Sei mesi, metà anno. Tempo di tirare le prime somme e di approfondire indicazioni che ora sono più consistenti. I dati Acea sulle immatricolazioni in Europa (Eu+Efta+UK) nel periodo gennaio-giugno 2023 offrono quindi un interessante spaccato di come sta andando il mercato dell'auto.

Il risultato complessivo (+17,6%) lascia subito capire che la crescita è stata sostanziosa, sia pure rispetto a un periodo particolarmente negativo come il primo semestre del 2022. Quello che però balza rapidamente all'occhio, esaminando il trend dei gruppi e dei singoli marchi, è la loro differente velocità di recupero.

Stellantis cresce meno di altri grandi gruppi

Ed è Stellantis la galassia che fa peggio di (quasi) tutti, almeno considerando gli attori che sul mercato hanno una massa critica di rispetto. Le immatricolazioni del gruppo guidato da Carlos Tavares sono salite nel semestre del 5,3%. Bene, in assoluto. Molto meno se si considera che la crescita è stata praticamente di un quinto inferiore rispetto a quelle messe a segno da Volkswagen (+25,4%) e Renault (+24,1%). 

Carlos Tavares

Carlos Tavares, ad del gruppo Stellantis

Oliver Blume, ceo Volkswagen Group

Oliver Blume, ad di Volkswagen Group

Conseguentemente, Stellantis ha visto la sua quota di mercato ridursi di due punti percentuali, dal 19,4% al 17,4%, con 1,145 milioni di vetture, a differenza di tedeschi (da 24,2% a 25,8% a poco meno di 1,702 milioni di auto) e francesi (da 9,3% a 9,8%, ancora distanziati a 648 mila veicoli) che, sempre nel raffronto tra primo semestre 2023 e lo stesso periodo del 2022, hanno invece incrementato la cosiddetta market share.

Bene Alfa Romeo, Maserati e Tesla

Analizzando i dati all'interno del gruppo Stellantis emergono alcune criticità: Fiat (+ Abarth) in assoluto è uno dei pochi brand con il segno meno (-4,2%) e supera di pochissimo le 200 mila macchine vendute. Forse l'attesa per la Fiat 600 ha frenato le immatricolazioni di auto della Casa torinese. Negativo anche il risultato di Citroen, a -0,6%.

Di tutt'altro tenore la crescita percentuale (su numeri assoluti però molto più bassi) registrata da Alfa Romeo (+108,5%) per merito soprattutto della Tonale e Maserati (+102,8%), accorpata da Acea con Dodge e Ram.

In pista coi 280 CV dell’Alfa Romeo Tonale plug-in hybrid Q4

Alfa Romeo Tonale

Maserati Grecale Modena

Maserati Grecale

Si tratta di aumenti inferiori solo all'annunciato boom di Tesla, in particolare della Model Y, che ha fatto segnare nel semestre un +117,4%, ma con un numero di unità vendute molto superiore nei confronti di Alfa e Maserati (186.066 macchine contro, rispettivamente, 27.299 e 5.229).

Tesla Model Y

Tesla Model Y

Un buon semestre anche per Mazda, Suzuki e Nissan

Detto che Toyota è salita del 12,8%, Ford del 6,6%, BMW del 9,7% e Mercedes del 7,73%, va evidenziato un quintetto che è cresciuto ampiamente sopra la media: Mazda (+43,7%), Suzuki (+36,1%), Nissan (+26,9%), Volvo (+20,5%) e Jaguar Land Rover (+19,5%).

Passando ai pochi segni meno, i dati Acea mostrano una discesa repentina di Mitsubishi (-33,7%) e Honda (-22,9%). Tra i brand catalogati all'interno dei gruppi, perdono terreno (oltre a Fiat e Citroën) la Jaguar, a -9,7% e la smart, a -3,9%.