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Perché la Renault Twingo elettrica è nuova ma guarda al passato

L'ultima Renault Twingo rimette al centro stile, proporzioni e praticità urbana con un linguaggio molto familiare

Perché la Renault Twingo elettrica è nuova ma guarda al passato
Foto di: Motor1.com

La nuova Renault Twingo elettrica non nasce per stupire, ma per ricordarci perché ci ricordiamo la prima. Una citycar piccola, amichevole e funzionale, con proporzioni che mettono le persone al centro: vetro ampio, cofano corto, ruote ai quattro angoli, volumi pieni e morbidi. L’elettrico qui non è una trovata tecnologica, ma la conseguenza naturale di un progetto urbano, costruito intorno a spazio, semplicità e movimento.

Osservandola, si avverte la coerenza di una linea che non ha bisogno di apparire “grande” per sembrare moderna. La Twingo elettrica è un ritorno di stile: profilo monovolume, luci sporgenti, superficie vetrata ampia e un abitacolo luminoso.

È la Renault che guarda al futuro partendo dal proprio passato, come già accaduto con la R4 e la R5, ma qui il legame con l’originale è più diretto, quasi dichiarato.

One-box, proporzioni intelligenti

La nuova Twingo mantiene lo spirito della prima: una piccola monovolume urbana.

 

L’architettura resta compatta (3,79 m di lunghezza), ma il passo allungato e il cofano corto permettono di ampliare l’abitacolo e conferire un equilibrio naturale alla linea. Il frontale è più basso rispetto alle attuali citycar, un dettaglio reso possibile dalla piattaforma elettrica AmpR Small e dall’assenza del motore tradizionale: questo libera spazio e alleggerisce visivamente l’insieme.

Rispetto alla Twingo del 1992, disegnata sotto la direzione di Patrick Le Quément, il montante anteriore arretra leggermente per rispondere alle norme di sicurezza, ma un inserto nero ne ricrea l’illusione ottica del parabrezza “tutto avanti”.

Renault Twingo, dal 1993 al 2025

Renault Twingo,1992

Foto Di: Renault
Renault Twingo, dal 1993 al 2025

Renault Twingo, 2025

Foto Di: Renault

È un piccolo trucco di design che riporta la freschezza del progetto originale senza copiarlo. Il risultato è un equilibrio raro, che restituisce alla carrozzeria compatta un’immagine di simpatia e precisione formale.

Renault Twingo E-Tech Electric (2026)

La vista ravvicinata del frontale, con gli elementi simbolici e i fari sporgenti

Foto di: InsideEVs
Renault Twingo E-Tech Electric (2026)

Vista laterale, con le cinque porte, il profilo da monovolume, il lunotto sporgente e il passo lungo

Foto di: Renault

Nel percorso tra la prima Twingo e quella di oggi, le generazioni successive hanno seguito strade differenti. La seconda serie, più convenzionale e con proporzioni da piccola berlina, aveva attenuato l’audacia monovolume originaria; la terza, sviluppata insieme a smart e con motore posteriore e pianale alto, aveva privilegiato la compattezza tecnica più che la spaziosità.

Renault Twingo, dal 1992 al 2025

Renault Twingo, 2007

Foto Di: Renault
Renault Twingo, dal 1992 al 2025

Renault Twingo, 2014

Foto Di: Renault

La nuova Twingo, pur interamente elettrica, riporta invece al centro la somiglianza con la prima, ma anche una precisa filosofia: abitabilità, semplicità e un linguaggio formale immediatamente riconoscibile.

Fari, coda e dettagli che raccontano una storia

Il linguaggio della nuova Twingo è fatto di citazioni sottili. I fari anteriori, arrotondati e leggermente sporgenti, richiamano il “volto” della prima generazione, reinterpretato con linee più nette e tecnologia LED, che disegnano solo il contorno lasciando la parte interna nel colore della carrozzeria.

