Ma quanto va forte questa Mustang Dark Horse SC da 806 CV!
La GTD da usare tutti i giorni offre tante emozioni e il suo prezzo a sei cifre si giustifica guidandola
La gamma Mustang non è mai stata avara di varianti e serie speciali, ma mai prima d’ora aveva proposto così tanti modelli con prezzi a sei cifre. Certo, tutto sta diventando più costoso, ma Ford, e più nello specifico Ford Racing, ha chiaramente qualcosa da dimostrare sulle prestazioni di questa Mustang di settima generazione.
La folle Mustang GTD e il suo tempo di 6:40 al Nürburgring hanno mostrato fin dove ci si può spingere con questa piattaforma, ma solo accettando di stravolgerla: scavare nella parte centrale, arretrare il motore, installare un cambio transaxle e poi aggiungere una sofisticata sospensione idraulica capace di abbassarsi a comando. Facile dire che, così, sia a malapena una Mustang.
Questa, però, lo è senza dubbio. È la nuova Ford Mustang Dark Horse SC e offre una potenza simile a quella della GTD, insieme a molte soluzioni pensate per la pista, ma in un pacchetto molto meno penalizzante nell’uso quotidiano e a un prezzo decisamente più raggiungibile, anche se comunque impegnativo. Costa circa un terzo di una GTD, ma resta comunque il doppio di una GT. Vale il sovrapprezzo?
La migliore della razza
Vale la pena fare di il punto sull’attuale gamma Mustang, perché sta diventando piuttosto ampia. Negli Stati Uniti si può scegliere una Mustang EcoBoost con quattro cilindri 2,3 litri da 319 CV a circa 35.000 dollari, oppure la fantastica GT con motore Coyote da 487 CV a circa 50.000 dollari, un prezzo che sta per sembrare un vero affare.
Ford Mustang Dark Horse SC 2026, prova su strada in anteprima
Più in alto c’è la Dark Horse aspirata, che prende il V8 5,0 litri della GT e aggiunge una lunga serie di aggiornamenti a sospensioni e telaio per renderla pronta alla pista, a circa 66.000 dollari.
Poi si arriva alla nuova Dark Horse SC da 806 CV e 895 Nm. Quelle due lettere in più sono un riferimento tutt’altro che velato al compressore volumetrico nascosto sotto il cofano. Questa configurazione la rende una sorta di erede spirituale della Shelby GT500 della generazione precedente. Ma se quello stallone sovralimentato e “morso dal serpente” aveva alcuni aggiornamenti da pista, era certamente più a suo agio sul quarto di miglio.
La nuova SC sa farsi valere anche lì, ma la maggior parte degli aggiornamenti serve a farla andare forte quando la strada comincia a curvare.
Ogni Dark Horse SC abbina il suo V8 5,2 litri a un cambio a doppia frizione Tremec TR-9070 a sette rapporti, collegato a un albero di trasmissione in fibra di carbonio. La potenza arriva al retrotreno tramite un differenziale autobloccante Torsen con rapporto 3,73:1, che la distribuisce tra le ruote posteriori. Scegliendo il Track Pack, da altri 36.500 dollari, anche i cerchi sono in fibra di carbonio e montano pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 R: 315/30 ZR20 dietro e 305/30 ZR20 davanti.
Il motore 5.2 V8 con compressore volumetrico
Ci sono anche freni carboceramici che, insieme ai cerchi e all’eliminazione del sedile posteriore, fanno risparmiare 68 kg rispetto alla vettura di partenza. La SC base ha già un’ala importante, ma quella della versione con Track Pack è molto più grande e regolabile. È abbinata a uno splitter anteriore aggressivo e a un cofano ventilato, per generare circa 281 kg di carico aerodinamico in velocità.
Le sospensioni regolabili MagneRide di Ford non possono alzare o abbassare l’auto come sulla GTD, ma adattano istantaneamente la risposta in compressione passando tra le modalità di guida, da Comfort fino a Track. Rigidezze delle molle, barre antirollio, bracci anteriori e perfino i semiassi sono stati aggiornati per gestire l’aderenza, la potenza e il peso extra rispetto alla Dark Horse di base.
Ciò che non è stato aggiornato più di tanto è l’abitacolo. Sì, ci sono alcuni elementi in fibra di carbonio qua e là, e volendo si possono avere cinture di sicurezza dai colori molto vistosi, ma per il resto si ritrova lo stesso design fin troppo scuro e gli stessi materiali interni non particolarmente pregiati di una Mustang base.
