Peccato! Il V8 biturbo della Defender Octa perde quasi 100 CV
La Land Rover Defender Octa subisce un importante depotenziamento per rispettare le più recenti norme sulle emissioni, ma non ovunque
Land Rover non ha scelta: deve “addomesticare” il motore del Defender Octa per rispettare normative sulle emissioni più severe. In Europa e in alcuni altri mercati, l’unità di origine BMW perde una quota significativa di potenza.
In precedenza il V8 biturbo da 4,4 litri erogava ben 626 CV, ma ora non è più così. I tecnici hanno ridotto la potenza dell’otto cilindri bavarese di 93 CV, portando la potenza a 533 CV.
Meno potenza, un po' meno scatto
Come prevedibile, le prestazioni ne risentono. Lo scatto 0-100 km/h richiede ora 4,4 secondi, cioè 0,4 secondi in più rispetto a prima. C’è però un aspetto positivo. La Land Rover Defender Octa continua a sviluppare 750 Nm di coppia, quindi il taglio riguarda solo i cavalli per rispettare lo standard emissivo Euro 6e-bis. Anche se è meno “esplosivo” di prima, il V8 mild hybrid ora offre un timbro più profondo dopo l’intervento dei tecnici Land Rover sull’impianto di scarico, pensato per una sonorità più incisiva.
Land Rover Defender Octa (2026), la prova di Motor1.com
Il declassamento del V8, che rientra negli aggiornamenti tecnici 2027 di Defender, non sorprende del tutto. All’inizio di quest’anno, la stessa BMW ha dovuto depotenziarlo sulla M5 europea per adeguarsi a standard sulle emissioni più stringenti. In quel caso, però, l’otto cilindri ha perso “solo” 41 CV, contro i 93 CV del Defender. BMW ha potuto compensare la minore potenza del termico aumentando il contributo del motore elettrico, lasciando invariata la potenza di sistema. Qui non accade, perché l’OCTA adotta una configurazione solo V8 e non una meccanica ibrida plug-in.
Un motore già pronto per il prossimo decennio
Vale la pena ricordare che il V8 S68 di BMW alimenta anche altri due modelli Land Rover: Range Rover e Range Rover Sport. Il motore è già stato sviluppato per rispettare la futura normativa Euro 7, assicurandosi un orizzonte lungo, probabilmente fino a buona parte degli anni 2030. I prossimi modelli a ricevere questo V8 saranno, il prossimo anno, le versioni M Performance del nuovo X5 e della Serie 7 aggiornata, oltre alla seconda generazione della X7.
Anche se in Europa il V8 può sembrare una specie in via d’estinzione, stretta tra regolamenti sulle emissioni sempre più severi, non è destinato a scomparire senza combattere. Oltre a BMW, marchi premium come Porsche e Mercedes prevedono di mantenere in vita i loro motori a combustione più grandi anche nel prossimo decennio. Persino il V12 montato su Rolls-Royce e Maybach non sembra vicino alla pensione.
Resta comunque probabile il declino dei grandi motori a combustione, soprattutto in Europa. Le Case che vendono auto nel continente devono ridurre le emissioni medie di flotta di CO2 del 90% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2021. Questo renderà sempre più difficile giustificare i motori più assetati nella seconda metà del prossimo decennio, a meno che i costruttori non riescano a compensarne l’impatto vendendo un numero sufficiente di EV.
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