La piccola “bocca” anteriore non ha più una funzione di raffreddamento, ma diventa un segno grafico, come i tre segni sul cofano a sinistra del cofano, in alto, eredi delle prese d'aria originarie. Anche i parafanghi ampi e la base delle porte rimandano al mondo dei primi anni Novanta, quando la Twingo aveva ridefinito il concetto stesso di auto compatta: ora però le porte sono cinque, per una migliore accessibilità.

Renault Twingo E-Tech Electric (2026)

Tre-quarti posteriore: lunotto con cornice nera e fanali sporgenti con LED ad arco
 

Foto Di: Renault
Renault Twingo E-Tech Electric (2026)

I fari sporgenti, che richiamano la forma degli originali

Foto Di: Renault

La coda è forse la parte più originale: il lunotto, di fatto un rettangolo arrotondato, è incorniciato da una fascia nera che amplifica la sporgenza del vetro e richiama l’effetto “tutto vetro” del modello del 1992. I gruppi ottici posteriori, anch’essi sporgenti, disegnano una mezzaluna luminosa che continua idealmente la grafica dei fari anteriori. È un gioco di pieni e vuoti che modernizza l’idea di leggerezza e simpatia.

Dentro è ancora Twingo

All’interno, la Twingo elettrica riprende l’impostazione semplice e funzionale della prima serie.

Renault Twingo, dal 1992 al 2025

Renault Twingo 1992, gli interni

Foto di: Renault

La plancia, cilindrica e sospesa, crea una sensazione di apertura e continuità; i sedili posteriori sono indipendenti e scorrevoli, come nel modello originale, e permettono di scegliere tra più spazio per le gambe o un bagagliaio fino a oltre 1.000 litri.

Il sedile del passeggero anteriore abbattibile estende la lunghezza di carico fino a due metri, mentre i numerosi vani portaoggetti distribuiti in abitacolo (oltre 19 litri totali) riprendono la filosofia dello spazio da utilizzare al massimo.

Il design interno è semplice ma curato: elementi circolari ripetuti, materiali in tinta carrozzeria, pulsante rosso d’emergenza al centro della plancia come citazione diretta della Twingo I. È una combinazione di memoria e funzionalità, con l’aggiunta delle tecnologie contemporanee: doppio schermo OpenR e interfaccia Google integrata.

Renault Twingo E-Tech Electric (2026)

Plancia più doppio schermo OpenR 7”+10”: tanti omaggi alla prima Twingo con il linguaggio di oggi
 

Foto Di: Renault
Renault Twingo E-Tech Electric (2026)

Sedili posteriori singoli e scorrevoli per ottimizzare gli spazi

Foto Di: Renault

Passato, futuro e il rischio della semplicità

La Twingo elettrica è parte di una strategia precisa di Renault. A firmare la nuova Twingo elettrica è il team di Paula Fabregat-Andreu, sotto la supervisione di Laurens van den Acker, Chief Design Officer del Renault Group; il progetto è nato nel periodo di direzione di Gilles Vidal e ha mantenuto coerenza con lo studio Twingo Legend, sviluppato con il contributo di Sandeep Bhambra e Sabine Marcelis.

Questo gruppo di design è responsabile delle reintepretazione elettrica di R5 ed R4, ed è la Twingo a chiudere simbolicamente la trilogia del ritorno: tre icone del marchio che hanno rappresentato, in modi diversi, una rivoluzione popolare. Ma tra queste, la Twingo è quella che all’epoca appariva già proiettata nel futuro; per questo il suo richiamo oggi è più diretto e naturale.

Riprendere un concetto del passato è però un atto complesso. Può suscitare emozione e fiducia, o risultare forzato se non accompagnato da coerenza tecnica e culturale. Renault ha scelto di farlo con misura, puntando su una forma che comunica serenità e familiarità, in un tempo in cui la tecnologia spesso impone distanza, e la realtà è piena di incertezze.

Fotogallery: Renault Twingo E-Tech Electric (2026)