C'era un tempo in cui il Salone di Ginevra rappresentava l'appuntamento cardine del mondo dell'auto, una kermesse in un territorio neutrale per definizione capace di richiamare costruttori, carrozzieri e preparatori da ogni parte del mondo.

Ginevra era una certezza per tutti, anche quando altri auto show hanno iniziato a soffrire a causa della digitalizzazione e di nuove tipologie di eventi fisici, magari all'aria aperta.

Poi è arrivata la pandemia che ha sparigliato le carte in tavola. Nel 2020 il Salone-salotto buono è stato rimandato al 2021 e poi all'anno successivo. Oggi è arrivato il terzo rinvio: il Salone di Ginevra 2022 non si farà, con un nuovo appuntamento fissato sulla carta al 2023.

Ma a questo punto potrebbe essere lecito metterne in dubbio la sopravvivenza.

Il comunicato ufficiale

La decisione di cancellare il GIMS 2022 è stata presa nell'interesse delle case automobilistiche e degli appassionati di automobili. Le questioni dirette e indirette relative alla pandemia COVID-19 in corso hanno lasciato gli organizzatori senza alternative. Da un lato, le questioni dirette della pandemia includono continue restrizioni di viaggio per espositori internazionali, visitatori e giornalisti. D'altra parte, le questioni indirette della pandemia, come la carenza di semiconduttori, hanno presentato ai produttori di automobili nuove priorità che devono risolvere in fretta. Questi problemi hanno portato a diverse cancellazioni recenti, e alla conferma finale del rinvio del salone.

Con queste parole si apre il comunicato stampa degli organizzatori, che giusto una settimana fa avevano annunciato la presenza di 60 marchi al Salone di Ginevra 2022, tra i quali però non figurava nessun brand del Gruppo Stellantis, assente anche allo scorso Salone di Monaco.

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Un brutto colpo per il mondo dell'auto e per quello che era l'unico grande appuntamento a cadenza annuale, mentre Parigi e Francoforte (ora passato in quel di Baviera) si palleggiavano edizioni tra anni pari e anni dispari.

Tutti i tentativi fatti

A entrare nel dettaglio è Maurice Turrettini, presidente del comitato permanente del Salone Internazionale dell'automobile

Abbiamo spinto molto e provato di tutto per riattivare il Salone internazionale dell'automobile di Ginevra nel 2022. Nonostante tutti i nostri sforzi, dobbiamo affrontare i fatti e la realtà: la situazione pandemica non è sotto controllo e si presenta come una grande minaccia per un grande evento indoor come il GIMS. Ma vediamo questa decisione come un rinvio, piuttosto che una cancellazione. Sono fiducioso che il Salone Internazionale dell'Automobile di Ginevra tornerà più forte che mai nel 2023

Non si vuole parlare quindi di cancellazione ma di un ennesimo rinvio all'anno successivo, come ormai avviene da 2 anni a questa parte. Un continuo spostare in là la data di riapertura che ha messo in crisi le casse del Salone, costringendo gli organizzatori a cedere tutto il pacchetto alla Palaexpo SA, proprietaria della fiera di Ginevra. 

Alle parole di Turrettini si aggiungono poi le dichiarazioni di Sandro Mesquita, CEO del Salone Internazionale dell'Automobile di Ginevra

Molti espositori hanno indicato che le incertezze causate dalla pandemia COVID-19 rendono loro impossibile prendere un impegno per il GIMS 2022. A questo si aggiunge l'impatto negativo che l'attuale carenza di semiconduttori ha sui produttori di automobili. È probabile che la crisi dei chip si trascini fino al prossimo anno, con implicazioni finanziarie negative per gli OEM. In questi tempi incerti, molti marchi non sono quindi in grado di impegnarsi a partecipare a una fiera che si sarebbe svolta tra poco più di quattro mesi

Se quindi la crisi dei chip, legata a doppio filo alla pandemia, potrebbe - come sostengono alcuni - nel 2022 anche il Salone di Ginevra 2023 potrebbe essere già a rischio e con lui tutte gli altri eventi legati al mondo dell'auto.  

Il Salone di Ginevra tornerà davvero?

La domanda è più che legittima ed è ancora presto per rispondere con sicurezza. Da qualche parte sollevano dubbi sugli effettivi motivi della cancellazione dell'edizione 2022, parlando di problemi con l'affitto degli spazi. 

Di certo c'è che con la pandemia ogni tipo di grande evento è stato ridimensionato e se appuntamenti sportivi, che contano su forti sponsorizzazioni e ritorni commerciali grazie alla trasmissione in streaming o TV (come ad esempio Olimpiadi, Europei e Mondiali di calcio) possono ancora avere basi economiche per resistere, i saloni dell'auto devono ripensare format e budget per essere nuovamente sostenibili e di appeal.

Sperando che non arrivino nuove crisi a minare i terreni che già franano sotto i piedi. Pardon, le ruote.