Quel dettaglio del profilo che cambia il carattere dell'auto
Si chiama montante C, ma racconta molto più di quanto sembri: dalla Golf alla Renault 5, basta guardarlo per riconoscere un'automobile
Ci sono automobili che riconosciamo all'istante anche senza vedere il frontale o il marchio sul cofano: basta un veloce sguardo di profilo e sappiamo già di quale modello si tratta. Il merito, spesso, non è della linea del tetto o dei fari, ma di un dettaglio molto meno appariscente.
Quel dettaglio è il montante C, l'elemento che collega il tetto alla parte posteriore della carrozzeria. Non sempre è immediatamente al centro dell'attenzione, eppure è uno dei punti nei quali il designer decide il carattere dell'automobile: può renderla più elegante, più sportiva, più robusta o addirittura più spaziosa, cambiando pochissimi centimetri di lamiera e vetro.
La firma nascosta della Golf
Fra tutte le automobili europee, poche hanno mantenuto una personalità così coerente come la Volkswagen Golf. Dal modello di Giorgetto Giugiaro del 1974 a oggi, il montante C è rimasto uno degli elementi più riconoscibili del progetto: largo, inclinato con misura e perfettamente raccordato al tetto, contribuisce all'equilibrio dell'intera vettura molto più di quanto si immagini.
Non è un semplice dettaglio stilistico: quel montante trasmette solidità, amplia visivamente l'abitacolo e rende la Golf immediatamente riconoscibile anche osservandola soltanto di profilo. È uno di quei particolari che finiscono per costruire l'identità di un modello attraverso le generazioni: quando si disegna una nuova Golf, non si può fare a meno di inserire tra gli elementi distintivi anche quello specifico elemento.
E' veramente curioso come la Golf prima serie di Giugiaro abbia nello spesso montante C un elemento fortemente caratterizzante, ma al tempo stesso richiami per qualche motivo anche il Maggiolino di cui è erede, ad esempio per il tetto leggermente curvo, ma forse anche per lo spessore dei montanti attorno ai finestrini.
La BMW 3.0 CSi è solo uno dei numerosissimi esempi, fino in tempi recenti, del gomito dell'ingegner Hofmeister, cioè la caratteristica piega del montante posteriore verso il finestrino, anche quando questo è incluso nella porta posteriore. Un tratto che ha permesso per decenni di individuare molte BMW anche solo dal profilo
Pochi centimetri, tanta personalità
Cambiare il disegno del montante significa cambiare il carattere dell'automobile. Alcuni costruttori hanno trasformato questo elemento in una vera firma stilistica: il celebre gomito di Hoffmeister, introdotto da BMW, è forse l'esempio più noto di come una semplice piega possa diventare un simbolo riconoscibile in tutto il mondo.
Volkswagen ha seguito una strada diversa, puntando sulla continuità, mentre altri marchi hanno preferito reinterpretare ogni volta questo dettaglio. È sorprendente pensare che bastino pochi centimetri di lamiera per rendere una vettura elegante, sportiva, spaziosa o sicura ancora prima di osservarne il frontale.
I richiami al passato della Volvo EX30 sono forse più semplici pensando alle sportive hatchback della casa, come P 1800 Coupé o 480 ES, che avevano soluzioni originali per il terzo montante; l'elettrica svedese riprende il tema del design minimale, con un montante basso sul quale si appoggia il tetto a contrasto
La Renault 5 E-Tech ha due modelli di riferimento per il montante posteriore inclinato, la prima serie con la caratteristica griglia lungo il montante, e la Super5 di Marcello Gandini, con elementi resi più geometrici e meglio raccordati. Nella nuova si aggiunge una certa muscolosità e l'elemento verticale è sostituito da un raccordo scuro sotto il tetto, ma il richiamo ai modelli storici è evidente, anche per proporzioni e inclinazione.
Anche le elettriche hanno una firma
Con le automobili elettriche il montante C ha assunto un ruolo ancora più importante, ad esempio per l'assenza di proporzioni tradizionali che consente forme nuove e caratterizzanti. La Volvo EX30 e la Renault 5 E-Tech dimostrano come si possano seguire due strade completamente diverse, e non a caso.
Volvo punta su superfici essenziali e montanti quasi nascosti, per mantenere un contatto storico più con le futuribili coupé del marchio che con le solidissime berline e station wagon, e reinterpretare il design svedese in una nuova tecnologia.
Renault, invece, ha un preciso modello storico, e il montante posteriore molto caratteristico riesce a richiamare immediatamente le R5 originarie, pur in una moderna elettrica dalle diverse dimensioni e tecnologie.
Il design si nasconde nei dettagli
Probabilmente nessuno sceglierà un'automobile soltanto per il disegno del montante C, eppure è proprio osservando questi dettagli che si comprende il lavoro del designer: basta modificarne l'inclinazione, aumentare la superficie vetrata o cambiare il raccordo con il tetto perché l'intera automobile sembri diversa, pur mantenendo le stesse dimensioni.
È forse questo il fascino del design automobilistico: le firme stilistiche più riuscite non sono sempre quelle che cercano di farsi notare a tutti i costi, ma quelle che impariamo a riconoscere senza rendercene conto, ogni volta che un'automobile ci supera o resta parcheggiata lungo una strada.
Fotogallery: Volkswagen Golf 2024 restyling
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