È stato presentato a Roma il “Rapporto sulla Sicurezza stradale 2021” pubblicato da Dekra Italia, divisione della società tedesca specializzata nel testing e nella certificazione. Il report di quest’anno punta la lente soprattutto sulla mobilità della terza età.

Il perché di questo focus ha un motivo ben preciso: negli ultimi anni, circa il 29% degli incidenti mortali sulle strade dell’Unione europea ha coinvolto gli over 65, con le stime per il 2050 che parlano di una crescita al 33%.

Considerando anche i pedoni e i ciclisti, il bilancio di oggi si fa più pesante e si attesta intorno al 50% delle vittime. Come se la cava l’Italia?

Tra sesto e secondo posto

Come forse alcuni sanno, il nostro Paese è il più anziano nel mondo insieme al Giappone: su circa 60 milioni di italiani, gli ultra 65enni rappresentano il 22,6% della popolazione, contro un 20% circa della media europea. Gli over 75 sono invece l’11% (dati Istat aggiornati al 1° gennaio 2019 e riportati da Dekra).

Numeri che sembrano riflettersi anche sui casi di incidenti e sul tasso di mortalità. L’Italia è stata il sesto Paese al mondo (tra quelli considerati nell’analisi di Dekra) in rapporto alle vittime con più di 65 anni causate da sinistri nel 2018, con 3.334 morti totali, di cui 1.061 anziani (32%). Fanno percentuali peggiori solo Giappone, Corea del Sud, Svizzera, Svezia e Portogallo, con la Germania che pareggia i conti. Qui, invece, i dati sugli incidenti nel 2020.

  1. Giappone: 57%
  2. Corea del Sud: 44,5%
  3. Svizzera: 40%
  4. Svezia: 37%
  5. Portogallo: 33,5%
  6. Italia e Germania: 32%
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Ci classifichiamo addirittura quinti contando solo gli automobilisti (448 vittime over 65 su 1.423 totali, pari al 31,5%) o i ciclisti (112 vittime over 65 su 219 totali, pari al 51,1%) e secondi guardando i pedoni (364 vittime over 65 su 612 totali, pari al 59,5%).

Automobilisti

  1. Giappone: 52,4%
  2. Svezia: 39,9%
  3. Svizzera: 35%
  4. Portogallo: 33%
  5. Italia: 31,5%

Ciclisti

  1. Austria: 70%
  2. Giappone: 66,5%
  3. Corea del Sud e Svezia: 60,9%
  4. Germania: 52%
  5. Italia: 51,1%

Pedoni

  1. Giappone: 71,5%
  2. Italia: 59,5%

Le ragioni di un’incidenza così alta sono diverse. Non solo i “deficit fisici e cognitivi dovuti all’invecchiamento”, ma anche il fatto che “le persone anziane sono più mobili rispetto ai decenni precedenti e partecipano attivamente alla circolazione stradale fino in età avanzata”. E questo può essere pericoloso sia per sé che per gli altri.

Le soluzioni

Ecco perché Angelo Sticchi Damiani, presidente di Aci, propone di “dotare le autovetture condotte dagli anziani di sistemi Adas, che assistono il conducente alla guida” e vanno prescritti “in occasione delle periodiche visite per il rinnovo della patente, un po’ come la prescrizione dell’uso di lenti”. Senza dimenticare che il controllo “deve comunque accertare uno stato psico-fisico idoneo alla guida”.

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Concorda Toni Purcaro, Chairman Dekra Italia e vicepresidente esecutivo del Gruppo: “È necessario adottare contromisure efficaci e sostenibili per favorire un miglioramento significativo della sicurezza stradale nella terza età. In tal senso, il Rapporto individua una serie di proposte a supporto di una strategia proattiva che comprenda tutte le modalità di spostamento”.

La presentazione dello studio è stata occasione per consegnare il Dekra Safety Award 2021 a Pasquale Stanzione, Garante per la protezione dei dati personali, che ha dichiarato: “Il tema della mobilità nella terza età risponde alle finalità del Garante, ovvero la tutela delle persone più fragili. La protezione dei dati è sempre più importante”.

Dekra Road Safey Report 2021