Inizia la nuova era Maserati guidata da un CEO italiano, Davide Grasso. La sportiva arriverà nel 2020 e potrebbe essere una supercar

MMXX scritto in numeri romani, cioè Maggio 2020. È questa la data in cui debutterà la nuova sportiva Maserati che è stata annunciata in concomitanza con l’uscita dalla linea dello stabilimento di Modena dell’ultimo esemplare di GranTurismo e della versione celebrativa Zéda (qui il nostro articolo dedicato).

Il nuovo modello non ha ancora un nome (in tanti la chiamano Alfieri per “abitudine”), non è stata preannunciata alcuna caratteristica tecnica e di ufficiale c’è solo solo una promessa: sarà l’inizio di una nuova era.

Promesse concrete

Vero è che nell’ultimo decennio di promesse sull’evoluzione del marchio Maserati il Gruppo FCA ne ha fatte tante, ma questa volta la base del piano industriale è molto concreta. Al netto delle ultime vicende di Gruppo (la fusione con PSA in primis), ci sono 3 miliardi di investimenti stanziati e la ristrutturazione di tre stabilimenti strategici per la produzione di nuovi modelli: Cassino (per il nuovo SUV su base Stelvio), Mirafiori (per le nuove GranTurismo e GranCabrio) e appunto a Modena per questa inedita sportiva che sarà la portabandiera del marchio.

Così si progettano le Maserati di domani
Così si progettano le Maserati di domani

Sarà una supersportiva

La nuova Maserati Made in Modena non va confusa però con la nuova generazione di GranTurismo e secondo le indiscrezioni raccolte nelle ultime settimane sarà qualcosa di mai visto prima in fatto di sportività.

Una supercar probabilmente, o comunque qualcosa di molto esclusivo che i clienti potranno personalizzare e vedere nascere in fabbrica grazie, tra le altre cose, alla nuova linea di verniciatura che sarà costruita nelle prossime settimane in Viale Ciro Menotti.

L’altra certezza è che questa Maserati sarà elettrica, ma non da subito: al debutto entro la fine del 2020 sarà motorizzata con un sei cilindri inedito, non sappiamo se derivato dal propulsore appena brevettato in seno al Gruppo FCA anche per il Nord America (ve ne abbiamo parlato qui) ma sicuramente sviluppato in Maserati.

Così si progettano le Maserati di domani
Maserati GranTurismo Zeda

1000 ingegneri in Terra di Motori

A proposito di sviluppo, l’origine emiliana DOP è garantita: il cuore pensante della nuova era Maserati è sulla Via Emilia Ovest, all’interno di un super centro ricerche, un tempo segreto (è stato creato nell’era Marchionne per il progetto Giorgio - ndr) ora ribattezzato Lab Maserati.

E’ uno spazio enorme (oltre 30 mila metri quadrati) dove lavorano oltre 1.100 ingegneri provenienti da tutto il mondo e una parte di essi sono i mitici skunks, i “ragazzi” che hanno creato dal nulla e a tempo di record le Alfa Romeo Giulia e Stelvio.

Oggi questo “laboratorio” è cresciuto e può contare su tecnologie di prim’ordine per la progettazione e la prototipazione fisica e digitale, compreso uno dei simulatori dinamici più avanzati del mondo, dotato di 9 attuatori contro i 6 impiegati dai sistemi più moderni (dal numero di attuatori dipende la precisione di simulazione dei movimenti).

Va da se che l’accuratezza del processo di sviluppo digitale consente di accorciare i tempi di progettazione perchè si riduce drasticamente (fino al 40% secondo Maserati) il numero di prototipi fisici necessari per la messa a punto della vettura. Che quindi può arrivare prima sul mercato.

Così si progettano le Maserati di domani
Così si progettano le Maserati di domani

Un nuovo CEO per “correre”

Del resto il tempo è la variabile fondamentale per il rilancio di un marchio automobilistico. Nel recente passato Maserati ne ha perso fin troppo per mancanza di risorse e di una solida strategia di lungo periodo. Vedere come oggi ci siano tutte le condizioni affinché il costruttore emiliano possa tornare a correre è una gran bella notizia.

A cui si aggiunge un curioso segno del destino: da qualche settimana la guida dell’azienda è passata da Harald Wester (ora nominato Executive Chairman e CTO) a Davide Grasso, top manager ex numero 1 di Converse e con 20 anni di esperienza alla Nike. Lui la scarpe giuste per correre (passateci la metafora) dovrebbe saperle scegliere. E noi gli facciamo un grande in bocca al lupo.

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