La prima monovolume italiana compie 70 anni
Ripercorriamo la storia della Fiat 600 Multipla, nata nel 1956 e capace di diventare una vera icona per famiglie e taxi
Quando si parla di monovolume moderne, il pensiero corre spesso a modelli come la Renault Espace. Tuttavia, le radici di questa categoria affondano molto più lontano nel tempo e portano direttamente all'Italia del dopoguerra.
Tra le automobili più innovative e visionarie della sua epoca spicca infatti la Fiat 600 Multipla, un modello che nel 2026 celebra i suoi 70 anni dalla presentazione ufficiale e che viene considerato da molti appassionati come una delle prime vere monovolume della storia.
Il progetto
La 600 Multipla debutta nel 1956 al Salone di Bruxelles, suscitando immediatamente curiosità e stupore. In un periodo in cui le vetture erano caratterizzate da cofano lunghi e abitacoli relativamente compatti, la Fiat propone una soluzione completamente diversa. La carrozzeria dalle forme quasi verticali e dall'aspetto insolito privilegia infatti lo spazio interno rispetto all'estetica tradizionale, anticipando concetti che sarebbero diventati comuni soltanto diversi decenni più tardi.
Fiat 600 Multipla (1956-1967)
Le sue origini sono strettamente legate alla 600, l'utilitaria progettata dall'ingegnere Dante Giacosa e lanciata nel 1955. Questa piccola berlina rappresenta uno dei simboli della motorizzazione di massa italiana, offrendo una soluzione economica e affidabile a migliaia di famiglie. Proprio partendo dalla sua piattaforma tecnica, caratterizzata da motore e trazione posteriori, Giacosa sviluppa un progetto rivoluzionario destinato a massimizzare lo spazio disponibile.
Spaziosissima come poche
L'idea è semplice quanto innovativa: spostare in avanti l'abitacolo eliminando il tradizionale cofano anteriore. Grazie a questa configurazione, la 600 Multipla riesce ad avere un interno sorprendentemente spazioso pur mantenendo una lunghezza contenuta di appena 3,53 metri. L'abitacolo è organizzato su tre file di sedili e poteva accogliere fino a sei persone, una capacità eccezionale per una vettura così compatta.
Fiat 600 Multipla, il frontale
Uno degli aspetti che decretano il successo della Multipla è la sua straordinaria versatilità. Le quattro porte, comprese quelle anteriori incernierate posteriormente, facilitano l'accesso all'abitacolo. Ancora più interessante era la possibilità di ripiegare completamente le file posteriori, ottenendo una superficie di carico piatta lunga quasi due metri. Fiat arriva persino a promuovere la vettura come una sorta di mini-camper, capace di trasformarsi in uno spazio utilizzabile per il riposo durante i viaggi.
Un mezzo di servizio
Questa flessibilità rende la 600 Multipla particolarmente apprezzata sia dalle famiglie sia dai professionisti. In Italia trova rapidamente impiego come veicolo commerciale leggero, mezzo di servizio aziendale e trasporto per attività artigianali. Persino Abarth utilizzò alcune Multipla per supportare le proprie iniziative promozionali e sportive. Dalla sua struttura derivarono inoltre veicoli commerciali come la 600 T e successivamente l'850 T, oltre a numerose varianti speciali tra cui furgoni, pick-up, minibus e ambulanze.
La Fiat 600 Multipla usata per le Olimpiadi di Roma del 1960
Fiat 600 Multipla (1956-1967)
Un ruolo fondamentale nella popolarità del modello è però quello svolto come taxi. Negli anni del boom economico italiano, la Multipla diventa una presenza familiare nelle strade di città come Roma, Milano e Torino. Per il servizio pubblico vengono adottate configurazioni specifiche, col sedile anteriore del passeggero sostituito da un pratico vano per i bagagli e il tassametro installato sulla plancia. La caratteristica livrea bicolore, con tetto nero e parte inferiore verde scuro, contribuisce a renderla uno dei simboli della mobilità urbana italiana degli anni '50 e '60.
I segreti tecnici e le imprese
Dal punto di vista tecnico, le prime versioni sono equipaggiate con un motore quattro cilindri da 633 cm³ capace di sviluppare 22 CV. Nel 1960 arrivò l'aggiornamento con la Fiat 600 D Multipla, dotata di un propulsore da 767 cm³ e 29 CV. Le prestazioni migliorano sensibilmente, consentendo di raggiungere una velocità massima di circa 105 km/h, mantenendo però consumi e costi di esercizio particolarmente contenuti.
La produzione prosegue fino al 1967, anno in cui vennero realizzati complessivamente circa 240.000 esemplari.
Ancora oggi la Fiat 600 Multipla continua a suscitare interesse tra collezionisti e appassionati. Alcuni esemplari storici hanno affrontato lunghi viaggi avventurosi, dimostrando la sorprendente robustezza del progetto. Tra le imprese più note figurano una traversata di oltre 37.000 chilometri lungo l'antica Via della Seta, spedizioni fino a Capo Nord e persino un impegnativo percorso invernale lungo la Transiberiana da Mosca a Vladivostok.
Per celebrare il 70esimo anniversario del modello, l'Heritage Hub di Torino dedica alla 600 Multipla una mostra speciale che ripercorre la storia di questa vettura attraverso documenti originali, disegni tecnici, prototipi e modelli storici. Tra i pezzi più interessanti spicca un raro modello di controllo in legno di mogano utilizzato durante lo sviluppo della carrozzeria, oltre a esemplari perfettamente restaurati, taxi storici e versioni impiegate dai Carabinieri.
Fotogallery: Fiat 600 Multipla (1956-1967)
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