine elettrico, l'ultima Fiat 500; inoltre, il prototipo Centoventi potrà costituire la base per una vettura elettrica di larga diffusione, una sorta di nuova Panda ma ancora più estesa nelle dimensioni, e con soluzioni innovative e modulari.

Le esperienze di Leboine, soprattutto sulla recente concept Morphoz, potranno portare a sviluppi come l'integrazione avanzata della propulsione elettrica, ma anche l'evoluzione dell'elettronica di bordo e della connettività, per arrivare a una sempre migliore vivibilità dell'abitacolo attraverso soluzioni innovative, anche se in maniera idonea ad un'auto di serie.

Tra famiglia e sportività

E le forme? Non possiamo sicuramente saperlo: se guardiamo Opel, l'arrivo di PSA ha rimarcato l'identità stilistica e filosofica del marchio tedesco, grazie all'abilità del centro stile, con una condivisione di pianali (francesi) sempre più estesa, in modo da ridurre anche i tempi e i costi di progettazione e produzione.

Se Fiat, attraverso le indicazioni di Olivier François e del gruppo Stellantis, manterrà quindi la filosofia storica, potremmo avere auto molto incentrate sull'abitacolo, partendo dalla "scatola" come Panda (o Centoventi), o dall'uovo come nelle creazioni storiche di Giacosa. Guardando gli attuali pianali in produzione, immaginiamo forme semplici, con qualche elemento evocativo soprattutto di dettaglio.

Accanto a queste, potrebbero però nascere vetture più profilate e ricercate aerodinamicamente: automobili dalle forme sportive, anche elettriche, semplici, compatte, belle da vedere e da guidare, e dal prezzo competitivo. In questo senso, Abarth è un marchio perfetto per questa operazione: pensiamo alla recente operazione sulla 1000 SP del ventunesimo secolo.

Abarth 1000 SP 2021

Si completa l'organigramma di Stellantis

La nomina di François Leboine rientra nel quadro di definizione dei ruoli del gruppo Stellantis, voluta dal CEO Tavares. Intanto sono stati nominati i Country manager per l'Italia, ance per i singoli marchi, e i CEO dei singoli brand, con Olivier François che rimane in Fiat-Abarth, Jean-Philippe Imparato per Alfa Romeo e Luca Napolitano per Lancia.

A questo si aggiungeranno le nomine sul design, dopo aver scelto il responsabile di tutto il gruppo, Jean-Pierre Ploué, ex-PSA: se Leboine guiderà Fiat, si attende la nomina dei responsabili degli altri marchi. Come Alfa Romeo, che potrebbe essere affidata ad Alejandro Mesonero-Romanos, anche lui proveniente da Renault-Dacia, ma con un passato importante in Seat.