Quasi tutti i CEO dei brand presenti nella capitale francese hanno espresso chiaramente le proprie perplessità

La Brexit continua a far discutere anche durante il Salone di Parigi, durante il quale diverse Case automobilistiche hanno sottolineato i costi dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, alcune per bocca degli amministratori delegati, altre attraverso alti dirigenti. La “scissione” inizierà il prossimo hanno, ma i negoziati per organizzare un processo morbido sono in fase di stallo e molti brand hanno iniziato a esprimere preoccupazione. Tutto questo mentre la Confidustria britannica ha già stimato le perdite per le imprese domestiche in termini di miliardi di pound. Il Primo Ministro Theresa May avrà dunque il suo bel daffare per raggiungere un accordo entro il mese di novembre che impedisca all'economia di inglese di andare in crash dopo il 29 marzo.

Notizie da Parigi

186.000 lavoratori nel Regno Unito

Del resto la “Society of Motor Manufacturers and Traders” che rappresenta i carmaker operanti in Gran Bretagna aveva già lanciato l'allarme dopo il voto positivo di due anni fa, sottolineando che uno scenario di controlli doganali e dazi sarebbe stato un disastro per l'industria dell'auto. Un settore in cui lavorano nel Regno Unito circa 186.000 persone (senza contare l'indotto) che producono auto che per l'80% vengono esportate nell'Unione Europea. Uno dei maggiori problemi che potrebbero dover fronteggiare è quello della logistica per il rifornimento just-in-time delle catene di montaggio. Per fare un esempio, nel solo stabilimento di Toyota di Burnaston, arrivano ogni giorno dall'Europa circa cinquanta camion che consegnano i vari componenti, perché la fabbrica lavora con uno stock ridotto, sufficiente a mandare avanti la produzione per sole quattro ore.

Le dichiarazioni, Casa per Casa

Ma vediamo che cosa hanno dichiarato nel dettaglio i rappresentanti delle varie Case automobilistiche riguardo alla Brexit:

  • BMW:
    “Potremmo essere costretti a spostare la produzione delle Mini in Olanda. Se non si troverà una soluzione ci saranno solo perdenti da entrambe le parti”.
    - Harald Krueger, CEO.
  • Citroen, DS, Peugeot e Opel:
    "Ci aspettiamo che i politici trovino un accordo che protegga il libero scambio: questa è la cosa più importante perché se verrà eretta una barriera tariffaria, ci sarà un forte impatto sull'occupazione e sull'attività manifatturiera nel Regno Unito".
    - Carlos Tavares, PSA
  • Daimler:
    “Gli scenari che si stanno configurando per via della Brexit sono preoccupanti e straordinariamente tristi".
    - Dieter Zetsche, CEO.
  • Jaguar Land Rover:
    “Stiamo facendo di tutto per prepararci nei confronti di vari scenari, ma alla fine la situazione è molto dura e non è semplice essere pronti”.
    - Hanno Kirner, responsabile della I-Pace.
  • Renault-Nissan-Mitsubishi:
    "Ovviamente ritrovarsi in una situazione in cui c'è molta incertezza, è il peggio per chiunque debba prendere decisioni perché non si sa esattamente cosa succederà".
    - Carlos Ghosn, CEO.
  • Toyota:
    "Quando guardi una fabbrica moderna nel Regno Unito e la complessità della catena dei fornitori capisci che è un vero problema per noi".
    - Matthew Harrison, Vicepresidente vendite e marketing.

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