Design, prestazioni, autonomia, ma soprattutto “effetto wow”: eccole faccia a faccia

Sono le rivali naturali. Le uniche, per ora, in questa fascia di mercato, ovvero quella delle auto elettriche premium oltre i 4,5 metri di lunghezza (ma abbondantemente sotto i 5) e da circa 60.000 euro di prezzo. Della Tesla Model 3 si parla da tantissimo, da ben prima del marzo di 3 anni fa, quando Elon Musk la presentò al mondo. Nel frattempo, fra ritardi nell’avvio della produzione e altri mirabolanti annunci del n°1 di Tesla, la Model 3 sta per arrivare davvero anche in Italia. La Polestar 2 invece è stata svelata ieri, senza troppo clamore, e chi vorrà vederla potrà farlo al Salone di Ginevra.

Quanto piace il marchio

Tesla vince a mani basse. Polestar ha i favori degli appassionati di auto “tradizionalisti”, quelli che sanno che dietro c’è Volvo e vivono Tesla come un’intrusa. Il grande pubblico, invece, ha già fatto l’associazione naturale “Tesla=auto elettrica” (un po’ come scotch=nastro adesivo), mentre Polestar non sa nemmeno cosa sia.

Per capirci, solo Tesla ed Elon Musk potevano permettersi di chiedere un acconto a scatola chiusa - per un’auto che era ancora solo un concept - pari a 1.000 dollari e, soprattutto, trovare la bellezza di poco meno 500.000 clienti in giro per il mondo disposti a versarli.

59.900 euro la “2”, 60.580 euro la Model 3

Quando il 31 marzo del 2016 Elon Musk toglie i veli alla Model 3 la annuncia come l’elettrica per tutti: 35.000 dollari è il prezzo promesso; e mantenuto: la versione più economica, a 35.000 dollari appunto, è appena stata lanciata. Con fin troppa faciloneria, molti, in Europa, si illudono però di poter fare 1:1, cioè che la Model 3 possa davvero costare 35.000 euro. La tassazione differente e altri fattori rendono piuttosto difficile da raggiungere, sul nostro mercato, tale cifra.

Fotogallery: Tesla Model 3

Il listino dunque parte dai 60.580 euro della Dual Motor AWD Long Range, per arrivare ai 71.680 della Performance. Versioni più economiche e meno potenti sono già in previsione, ma difficilmente (anche se negli USA è appena arrivata, come scritto sopra) si potrà scendere di 25.000 euro, anche con un motore in meno e la trazione non integrale.

Quanto alla svedese, in produzione a febbraio 2020 e quindi in consegna fra oltre un anno, il prezzo della Launch Edition (presumibilmente full optional) è pari a 59.900 euro, ma nel 2021 dovrebbe arrivare una variante di accesso alla gamma da 39.900 euro, a fronte però di prestazioni ben inferiori: si parla di un solo motore e della metà della potenza, quindi 204 CV e trazione su un solo asse.

Fotogallery: Polestar 2

Polestar 408 CV, Tesla 455 CV

L’auto elettrica nasce per ridurre l’inquinamento, certo. Dal momento però che le emissioni locali rimangono a zero anche con prestazioni da supercar (le richieste di energia e di risorse per ottenerla, beni preziosi e a impatto non sempre zero sull’ambiente, invece, variano eccome, ma questo è un altro discorso…), perché non “sparare alto” con le prestazioni?

Le richieste di energia e di risorse per ottenerla, beni preziosi e a impatto non sempre zero sull’ambiente, invece, variano eccome, ma questo è un altro discorso…

Elon Musk ha capito prima di tutti questo meccanismo di attrazione e si è portato dietro tutti quelli che vogliono competere con le sue Model S, Model X e, appunto Model 3, che ha 455 (Long Range) o 487 CV (Performance): per restare sulla prima, si parla di 4,8 secondi per lo 0-100 km/h.

La Polestar 2 si “accontenta” invece di 408 CV e 660 Nm di coppia, per uno 0-100 km/h in 4,7 secondi; c’è da pensare che la svedese sia più leggera, ma la scheda tecnica completa non è ancora disponibile. Entrambe, questo si sa, nella versione top di gamma sono 4WD.

Autonomia: 500 km per la Polestar 2, 560 km per la Model 3

Prendendo sempre la Long Range (pacco batterie da 75 kWh) come riferimento, la Tesla dichiara oltre 530 km di autonomia secondo lo standard WLTP.

Polestar 2 (2019)
Tesla Model 3 prototipo

Non c’è ancora invece l’omologazione per la Polestar 2, ma si parla di circa 500 km di autonomia (WLTP) e, se davvero stessero così le cose, Tesla avrebbe un vantaggio nello sfruttamento dell’energia o nella capacità di tenere gli accumulatori a temperatura costante, dal momento che la svedese ha dispone di batterie da 78 kWh.

Effetti speciali

Tesla “attacca” col pilota automatico (così lo chiama sul suo sito ufficiale, anche se non è altro che un sistema molto evoluto di assistenza alla guida), Polestar risponde con la possibilità di avviare l’auto semplicemente sedendosi al posto di guida, detto che in quanto a sistemi di assistenza alla guida anche la “2” sarà sicuramente al top, dato che Volvo è una delle Case automobilistiche meglio posizionate in questo campo.

Polestar 2
Tesla Model 3

Per il resto, entrambe hanno tutto, ma proprio tutto quello che serve per la massima connettività, sia Android che iOS, mentre per quello che riguarda i tempi di ricarica è ancora troppo presto per fare un paragone: su Polestar avremo informazioni aggiuntive più avanti.