R Pro per i cordoli, GTS Cabrio per la strada: le abbiamo guidate entrambe, ecco come vanno

Avete presente la classica domanda: “Quale auto ti compreresti se vincessi al Superenalotto?”. Ecco, io avrei grosse difficoltà a scegliere ma voglio essere onesto: prima di guidare per un giorno intero la AMG GT in (quasi) ogni sua declinazione non avrei inserito nella lista la tedesca.

Ora, invece, sì. Perché? Semplice: dalle sue forme, dal suo rumore, dal modo in cui risponde ai comandi, beh, trasmette a chi guida la passione che anima chi l’ha progettata e sviluppata, dando una gioia di guidare che ormai è merce rara.

Una felicità che ben si sposa con le interessanti novità del restyling, fra le quali è compresa la versione R Pro, ovvero quanto di più vicino ci sia alla AMG GT omologata GT4, ovvero per le competizioni. Consiglio: continuate pure a leggere, ma alla fine dell’articolo cliccate play sul video e godetevi il canto del V8 tedesco.

Reattiva, comunicativa, entusiasmante

Circuito di Hockenheim, Bernd Schneider (tra le altre cose sei volte Campione DTM) davanti a me a farmi strada. Entriamo in pista e l’ex pilota tedesco - anche se secondo me non si smette mai di essere piloti, caso mai si può chiudere l’attività agonistica - mi concede un giro di ambientamento.

Poi inizia subito a darci dentro. E io inizio a sorridere: primo perché mi basta sfiorare il volante per buttare il gigantesco muso della GTR Pro verso il punto di corda. Secondo perché il grip generato dalla meccanica e dall’aerodinamica è impressionante. Terzo perché il motore, con i suoi 585 CV e 700 Nm di coppia fa di tutto per mettere in crisi le ruote posteriori.

Mercedes-AMG GT R Pro and GTS Cabrio

Quindi ci vuole sensibilità sul piede destro, se non si vuole mettere di traverso la macchina; il che è tutto tranne che brutto, ma da vero pistaiolo Schneider là davanti non fa la minima sbavatura e viaggia davvero fortissimo (anche se, lo so, probabilmente è al 50% del proprio potenziale…). Lo sterzo? Rapidissimo, grazie anche alle ruote posteriori sterzanti (fino a 1,5°), ma anche preciso e capace di comunicare ciò che sta succedendo sotto le ruote anteriori.

Componentistica racing

Più nel dettaglio, le pinze anteriori dell’impianto Brembo sono a 6 pompanti e, ricavate da un unico blocco di alluminio, assicurano una maggiore potenza. Quanto ai dischi, sono ovviamente carboceramici. Le sospensioni? Sono di tipo coil-over e possono essere regolate meccanicamente in compressione ed estensione senza attrezzi dedicati.

Come nelle corse si può anche modificare il rapporto di compressione degli ammortizzatori per le sollecitazioni ad alta o bassa velocità.

Non mancano barra di torsione regolabile in fibra di carbonio per l’avantreno, un pannello di irrigidimento sempre in carbonio integrato nel fondo, nuovi cuscinetti sferici Uniball per i quadrilateri, supporti dinamici riprogettati per il motore e il Track Package con roll cage interna, con rinforzi montati dietro ai sedili di fibra di carbonio.

Tetto aperto, emozioni garantite

Sceso dalla GTR Pro, ad attendermi nel parco chiuso di Hockenheim c’è la GTS Cabrio. Sì, il “manuale del buon tester” suggerisce di effettuare le prove in crescendo, partire dalla meno potente per poi salire, ma il programma era già scritto.

Mercedes-AMG GT R Pro and GTS Cabrio

Poco male: un po’ di “relax” capelli al vento, dopo la pista, non guasta mai. La cabrio che mi “tocca” è la S, quindi con 522 CV e 670 Nm di coppia: numeri che assicurano risposte da supercar vera, con accelerazioni e riprese pazzesche, indipendentemente da marcia inserita e regime del motore.

Mercedes-AMG GT R Pro and GTS Cabrio

Quanto al telaio, è ovvio che senza il tetto qualche piccola torsione a livello della scocca si inneschi, anche se entro livelli più che accettabili. Non sono riuscito invece, a causa delle strade poco adatte (strette e con poche curve) a saggiare a fondo le doti dell’assetto e dello sterzo. Una cosa invece ve la posso dire: la protezione aerodinamica è sorprendente, dato che fino a circa 150 km/h i vortici nell’abitacolo sono ridotti ai minimi termini.

Le novità più grandi sono dentro

AMG GT, dunque. Quelle che ho guidato in Germania sono appunto la R, provata sul circuito di Hockenheim, e la GTS Cabrio restyling.

Un aggiornamento che ha interessato leggermente la carrozzeria e in modo un po’ più approfondito l’abitacolo: strumentazione e infotainment sono affidati a due nuovi schermi, rispettivamente da 12,3” e 10,25”.

Mercedes-AMG GT R Pro and GTS Cabrio

Il volante, come sulla AMG Coupé 4 e sulla C 63, ha nuovi comandi touch integrati nelle razze, con tanto di piccoli display a colori sui quali vengono visualizzate le informazioni sul setup della vettura: la stessa tecnologia touch è presente anche sui nuovi pulsanti presenti nel tunnel centrale.

Una GT per tutte le esigenze

Insomma, aperta o chiusa, “base”, C, S o R Pro, la AMG GT è un inno alla passione per la guida. Tornando all’inizio, al mondo dei sogni, non so se davvero comprerei questa macchina, ma per le emozioni che sa dare e per la linea così volutamente provocatoria, beh, un posto nella short list di ogni appassionato se lo merita.

Fotogallery: Mercedes AMG GT R Pro e GTS Cabrio - test drive