Da strada e da pista, la nuova generazione abbraccia filosofie e motorizzazioni molto differenti l'una dall'altra

Non sono molte le auto capaci di creare tanti "spin-off" con motorizzazioni diverse tra di loro, e con versioni nate unicamente per la pista. Tra queste c'è la Seat Leon, la compatta nata nel 1999 e diventata in poco tempo la Seat più vendute della storia.

Un titolo conquistato grazie alle doti di “trasformista” della compatta spagnola, disponibile con diversi stili di carrozzeria e motorizzazioni per tutti i gusti.

Dalle più classiche a benzina e diesel alla Cupra (prima “solo” come versione, ora come brand a sé stante) passando per quelle pensate per correre in pista. Ora anche spinte da una cattivissima motorizzazione elettrica, destinata ad aprire un nuovo filone per le gare del campionato turismo.

Tante facce per la stessa auto. Ma quali sono le caratteristiche di ognuna delle sue versioni?

Quella classica

Non si può non partire dalla Seat Leon più classica, quella ovvero mossa da motorizzazioni “da tutti i giorni” benzina (ora anche elettrificate) e diesel. Una compatta – disponibile anche con carrozzeria station wagon –  che con l’ultima generazione è cambiata molto nello stile e – soprattutto – nella tecnologia. Una tecnologia di bordo che conta su infotainment rinnovato, strumentazione digitale e numerosi sistemi di assistenza alla guida, ora di Livello 2.

Seat Leon 2020
Seat Leon 2020

Lato motorizzazioni c’è davvero di tutto, dal 1.0 TSI da 90 CV al nuovo 2.0 TDI da 150 CV, passando per il 1.5 mild hybrid benzina da 150 CV e l’ibrida plug-in che al 1.4 TSI unisce un motore elettrico, per 204 CV totali e autonomia a emissioni zero di 60 km. E per gli amanti del genere arriverà anche la versione TGI a metano.

La Seat Leon in cifre

  Seat Leon Seat Leon ST
Lunghezza 4,38 metri 4,64 metri
Larghezza 1,80 metri 1,80 metri
Altezza 1,45 metri 1,44 metri
Passo 2,68 metri 2,68 metri
Bagagliaio 380 litri 620 litri

La sportiva per tutti

Il passo successivo è rappresentato dalla Cupra Leon, la versione più cattiva della compatta spagnola che abbandona il logo Seat per abbracciare il color rame del brand sportivo della Casa spagnola. L’estetica cambia ma non esagera, mentre lato motori ci sono unicamente unità benzina aiutate o meno dall’elettrico.

Cupra Leon eHybrid
Cupra Leon eHybrid

Si parte dall’ibrida plug-in da 245 CV, stessa potenza del 2.0 TSI, disponibile anche nelle versioni da 300 e (riservati alla Cupra Leon ST) 310, in questo caso uniti alla trazione integrale 4Motion. Una sportività che conta anche su differenti impostazioni per le modalità di guida, assetto specifico e impianto frenante firmato Brembo.

I motori della Cupra Leon

  Cupra Leon Cupra Leon ST
e-TSI 245 CV X X
2.0 TSI 245 CV X X
2.0 TSI 300 CV X X
2.0 TSI 310 CV (4Motion)   X

Quella per la pista

Il legame di Seat col mondo delle corse è duraturo e si è rinnovato con la presentazione della Leon Competicion, erede della Cupra Leon TCR (vincitrice di 2 TCR Rally Italy) e mossa dal solito 2.0 turbo benzina, portato però a 360 CV di potenza, per 260 km/h di velocità massima.

Cupra Leon Competicion
Cupra Leon Competicion

Naturalmente oltre al motore c’è di più, con una meccanica stravolta, cambio sequenziale a 6 rapporti, sospensioni pluri regolabili e un’estetica che ha poco a che vedere con quella delle Leon stradali.

Pistaiola silenziosa

C’è poi la vera grande novità della famiglia Leon: la Cupra e-Racer, simile nell’impostazione estetica alla Competicion ma con un cuore completamente differente. Al posto del 2.0 TSI infatti ci sono 4 motori elettrici (tutti al retrotreno) alimentati da un pacco batterie da 65 kWh per 680 CV totali e 960 Nm di coppia. Numeri stellari per uno 0-100 in 3,2” e 270 km/h di velocità massima.

Cupra e-Racer
Cupra e-Racer

Un bolide elettrico nato per correre nell’ETCR, campionato riservato ad auto a emissioni zero che affiancherà il più classico TCR. Per quanto riguarda la Cupra e-Racer i dati ufficiali dicono che le batterie possono garantire una percorrenza al top delle prestazioni per 20 minuti circa, e ricaricarsi nel doppio del tempo. Naturalmente c’è anche un sistema di recupero dell’energia dissipata in frenata.