Range Rover Evoque, prova della ibrida plug-in
Abbiamo guidato la Evoque P300e 1.5 benzina 3 cilindri da 200 CV, più un elettrico da 109 CV. E 55 km di autonomia dichiarata
Se dici Evoque pensi subito a Range Rover. E quando ci si abitua ad un nome, non se ne osservano più le sfumature. Eppure trattasi dell’unione delle parole Evolution ed Epoque. E, nel fonderle, il SUV inglese non è stato velleitario: Epoque è uno di quei francesismi che vogliono dire raffinatezza, Evolution fa ricordare che cosa significò l’Evoque per lo stile, l’identità e il successo di Land Rover.
Alla piccola di famiglia è stato recentemente assegnato un altro compito fondamentale: portare anche in questo segmento l’ibrido plug-in ospitando il primo motore 3 cilindri della storia per il marchio. Oltretutto, c’è proprio una parola inglese per questo fenomeno: downsizing, ovvero riduzione della cilindrata e dei cilindri per abbattere consumi ed emissioni.
Chissà se un giorno qualcuno conierà un termine che metterà insieme plug-in hybrid e downsizing, ma quel che è certo è che i due fattori si confermano e si rinforzano a vicenda e che, numeri alla mano, le immatricolazioni delle ibride plug-in stanno letteralmente esplodendo.
La Evoque protagonista di questa prova vuol dire la sua anche in questo segmento, con una versione che promette 309 CV e 540 Nm di prestazioni, la trazione integrale e consumi contenuti. A patto ovviamente di ricaricarla diligentemente.
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Esterni
La Evoque è la Evoque, e l’elettrificazione è ormai la normalità. Anche quella delle auto ibride plug-in (qui spieghiamo cosa sono e a chi convengono). Dunque in Land Rover hanno ritenuto giustamente di non sottolinearla, anche perché la personalità c’è e, a listino, esistono vari modi per distinguersi, a cominciare dalle tinte e dalla possibilità di avere il tetto a contrasto: un classico per esaltarne il caratteristico andamento discendente e rettilineo.
La parte più riuscita della carrozzeria è sicuramente quella anteriore, con il cofano a conchiglia provvisto di sfoghi e che scavalla leggermente in corrispondenza del grande passaruota. Mentre le maniglie che scompaiono nelle porte puliscono il design dei fianchi.
Ricordiamo che la Evoque è lunga 4,37 metri, larga 1,90 e ha un’altezza di 1,65 metri. Insomma compattezza e stile, ma con la giusta dose di imponenza.
Interni
Per la gamma 2021 ci sono alcune novità. La prima è il volante che abbandona la forma con il piantone grande e i due comandi circolari multifunzione. Ora sono piazzati più vicini alla corona e basta allungare i pollici per arrivarci, anche se la logica non è immediata, inoltre il piantone è più piccolo.
Sono poi disponibili il sistema di visione perimetrica, lo specchietto virtuale e il ClearSight, che fa vedere quello che c’è sotto la vettura ed aiuta nel fuoristrada. Altra innovazione è il sistema di climatizzazione dotato di ionizzatore e di filtro capace di intrappolare il PM2.5.
La novità più interessante comunque sono i nuovi sistemi Pivi e Pivi Pro con processore Snapdragon e doppio modem: uno per i servizi online e uno dedicato agli aggiornamenti over-the-air. Gli schermi da 10”, con leggera convessità verticale, offrono un’ottima visibilità e anche una sensibilità ben calibrata. Notevole la reattività al pinch&zoom e ad ogni tipo di richiesta.
Oltre ai classici Android Auto e Apple Carplay, c’è anche Baidu Carlife. Altra novità è la ricarica wireless, che non era presente al lancio. Adattati anche gli strumenti, con l’indicatore dell’utilizzo dell’energia che si sovrappone a quello del contagiri, e lo schermo inferiore sulla consolle. Oltre alle funzioni relative al Terrain Response, compaiono quelle Save, EV e Hybrid che permettono di gestire il sistema ibrido.