Un peccato, considerando che un esemplare con Track Package supera quota 100.000 dollari (circa 88.000 euro al cambio attuale).
Dalla strada alla pista
Si può capire molto della fiducia di un costruttore nella propria auto dalla qualità delle strade scelte per un test drive stampa. Per la Mustang Dark Horse SC 2026, Ford ci ha portati su alcune delle strade più strette, tortuose e sconnesse della California settentrionale. Quelle su cui la GTD finirebbe per toccare a terra e grattare l’asfalto.
Un frontale minaccioso
La Dark Horse SC, invece, ha affrontato tutto con notevole compostezza. Non è mai sembrata in difficoltà, nemmeno sui grossi avvallamenti a metà curva in modalità Sport, e in Comfort è risultata davvero gradevole nel traffico cittadino. Il doppia frizione Tremec non è il cambio più vellutato alle basse velocità e con poco gas, ma ho guidato automatici peggiori e, grazie allo scarico a valvole, non infastidisce né chi guida né gli altri in autostrada.
Premendo l’acceleratore e lasciandola respirare, però, la SC scatta in avanti liberando una cacofonia quasi sacrilega dai quattro terminali posteriori. Abbaia, scoppietta e produce tutti quei rumori che ci si aspetterebbe da un’auto con oltre 800 CV, passando in un attimo da civile a completamente fuori controllo.
Premendo l’acceleratore e lasciandola respirare, però, la SC scatta in avanti liberando una cacofonia quasi sacrilega dai quattro terminali posteriori.
Il posto migliore per fare un rumore del genere è naturalmente la pista, soprattutto il quarto di miglio, dove al primo passaggio ho chiuso in 10,927 sescondi. Al terzo tentativo, su una strip fredda, sono sceso a 10,790 s a 214 km/h: un dato di livello assoluto, ottenuto con pochissimo sforzo.
Il tortuoso e impegnativo tracciato di Sonoma è stato decisamente più complesso, ma anche più gratificante.
La SC in modalità Track offre cinque livelli di controllo di trazione, più la disattivazione completa. Li ho provati uno dopo l’altro e, nell’impostazione più conservativa, la SC è brutalmente rapida sul dritto ma mantiene la calma in curva, risultando facile anche per i piloti meno esperti.
Ford Mustang Dark Horse SC 2026: il dettaglio dei sedili
Passando tra i cinque livelli, l’indicatore cambiava dal verde al giallo al rosso. A ogni step, l’auto aumentava il tasso di esuberanza, passando da controllata a raffinata, poi vivace e infine selvaggia.
C’è molto peso sull’asse anteriore e le gomme Cup 2 R davanti vengono volentieri portate al limite, ma è anche molto facile far ruotare il posteriore. Sorprendentemente, però, non è mai sembrata nervosa. Lo sterzo comunica abbastanza da far capire quando si sta chiedendo troppo, molto prima di finire nei guai.
Verdetto: la GTD da tutti i giorni
Più spingevo la Dark Horse SC, più diventava convincente. Su strada produceva tutti i suoni giusti e offriva tutta la velocità e l’aderenza che si possano desiderare, risultando al tempo stesso infinitamente più comoda e vivibile nell’uso quotidiano rispetto alla mega-Mustang, la GTD.
Ford Mustang Dark Horse SC 2026: la vista di tre quarti anteriore
Ma anche in circuito, come su strada, la Dark Horse SC è sembrata potente ma composta e prevedibile. No, tra i cordoli non è efficace come la GTD, ma resta una compagna eccellente per una giornata in pista. Almeno finché non bisogna pagare le gomme.
Se c’è un difetto, è che non riesce del tutto a trasmettere quella sensazione di esclusività che ci si aspetterebbe da un’auto ben oltre i 100.000 dollari. Una piccola targhetta sulla plancia non basta a far percepire di essere al volante di qualcosa di più sostanzioso di una GT. Se si riesce a superare questo aspetto, e se ci si può permettere il prezzo d’ingresso, ci si porta a casa quella che forse è la pony car tuttofare definitiva della scuderia.
Le rivali della Ford Mustang Dark Horse SC
Ford Mustang Dark Horse SC 2026
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