Con speciali dispositivi RSD + la Capitale spagnola dichiara guerra alle emissioni nocive

La città di Madrid dichiara guerra alle emissioni delle auto e in particolare al biossido di azoto (NO2). Il progetto madrileno è realizzato nell’ambito di quello europeo LIFE GySTRA, con il supporto del governo centrale spagnolo, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Gratz, in Austria e mira a monitorare fino a 700mila auto in un anno attraverso l’utilizzo di due strumenti di telerilevamento RSD +. Si tratta di una sorta di autovelox per i gas di scarico in grado di misurare istantaneamente il livello reale di emissioni di un veicolo e identificarlo attraverso la targa.


Una delle città più colpite


Come riportato da El País, uno dei maggiori quotidiani spagnoli, Madrid è fra le città con i livelli di NO2 più alti, con picchi che, tra il 15 e il 19 novembre del 2017, hanno raggiunto i 341 microgrammi per metro cubo, quasi 141 microgrammi oltre il consentito. Non è un caso dunque che proprio la capitale spagnola sia stata scelta per testare questo nuovo dispositivo il cui obiettivo è identificare veicoli altamente inquinanti, monitorare l'evoluzione dei livelli reali di emissioni e quantificare così la possibilità di abbassarli. Si calcola che con un intervento "riparatore" per i veicoli più inquinanti sarebbe possibile abbassare fino al 22,7% il livello degli ossidi di azoto (NOx, NO, NO₂). E se anche se solo la metà di questi veicoli fosse riparata, sarebbe possibile ridurre le emissioni di emissioni di CO2 fino a 16 milioni di tonnellate all'anno.


Prima un avviso poi le sanzioni


A Madrid, i veicoli identificati come "alti emettitori" saranno avvisati per permettere ai proprietari l’adeguamento alla normativa vigente; se il veicolo venisse nuovamente pizzicato a inquinare scatterebbero le sanzioni. Gli obiettivi di questo esperimento sono, da un lato, controllare e quantificare le emissioni reali del traffico stradale e, congiuntamente, provare a creare un sistema globale di emissioni sia per gli utenti pubblici (enti con potere legislativo), sia per flotte sia pubbliche e private entrambi con l’obiettivo di abbattere del 20% il valore degli inquinanti; per i primi si tratterebbe di individuare e adeguare le fonti di inquinamento, per i secondi di ridurre direttamente le emissioni e il consumi fino al 5%.