A comporre quest’ultimo è il 3 cilindri 1.5 da 200 CV che appartiene alla famiglia modulare Ingenium, il motore elettrico sincrono da 109 CV (80 kW) con trasmissione e differenziale integrato e la batteria da 15 kWh alloggiata sotto il pavimento. Grazie a questo accorgimento, lo spazio interno e del bagagliaio (472 - 1.156 litri) oltre alla capacità del serbatoio (57 litri) sono rimasti invariati rispetto alle altre versioni.
Confermato il giudizio generale sulla Evoque: lo spazio interno non è il migliore della categoria, ma l’auto trasmette un senso di benessere e raffinatezza che appaga in ogni particolare. Molto gradevoli e di qualità elevata appaiono i materiali e gli accoppiamenti, con la possibilità di scegliere la combinazione cromatica e sensoriale più interessante.
Guida
La Evoque P300e è la versione più potente in gamma, più della P300 con sistema mild hybrid da 48 V. La ricaricabile, nonostante il peso, è più rapida in accelerazione (6,4 contro 6,6 s), ma perde inesorabilmente in velocità: 242 km/h contro 213 km/h perché i 300 CV del 2.0 litri sono sempre disponibili, tutti i 309 CV ibridi lo sono solo in accelerazione e fino a 135 km/h. Oltre questa soglia ci sono solo i 200 CV del 3 cilindri.
La risposta all’acceleratore ha una piacevolezza tipicamente elettrica e, quando i due motori ci si mettono, la Evoque scatta in modo morbido ma deciso e, anche quando si sceglie di tirare le marce, il 3 cilindri non si tira certo indietro. Il suo timbro acustico, ben ovattato, non dispiace e le sue vibrazioni sono contenute accompagnando un comfort globale comunque lusinghiero anche per l’isolamento dai fruscii e dalle imperfezioni stradali.
Lo sterzo è preciso, giustamente incisivo, ma ci vorrebbe un ritorno più "soft". Molto buona la sensibilità del pedale del freno, che permette di modulare bene recupero dell’energia (fino a 0,2 G) e rallentamento.
In curva il peso e la morbidezza dell’assetto si sentono un tantino, ma la Evoque si mantiene sempre composta e fedele. Inaspettatamente energica è la risposta del motore elettrico: se si schiaccia all’uscita delle curve strette sembra di essere quasi alla guida di una vettura a trazione posteriore. La modalità di guida S si attiva spostando la leva del cambio verso sinistra, muovendola in avanti o all’indietro si utilizza in sequenziale.
Per quanto riguarda i consumi, la Land Rover dichiara 2 litri/100 km e 44 g/km di CO2 con un’autonomia in elettrico di 55 km. Noi siamo entrati in auto con la strumentazione che indicava 93% di ricarica e 42 km ad emissioni zero. Sul percorso di circa 40 km abbiamo optato per la modalità Hybrid e, senza risparmiare nulla alla Evoque, abbiamo rilevato un consumo medio di 4,2 litri/100 km.
Curiosità
Il caricatore è da 7 kW in corrente alternata e c’è anche quello da 32 kW in corrente continua. L’aggravio di peso rispetto alle versioni più potenti è di oltre 200 kg, ma il baricentro si è abbassato del 6% e la ripartizione delle masse sui due assali è più favorevole. A differenza dei 4 cilindri, il cambio automatico è un Aisin a 8 rapporti, invece dello ZF a 9 rapporti di altre Evoque.
Prezzi
La Range Rover Evoque PHEV parte da 53.450 euro, ma solo alcuni allestimenti accedono agli incentivi mentre con la Autobiography si spendono fino a 74.900 euro.
La gamma parte da 40.900 euro con il tre cilindri 1.5 da 160 CV e i quattro cilindri 2.0 litri, sia a benzina (200 CV, 249 CV e 300 CV), sia a gasolio (163 CV e 204 CV), con cambio automatico e trazione anteriore o integrale fino ai 78.700 euro della versione da 300 CV AWD Autobiography.
Fotogallery: Range Rover Evoque plug-in hybrid
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