Impossibile negarlo, le Dacia sono tra le auto più apprezzate dagli italiani. Lo confermano i dati di vendita del primo semestre 2022, che hanno visto la Casa del "value for money" tra le poche a crescere rispetto al 2021 (+20,7%) aumentando la propria quota di mercato, ora al 5,47%.

Ma cosa rende le Dacia così tanto apprezzate e perchè sono fatte così? A rispondere a queste domande ci ha pensato David Durand, da poco a capo del design della Casa, nel corso di un'intervista nella quale ci ha illustrato la filosofia che sta dietro a Sandero, Duster, Jogger, Logan (non per il nostro Paese), Spring e la futura Bigster.

Filosofia francese

Secondo il designer francese le Dacia devono essere pratiche ed ecologiche ed essere offerte al giusto prezzo. Come si ottiene però questo compromesso? Durand ha spiegato che, in fase di progettazione, si evitano tutte quelle caratteristiche che potrebbero essere sì utili ma anche superflue nella vita di tutti i giorni.

Ed è proprio il concetto di "quotidiano" quello alla base della filosofia Dacia. Secondo il designer le Dacia possono essere paragonate a dei pratici coltellini svizzeri: compatte, economiche e pronte a ogni evenienza.

Foto - Dacia Duster TCe 150 EDC 2WD (2022), la prova
Dacia Jogger
2020-dacia-sandero

Per fare alcuni esempi, lo stesso Durand ha portato all'attenzione un optional certamente apprezzato ma poco utile durante tutta l'esistenza di un'auto; i sedili a regolazione elettrica. Sui vari modelli Dacia non vengono offerti nemmeno come optional perché, seppur comodi, secondo alcune ricerche vengono utilizzati pochissime volte dopo la prima regolazione.

Eliminando il costo di progettazione e produzione del pezzo, la Casa può destinare quel budget a caratteristiche certamente più utili nel quotidiano, come per esempio le barre al tetto trasversali integrate in quelle longitudinali, regolabili con una semplice brugola.

De Meo e la nuova Dacia

Dietro alla filosofia appena citata ci sono tre concetti base inaugurati da Luca De Meo a seguito del suo insediamento come CEO del Gruppo Renault, nel 2020.

I pilastri sui quali il manager italiano ha impostato la strategia globale del Brand Dacia sono:

  • Essential & Cool: cioè essere essenziali ma anche comprensivi verso le richieste del cliente. In poche parole offrire il "tutto" evitando il "troppo".
  • Robust & Outdoor: offrire veicoli solidi e robusti, dalle caratteristiche anche fuoristradiste e adatte sia al tempo libero che alla vita di tutti i giorni.
  • Eco Smart: realizzare auto tenendo in considerazione sempre le emissioni di CO2 in atmosfera.
Dacia, la nuova identità di marca della gamma
Dacia, la nuova identità di marca della gamma

Quest'ultimo punto è quello che nell'ultimo periodo ha portato i maggiori cambiamenti nelle auto Dacia. Un esempio? Con la nuova Brand Identity inaugurata pochi mesi fa (le prime consegne avverranno in autunno), il team di Durand si è impegnato per rimuovere qualsiasi tipo di cromatura dalle auto, in quanto il processo per realizzare questa particolare finitura, sia sull'acciaio che sulla plastica, è uno dei più inquinanti in assoluto.

Il futuro è quasi pronto

Durante la conferenza infine, Durand ha anticipato il design del prossimo modello Dacia, quella Bigster destinata a diventare l'ammiraglia Dacia, un SUV più grande della Duster e che si inserirà nel segmento C, finora inesplorato.

Per realizzarla il designer ha tenuto conto di tutte le caratteristiche sopra citate, utilizzando linee pulite ma muscolose, materiali riciclati e un design evolutivo rispetto alle auto attuali. Durand ha anticipato che l'auto di serie, che sarà presentata nei prossimi anni, non si distaccherà molto nel design rispetto alla concept.