Leapmotor B03X: la prova del SUV compatto che offre tanto e costa poco
La prova della Leapmotor B03X, SUV compatto elettrico che offre tanto a poco, ma i soli pulsanti touch penalizzano l'utilizzo in alcuni frangenti
In Cina si chiama A10, da noi è stata ribattezzata Leapmotor B03X - la Casa cinese forse potrebbe rivedere la filosofia di naming - e dopo un lungo cammino ecco che arriva in Europa. Senza alcun tipo di sorpresa si tratta di un SUV compatto che sfiora i 4,3 metri di lunghezza. Ed è elettrico, anche se un domani potrebbe diventare anche range extender, per convincere anche gli scettici sull’elettrico puro.
Già arrivata in alcune concessionarie la Leapmotot B03X ci ha fatto volare in quel di Malaga per un primo test drive.
Esterni | Interni | Guida | Prezzi | Pro e contro
Leapmotor B03X, gli esterni
Non nasce per stupire con effetti estetici speciali la Leapmotor B03X, preferendo puntare su uno stile perfettamente inserito nel resto della gamma. Rotondità a farla da padrone, forme regolari (boxy, dicono gli inglesi) quasi a voler rassicurare chi ci potrebbe fare un pensierino. SUV coupé? Crossover fastback? Nulla di tutto questo.
Il risultato è un’auto che di certo non spicca per grandi spunti originali. Che se come detto da una parte possono essere apprezzate da chi non cerca stravaganze, dall’altra rischiano di far rimanere nell’anomimato la Leapmotor B03X. Che, ripeto, paga un nome certo non felice.
Leapmotor B03X: gli interni
Anche in questo caso la Leapmotor gioca sul sicuro, uniformandosi in tutto e per tutto con sorelle maggiori e minori. Strumentazione digitale da 8,8” d’ordinanza, con tutte le schermate che servono e monitor touch da 14,6” come centro di comando per infotainment e non solo. Un pannello di controllo per ogni aspetto del SUV cinese, per ora continua dritto sulla strada del “niente pulsanti fisici”. All’EuroNCAP non piacerà questo elemento.
Leapmotor B03X, gli interni
Inutile girarci intorno: la totale digitalizzazione permette di risparmiare in fase di assemblaggio, ma non è davvero la soluzine più comoda che ci sia. Intendiamoci: il software funziona bene, è veloce e scorrevole. Ma delegare a un sistema omnicomprensivo anche la selezione dell’intensità della frenata rigenerativa, delle modalità di guda e via dicendo non potrà mai essere comodo quanto un pulsante fisico. Lo stesso vale per i rotori sul volante, di scuola Tesla. Dal monitor centrale si decide cosa fargli fare (sistemare gli specchietti etc…) e dal monitor si cambiano le impostazioni. Ci siamo capiti.
C’è però da dire una cosa: in Leapmotor sono bravi a captare eventuali malcontenti dei clienti (e feedback degli addetti ai lavori), chissà quindi che su un restyling della B03X o altri modelli non possano rivedere la filosofia del tutto digitale, mettendo un qualche comando fisico. La prova della loro prontezza è arrivata proprio durante la presentazione: in molti (me compreso) hanno criticato la cappelliera, di tipo rigido ma leggera e sottile, con un disegno infelice che non rende possibile il posizionarla sotto il piano di carico né alzarla con i classici cordini ancorati al portellone. Bene: Leapmotor la sostituirà su tutte le B03X.
Dove invece non si può dire nulla di nulla è lo spazio e come viene sfruttato. 4,27 metri di lunghezza pochi non sono, ma tirare fuori 510 litri di bagagliaio non è da tutti. Merito anche del maxi pozzetto posteriore. Perché la B03X è a trazione anteriore e quindi dietro c’è tanto da sfruttare. Se si abbattono i sedili si arriva a 1.610 litri. E a proposito di sedili, geniale la soluzione delle sedute del divanetto posteriore che si possono alzare così da fare spazio a pacchi più o meno grandi. Bravi.
Nulla da dire anche sulla qualità: superfici morbide sulla parte alta, plastiche più croccanti in basso, là dove lo sguardo non si posa.
Leapmotor B03X: la guida
La Leapmotor B03X è disponibile con 2 differenti powertrain: batteria da 39,8 kWh e motore da 177 CV o accoppiata accumulatori da 53 kWh e 197 CV per il motore. La trazione è solo e sempre anteriore con autonomia rispettivamente di 298 e 386 km e ricarica che nel primo caso arriva a 100 kW, 133 nel secondo e 10-80% in 22 minuti.
Leapmotor B03X
Per la mia prova nei dintroni di Malaga ho avuto a disposizione la versione più potente, che di certo non vuole puntare su una guida prettamente sportiva, ma non si fa pregare se si vuole cercare un qualche tipo di brio, pagando lo scotto di un assetto votato al comfort e per questo con una tendenza al rollio. Nelle curve più veloci si avvertono quindi lievi appoggi a destra e a sinistra, ma non nauseabondi né tali da far avvertire una qualche sensazione di pericolo. La Leapmotor B03X è un’auto più turistica, anche se l’autonomia non certo da record impone di stare cauti con le accelerate improvvise. Alla fine del test il computer di bordo mi ha restituito un consumo medio di 13 kWh/100 km, pari a 407 km di autonomia, ma senza praticamente autostrada, passando per statali con limite massimo a 70 km/h. Il paradiso per un’elettrica.
Alla morbidezza dell’assetto si affianca uno sterzo sempre leggero, anche in modalità sport, ma che non può essere tacciato di impalpabilità, senza vuoti al centro e con un buon grado di comunicazione ruote/mani. Bene, bravi.
L’aspetto che mi piace di più è la tendenza, che la Leapmotor B03X conferma ancora una volta, a una progressività nell’accelerazione. Il SUV è pronto nella risposta e i 200 Nm di coppia sembrano di più, ma l’erogazione non è “OFF-ON”, replicando invece in parte il comportamento di un’auto termica. Certo, lo spunto è comunque sempre più brillante, ma non immediato, senza quindi creare un certo senso di “smarrimento” in chi non è ancora abiutato all’eccelerazine di un’elettrica. Per quanto mi riguarda anche questa è sicurezza, non solo aggiungere ADAS su ADAS (che sulla B03X sono abbondanti).
Leapmotor B03X: i prezzi
La vera carta vincente della Casa cinese. La Leapmotor B03X parte da 24.900 euro per la versione con batteria 39,8 kWh, mentre la top di gamma tocca i 29.400 euro. Prezzi che molti costruttori europei adottano per modelli ben più piccoli e powertrain tutto sommato equiparabili.
Leapmotor B03X
Il segreto (che segreto non è) del successo di molti brand cinesi che si affacciano sul mercato europeo. Con il plus per Leapmotor di poter contare su concessionarie e officine del Gruppo Stellantis, capillarmente sparse sul territorio nazionale. Che poi è questa la vera grande discriminante per i nuovi marchi che provano l’avventura nel Vecchio Continente.
Di serie la Leapmotor B03X offre cerchi in acciaio da 18”, luci full LED, vari assistenti alla guida, climatizzatore automatico e molto altro.
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